christian malangone beppe sala

CHRISTIAN MALANGONE, PROFESSIONE: SCUDO UMANO DI BEPPE SALA – È L’UOMO CHE TRATTA PER CONTO DEL SINDACO TUTTI GLI AFFARI PIÙ IMPORTANTI, A PARTIRE DA QUELLI IMMOBILIARI E URBANISTICI, IN PARTICOLARE LA DELICATA VENDITA DELLO STADIO DI SAN SIRO AI FONDI AMERICANI CHE CONTROLLANO INTER E MILAN – LE CITAZIONI STRACULT: DAL “BEST EVER? ME LO TATUO” A “USIAMOLI, CAZZO”, IN RIFERIMENTO AI DUE PROFESSORI CHE DOVEVANO VALUTARE L’OPERAZIONE STADIO – PER NON LASCIARLO SENZA INCARICHI ALLA SCADENZA DEL MANDATO DEL SINDACO, SALA LO HA NOMINATO NEL CDA ATM, CON LA PROMESSA CHE NE DIVENTERÀ L’AMMINISTRATORE DELEGATO...

Estratto dell’articolo di Gianni Barbacetto per “il Fatto quotidiano”

 

CHRISTIAN MALANGONE

Christian Malangone [...]. Segui lui e capisci dove tira il vento. Beninteso: sempre all’ombra del suo grande capo, Giuseppe Sala, di cui è lo scudo umano.

 

Laurea in Lettere alla Cattolica, famiglia cresciuta all’ombra di Cl, prima manager della Camera di commercio, poi dal 2006 al Comune di Milano, dove diventa – sindaco Letizia Moratti – il numero due di Sala, allora direttore generale.

 

Quando Sala viene mandato a “salvare” l’Expo 2015, se lo porta dietro come direttore generale dell’Esposizione. Si becca un’inchiesta per aver pagato con soldi Expo il viaggio a Tokyo di Maria Grazia Paturzo, collaboratrice di Bobo Maroni, allora presidente della Lombardia, ma condannato in primo grado, è prosciolto in appello.

 

Alla fin della fiera, la coppia Sala-Malangone torna a Palazzo Marino, con Beppe sindaco e Christian direttore generale, braccio operativo di quella che è ormai la più grande azienda di Milano.

 

beppe sala foto lapresse

Tratta per conto del sindaco tutti gli affari più delicati, tiene i rapporti con gli operatori immobiliari (primo fra tutti Manfredi Catella), sovrintende alla gestione degli affari urbanistici seguendo il “Rito Ambrosiano” invece che le leggi nazionali, cura la vendita di San Siro ai fondi Usa che controllano Inter e Milan.

 

[...]  Quando Catella si complimenta con lui e l’assessore Giancarlo Tancredi dicendo: “Siete i best ever” (i migliori in assoluto), Malangone non si trattiene: “Questo me lo tatuo sulla schiena”. C’è un’altra sua frase d’oro, che riguarda la gara per San Siro che la Procura ritiene truccata (e per cui è tra gli indagati).

stadio di san siro a milano

 

Malangone doveva giustificare il prezzo di vendita dello stadio Meazza, più i 280 mila metri quadrati di aree su cui realizzare un’operazione immobiliare da 1,3 miliardi (quello che ci vuole per sistemare i bilanci delle due squadre). L’Agenzia delle entrate, su richiesta del Comune, dice che l’intero pacchetto vale 197 milioni. Molti s’indignano: ma come, lo stadio più iconico del mondo vale meno del solo Pirellino, venduto a 194 milioni?

 

sala catella milano

E le aree preziosissime di San Siro sono cedute a soli 450 euro al metro quadro? Per dimostrare di non avere sottostimato i beni comunali, il braccio destro di Sala coinvolge due professori: Giacomo Morri, commercialista, cattedra alla Bocconi, ma anche membro del comitato scientifico dell’Agenzia delle entrate; e Alessandra Oppio, architetto, docente al Politecnico, anch’essa componente dell’Agenzia, e in più designata da Sala nel consiglio d’amministrazione della municipalizzata dei trasporti, l’Atm.

 

Come sono scelti i due? Ce lo fa capire il messaggio che Malangone manda a Tancredi il 15 novembre 2024. Riferendosi ai due prof e al fatto che Oppio era stata issata dal Comune dentro il cda Atm, esclama: “Usiamoli, cazzo”.

 

ALESSANDRA OPPIO

Oppio e Morri il 18 giugno 2025 depositano la loro valutazione. Ma dieci giorni prima, l’8 giugno, ne avevano diligentemente mandata una bozza a Tancredi, che la gira a Malangone. La Guardia di finanza scopre che la bozza viene “corretta” per non contraddire il Comune e l’Agenzia delle entrate: in “tre passaggi testuali, da cui in merito al valore si desumono potenziali variazioni tendenti a rendere coerenti i valori attribuiti in precedenza dall’Agenzia delle Entrate”. Ha funzionato: “Usiamoli, cazzo”.

 

Malangone va premiato: per non lasciarlo senza incarichi alla scadenza del mandato del sindaco e consolarlo delle inchieste in cui è indagato, Sala lo nomina (insieme a Oppio) nel cda Atm, con la promessa che ne diventerà l’amministratore delegato. Tatuaggi o no, sono o non sono i best ever?

CHRISTIAN MALANGONEGIACOMO MORRI CHRISTIAN MALANGONE

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