paolo petrecca cerimonia apertura raisport

“CHISSÀ PETRECCA SU QUALE ALTRA POLTRONA RIMBALZERÀ. È LA TIVÙ DEL GOVERNO, IL GOVERNO DEL MERITO” – MATTIOLI RICORDA TUTTE LE "PERLE-PIRLA" DEL DIRETTORE DIMISSIONARIO DI RAISPORT, PRIMA DELLA SURREALE TELECRONACA DELLA CERIMONIA INAUGURALE DELLE OLIMPIADI: DAL CASO DELMASTRO QUANDO ERA ALLA GUIDA DI "RAINEWS 24", AI 47 MINUTI DI DIRETTA DI UN COMIZIO DI MELONI FINO AL FESTIVAL DI POMEZIA DOVE CANTAVA LA MOGLIE ALMA MANERA, TRASMESSO AL POSTO DEL RISULTATO DELLE PRESIDENZIALI FRANCESI - "HO LE SPALLE COPERTE, NON POTETE FARMI NIENTE" RACCONTANO CHE PROCLAMASSE NEI CORRIDOI DELLA REDAZIONE IN RIVOLTA. PETRECCA NON È STATO RETROCESSO BENSÌ PROMOSSO A "RAI SPORT", GRAZIE A QUELLE SPALLE POSSENTI" - JACOPO VOLPI, EX DIRETTORE DI RAISPORT: "LA TELECRONACA DELLA CERIMONIA INAUGURALE DELLE OLIMPIADI? C’È STATA SOTTOVALUTAZIONE, NON SI PUO’ IMPROVVISARE…”

 1 - IL DADAISTA DELLE NOTIZIE 

Alberto Mattioli per “la Stampa” - Estratti

 

Paragonarsi a Gesù Cristo sembra eccessivo, benché anche Lui avesse i suoi santi in Paradiso. Eppure l'ha fatto. Ieri Paolo Petrecca si è dimesso da direttore di RaiSport dopo appena tredici giorni dalla più clamorosa figura di beeep! della storia recente italiana, ci avrà voluto pensare bene, postando su Instagram un passo del Vangelo: «In verità vi dico: uno di voi mi tradirà».

PAOLO PETRECCA

 

(...)

 

Invece il Petrecca non scherzava affatto, come si è visto dal seguito, un crescendo surrealista, un viaggio nell'Assurdistan, un delirio di incontinenza declamatoria (il problema non era solo quel che diceva, ma il fatto che non stesse mai zitto). E allora avanti con Matilda De Angelis scambiata per Mariah Carey e la presidente del Comitato Olimpico per la figlia di Mattarella.

 

E forza con i sei pallavolisti tedofori, di cui Petrecca ne ha riconosciuta in tutto e per tutto una, Paola Egonu. Gli altri, campioni celeberrimi, non pervenuti, e dire che il Nostro di mestiere fa, anzi faceva, il direttore di RaiSport: come se Giorgia Meloni non riconoscesse Matteo Salvini (oddìo, ogni tanto la tentazione le verrà pure, ma volutamente, non perché non sa chi sia).

 

LA STORIA INSTAGRAM DI PAOLO PETRECCA DOPO LE DIMISSIONI

Deliziosa, puro dadaismo, la presentazione della squadra del Kazakistan, che «ha solo quattro atleti, sette dei quali nello sci di fondo», che forza 'sti kazaki! Quanto all'orgia di luoghi comuni, gli spagnoli sono «calienti», gli arabi «ci hanno abituati a vestiti del genere», gli africani fanno i riti voodoo (ma tutti, eh, non fai a tempo a scendere dalla scaletta dell'aereo e zac! , hanno già scannato il pollo) e, udite udite, i brasiliani «hanno la musica nel sangue». Non siamo stati informati che la neve è bagnata e che non ci sono più le mezze stagioni, peccato. In compenso, il rapper Ghali, malvisto in alto a destra come la poesia di Gianni Rodari che recitava, non è stato mai nominato, nemmeno, chessò?, per scambiarlo per Fedez. 

 

Mentre l'exploit petrecchesco faceva il giro del mondo in ottanta giornali, dal New York Times in giù, i giornalisti sportivi della Rai, che avevano già bocciato due volte il suo piano editoriale, hanno ritirato le firme e annunciato scioperi. 

Ma forse adesso non ci saranno, visto che Petrecca si è dimesso dopo che perfino un'azienda come la Rai, che perdona tutto a tutti, specie se ben raccomandati, gli ha tolto la diretta della cerimonia di chiusura. Naturalmente, da parte sua, niente scuse. 

Semmai, accuse: uno di voi mi tradirà. Amen. 

