IL CINEMA DEI GIUSTI - SABATO 20 GIUGNO INIZIA A BOLOGNA “IL CINEMA RITROVATO” E LA STAR DA RISCOPRIRE È BARBARA STANWYCK, UNA DELLE GRANDI ATTRICI DI HOLLYWOOD. E DELLE PIÙ DURE. E PIÙ CHIACCHIERATE. REPUBBLICANA, ANTICOMUNISTA, E, PROBABILMENTE, LESBICA. ANCHE SE NON SI È MAI DICHIARATA. SI PENSA CHE AVESSE AVUTO UNA LUNGA STORIA D’AMORE CON JOAN CRAWFORD - CANDIDATA QUATTRO VOLTE ALL’OSCAR, NON LO VINSE MAI. GLIENE DETTERO UNO ONORARIO NEL 1982. NON ERA LA STESSA COSA - A BOLOGNA VEDREMO FILM RARISSIMI COME “NIGHT NURSE” DI WILLIAM WELLMAN, “NO MEN OF HER OWN” DI MITCHELL LEISEN, “LADIES OF LEISURE” DI FRANK CAPRA, “STELLA DALLAS” DI KING VIDOR, “CLASH BY NIGHT” DI FRITZ LANG… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Sabato 20 inizia a Bologna “il cinema ritrovato” e la star da riscoprire è Barbara Stanwyck, una delle grandi attrici di Hollywood. E delle più dure. E più chiacchierate. Repubblicana, anticomunista, e, probabilmente, lesbica. Clifton Webb la definiva “la mia lesbica americana preferita”. Ma non si è mai dichiarata.
Si pensa che avesse avuto una lunga storia d’amore con Joan Crawford, che conosceva fin da ragazza. Adorata da Cecil B. De Mille, che la ebbe protagonista in “La via dei giganti”, «Il nome di Barbara è il primo che mi viene in mente, perché una regista può sempre contare su di lei per fare il lavoro con tutto il cuore». Adorata da Jacques Tourneur, «Vive solo per due cose, ed entrambe sono lavoro».
barbara stanwyck e joan crawford1
Lavoratrice indefessa, il suo motto era «Voglio andare avanti finché non mi spareranno». La ribattezzano negli anni “The Queen”. Recita per i più grandi. William Wellmann, George Stevens (“La dominatrice”), William Dieterle, John Cromwell, e Frank Capra (“Proibito”). Che le insegna che «Gli occhi sono lo strumento migliore del cinema. Me l'ha insegnato il signor Capra. Certo, è bello dire ottimi dialoghi, se riesci a capirli. Una grande recitazione cinematografica: ma attenzione agli occhi!».
E, ancora, John Ford, “L’aratro e le stelle”, King Vidor, “Stella Dallas”, uno dei suoi capolavori, Rouben Mamoulian, “Golden Boy”, dove impone il giovanissimo William Holden, Mitchell Leisen, “Ricorda quella notte”, Preston Sturges, “Lady Eva”, Howard Hawks, “Colpo di fulmine” e ovviamente Billy Wilder, “La fiamma del peccato”, dove capisce come sono gli attori. “Come sono andata?” chiede a Fred McMurray. E lui: “Non lo so, io sono stato meraviglioso”.
Barbara Stanwyck attraversa tutto il cinema di Hollywood più classico, alla fine degli anni ’20 agli anni ’90 diventando una star assoluta della tv nella serie western “La grande vallata”. E non interpretando mai una di quelle donnette passive che fanno da cornice ai loro uomini. E’ lei la star, e unica donna di “40 pistole” di Samuel Fuller, dove le 40 pistole sono quelle dei maschi che sparano per lei.
«Mettimi negli ultimi quindici minuti di un film. Non mi interessa cosa sia successo prima. Non mi importa nemmeno se sono coinvolta nel resto della maledetta storia, io mi occuperò di quei ultimi quindici minuti».
Nata come Ruby Stevens a Brooklyn nel 1907, a soli due anni perde la madre, che muore per un incidente. Il padre molla lei e tutti i suoi fratelli e sorelle per non farsi più vedere. Cresce passando da una famiglia all’altra. Poi viene adattato a 11 anni da una coppia ebrea, i Cohen, che la crescono davvero. A 14 anni si mette a lavorare. Ma fa più soldi come chorus girl nel burlesque. E’ lì che conosce Joan Crawford e divide con lei una complessa e dura gavetta. A 19 anni diventa una star del burlesque e prende il nome di Barbara Stanwyck.