 

PAOLO PETRECCA

Ora, non è che si voglia infierire su Petrecca, ormai trattato peggio del discotecaro di Crans. Però la sua storia è interessante perché racconta come vanno le cose in Rai e in generale in questo Paese. Per Petrecca quella di RaiSport non era la prima direzione. Aveva già brillato a RaiNews24 con la sua peculiare concezione del giornalismo, ispirata a una celebre casa discografica: «La voce del padrone». Fu grandioso quando, il 20 febbraio '25, mandò in onda per sei ore il titolo "Assoluzione per Delmastro" prima che uscisse la sentenza che poi per il sottosegretario alla Giustizia fu di condanna. Poi ci furono la censura sul caso delle accuse al figlio di La Russa, i 47 minuti di diretta di un comizio di Meloni, fino al capolavoro dei capolavori, roba da far impallidire le Olimpiadi.

 

È la sera del ballottaggio delle Presidenziali francesi, tutto il mondo lo sta seguendo, ma sul canale all news della Rai va in onda l'indifferibile festival di Pomezia, vuoi mettere, dove casualmente cantava la compagna del signor direttore davanti allo stesso signor direttore. Parigi val bene una messa in onda? Macché: Pomezia, italians do it better e Petrecca meglio di tutti.

PAOLO PETRECCA - SPLENDIDA CORNICE

 

«Ho le spalle coperte, non potete farmi niente», raccontano che proclamasse nei corridoi della redazione in rivolta. Quello che i suoi giornalisti hanno fatto è stato sfiduciarlo: 132 no su 144. Ma naturalmente Petrecca non è stato retrocesso bensì promosso a Rai Sport, giusto, con quelle spalle possenti. Chissà adesso su quale altra poltrona rimbalzerà. È la tivù del governo, il governo del merito. 

 

2 - JACOPO VOLPI: «LA TELECRONACA DELL’APERTURA?NON SI IMPROVVISA» 

A.Bac. per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Ha guardato le Olimpiadi invernali Milano-Cortina da spettatore, Iacopo Volpi, classe 1957, giornalista e conduttore di razza, in Rai dal 1982. E direttore di Rai Sport fino al dicembre 2024, quando è andato in pensione, lasciando il timone a Paolo Petrecca. 

ANNA DANESI PAOLO PETRECCA

 

Avrebbe voluto esserci a bordo pista quest’anno? 

«Non lo nego. Bastava restare qualche mese in più». 

 

Che idea si è fatto della vicenda culminata nelle dimissioni del suo successore Paolo Petrecca? 

«Non mi esprimo nel merito della conduzione della redazione, perché non sono più dentro. Certo, circa la telecronaca della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi c’è stata tanta sottovalutazione». 

 

Lei ha mai commentato un’Olimpiade da direttore di Rai Sport? 

«No. Ma nemmeno da telecronista, pur avendone seguite ben dieci, di cui sette sul campo». 

 

jacopo volpi francesca fagnani

Perché no? 

«Perché ci vuole preparazione: bisogna partire tre mesi prima. Non si può improvvisare un evento così rilevante in pochi giorni. Almeno, io non ci sarei riuscito». 

 

Si è mai trovato in difficoltà nella conduzione di un evento sportivo? 

«No, io ho sempre lavorato di squadra. Ho imparato alla scuola di Tito Stagno, Paolo Rosi, Giampiero Galeazzi, Sandro Petrucci, per dirne alcuni». 

 

Quali telecronache della cerimonia d’apertura delle Olimpiadi ha apprezzato? 

«Ricordo con piacere quelle condotte dalla coppia Claudio Icardi e Franco Bragagna». 

 

Perché? 

jacopo volpi

«Erano eccezionali, perché fornivano un mix di chiavi di lettura. In quelle telecronache bisogna saper parlare di politica, economia, costume, non solo di sport». 

 

Ora ci sarà Auro Bulbarelli a commentare la cerimonia di chiusura. 

«Beh, lui è un telecronista di grande esperienza: è colto e preparato. Farà bene». 

 

Che consiglio si sente di dargli? 

«Nessuno. Ma quello che ho sempre detto a coloro cui affidavo le telecronache era di non considerarsi i protagonisti dell’evento. E di non strafare: presi dall’entusiasmo, è facile fare errori di cui poi ci si pente». 

 

Come Petrecca? 

«Sono ancora un uomo Rai dentro...». 

 

jacopo volpi (2)paolo petrecca alma manerapaolo petreccapaolo petrecca by carlialma manera paolo petreccaIL CASO PAOLO PETRECCA SUL GUARDIAN paolo petrecca alma manera 1PAOLO PETRECCA - ILLUSTRAZIONE DI FRANCESCO FRANK FEDERIGHI

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