Tramite il suo amico, il pianista Oscar Levant, incontra Frank Fay, grande stella del varietà, ma alcolista. Lei aveva avuto il suo primo ruolo da attrice a Broadway in «Burlesque», 1927 e gira il suo primo film, “Broadway Nights”. Con Frank Fay si sposarono il 26 agosto 1928. Nel 1929, eseguirono uno sketch drammatico dal titolo «Fay and Stanwyck» al Palace. Nello stesso anno, furono chiamati a Hollywood in modo che Fay potesse recitare nel film “Rivista delle nazioni”, 1929.
Clifton Webb ricordava che due cose non potevi chiedere alla Stanwyck, la sua infanzia e il suo primo matrimonio. Furono sette anni infernali e pieni di alcol. Durante una delle loro risse il figlio che avevano adottato nel 1935, Dion, viene gettato in piscina. Divorziano nel 1935. La coppia aveva adottato Dion il 5 dicembre 1932.
Candidata quattro volte all’Oscar, per “Stella Dallas”, “Il terrore corre sul filo”, “Colpo di fulmine”, “La fiamma del peccato”, non lo vinse mai. Gliene dettero uno onorario nel 1982. Non era la stessa cosa. Ebbe tempo per un secondo marito, il bellissimo Robert Taylor, che sposò nel 1939 e dal quale divorziò nel 1952. Un altro matrimonio di facciata, visto che Robert Taylor non aveva fama certo di eterosessuale. Fu lo studio, la MGM, a spingerlo a sposarsi.
barbara stanwyck stella dallas
Barbara Stanwyck era perfetta. Ognuno si faceva gli affari suoi. Negli anni divenne sempre più chiuso e conservatore. Quando lo incontrò Sal Mineo a Roma, capì che non sopportava né il fatto che non nascondesse la propria italianità né la propria sessualità. Neanche con Robert Taylor funzionò, anche se rimasero buoni amici. E fecero anche dei film assieme.
Quanto al figlio adottivo, Dion, preferì vivere col padre, se ne andò via di casa nel 1951 a 19 anni. Nel 1957, venne arrestato per aver cercato di vendere foto oscene mentre aspettava di incassare il suo assegno di disoccupazione. Non parlò mai della madre, anche perché avrebbe ottenuto il suo patrimonio a patto che non dicesse più niente di lei. E così fece.
barbara stanwyck ladies of leisure
Ma si arrivò a quelle con una pesante causa, perché lei non gli avrebbe lasciato nulla. Dion morì dieci anni dopo la morte della madre, che se ne andò a 82 anni nel 1990. Senza funerale. Per suo volere le ceneri vennero sparse nelle colline di Hollywood, sotto il Lone Pine, il Pino Solitario.
“Quanto a Dion, preferì vivere col padre, se ne andò via di casa nel 1951 a 19 anni. Nel 1957, venne arrestato per aver cercato di vendere foto oscene mentre aspettava di incassare il suo assegno di disoccupazione. Non parlò mai della madre, anche perché avrebbe ottenuto il suo patrimonio a patto che non dicesse più niente di lei. E così fece. Ma si arrivò a quelle con una pesante causa, perché lei non gli avrebbe lasciato nulla. Dion morì dieci anni dopo la morte della madre, che se ne andò a 82 anni nel 1990. Senza funerale. Per suo volere le ceneri vennero sparse nelle colline di Hollywood, sotto il Lone Pine, il Pino Solitario.
A Bologna vedremo film rarissimi come “Night Nurse” di William Wellman, “No Men of Her Own” di Mitchell Leisen, “Ladies of Leisure” di Frank Capra, “Stella Dallas” di King Vidor, “Clash By Night” di Fritz Lang.
barbara stanwyck no man of her own
barbara stanwyck night nurse
barbara stanwyck a roma
barbara stanwyck 1
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barbara stanwyck no man of her own
barbara stanwyck stella dallas
barbara stanwyck la dominatrice 2
barbara stanwyck delitto senza scopo
barbara stanwyck delitto senza scopo
barbara stanwyck la dominatrice
barbara stanwyck il terzo delitto



