coronavirus

“IL LIETO FINE ARRIVERÀ CON IL VACCINO, LA MIA SPERANZA È CHE ARRIVI A INIZIO 2021” – IL DIRETTORE GENERALE DELL’OMS RANIERI GUERRA: “LA SITUAZIONE È ANCORA COMPLICATA, È TROPPO PRESTO PER DIRCI FUORI DALL’EMERGENZA. SOTTOVALUTAZIONE? ABBIAMO VISTO GLI APERITIVI, LE FESTE, PERÒ TUTTO SOMMATO MI PARE CHE IL CENTRO E IL SUD SI SIANO PREPARATI BENE…”

 

 

Lucilla Vazza per “il Messaggero”

 

Professor Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell'Organizzazione mondiale della Sanità e componente del Comitato tecnico scientifico sull'emergenza coronavirus: a che punto siamo con l'epidemia in Italia?

ranieri guerra 3

«La situazione è ancora complicata. Il messaggio è sempre lo stesso, tenere duro con le misure di distanziamento sociale finché non c'è un abbassamento ben più significativo della curva dei contagi. Non c'è altro modo. A nord piano piano i numeri iniziano a calare, ma è troppo presto per dirci fuori dall'emergenza. Anzi sarebbe grave pensarlo. Al sud c'è stato più tempo per prepararsi, la situazione sta tenendo. La stragrande maggioranza degli italiani sta dimostrando grande senso di responsabilità. Abbiamo visto gli aperitivi, le feste, ne abbiamo viste di tutti i colori, però tutto sommato, guardando i numeri, mi pare che il centro e il sud si siano preparati bene».

 

coronavirus al microscopio 3

Quando comincerà una nuova fase di convivenza con il virus?

«Bisognerà contare quelli che effettivamente hanno avuto contatto col virus e sono in condizione di sieropositività, che in questo caso è una situazione favorevole, perché vuol dire che hanno sviluppato una condizione di immunità. Al momento l'immunità post virus sembra reggere. Chi ha avuto un contatto, anche se asintomatico, ha sviluppato una risposta degli anticorpi può tranquillamente tornare al lavoro. Ma bisogna fare test e la tecnologia che abbiamo in questo momento non è meravigliosa».

CORONAVIRUS - BARE A BERGAMO

 

Ogni giorno si parla di nuovi test. Quando riusciremo ad avere uno screening efficace per la popolazione?

«Ci sono parecchi test in pre-qualifica a Ginevra, non è una cosa semplice, perché a fronte della dichiarazione di sensibilità e di specificità del produttore, poi bisogna verificarli. E non si fa in un giorno...».

 

TRIAGE CORONAVIRUS

Che aria si respira all'Oms, qual è la situazione degli altri Paesi?

«Non è che ci sia molto da discutere, le misure da prendere sono quelle che ha preso l'Italia, si cerca di raffinarle in una situazione internazionale dove purtroppo continua a esserci più competizione che solidarietà. Il problema è che di materiali e tecnologie non ce ne sono abbastanza per tutti. Abbiamo visto la piaga infinita degli acquisti internazionali delle mascherine. Con tanto di blocchi, di sequestri e così via. Per i tamponi lo stesso, mancano i reagenti, per cui, anche lì stiamo a combattere con dei numeri che purtroppo non riusciamo a gestire completamente. Per quanto riguarda i test, anche lì tra poco si scatenerà una guerra mondiale per chi riesce ad accaparrarseli. È una situazione veramente bizzarra in cui l'Europa si sta frantumando».

ranieri guerra 1

 

giuseppe conte intervistato dalla tv tedesca ard

L'Oms potrebbe chiedere agli Stati una profonda conversione industriale per produrre i dispositivi che mancano?

«Non sopravvalutiamo il ruolo dell'Agenzia, l'Oms può raccomandare fornendo evidenze a supporto. Se i governi, come l'Italia, si affidano a una lettura scientifica a supporto di una decisione inevitabilmente politica, le cose funzionano. Se ci si rifugia dietro al negazionismo o nell'inasprimento di misure di dogana e di blocchi, non va bene, perché sono destinati a fallire. Il mantra è nessuno si salva da solo».

 

ospedale bergamo coronavirus

Il dg dell'Oms all'improvviso ha twittato test, test, test da molti interpretato come cambio di rotta rispetto alle politiche di tamponi solo sui sintomatici.

«Non hanno letto tutto. Diceva di incrementare il numero dei test nei confronti dei casi sospetti e tracciare i contatti diretti, ossia fare i tamponi innanzitutto al personale sanitario che è in prima linea sul fronte dei contagi».

 

Quando usciremo da questa pandemia?

ranieri guerra

«Credo che il lieto fine arriverà quando avremo un vaccino. Ce ne sono parecchi di vaccini candidati allo studio, uno in particolare in una fase piuttosto avanzata perché utilizza una piattaforma già utilizzata a suo tempo per la Sars nel 2003, però questo coronavirus non promette nulla di buono e abbiamo ancora conoscenze limitate».

conferenza stampa inaugurazione ospedale fiera milano 3

 

Che tempi per il vaccino?

«La mia speranza è che arrivi nel primo trimestre dell'anno prossimo. Per darlo a tutti si percorrerà la strada della licenza su brevetto, come avviene per tutti i farmaci risolutivi. È stato così per i farmaci contro l'epatite C. Qui non si tratta di far guarire un gruppo di malati, ma di salvare tutta la popolazione mondiale».

coronavirus tampone germania

 

Come mai in Italia dopo i primi contagi non si è immediatamente capito il pericolo che si correva?

«Innanzitutto è un virus nuovo con uno scenario sconosciuto. È difficile capire in assenza di manifestazioni cliniche, che comunque esiste un rischio di contagio, che va avanti e si manifesta dopo due settimane. Magari si ferma l'epidemia, ma chi lo dice alla popolazione che stai fermando tutto per prevenire i contagi? Non dico sia giusto, ma che purtroppo per le amministrazioni è difficile comunicare misure restrittive in assenza di casi. È anche un problema di mancanza di cultura scientifica».

TEST DEL TAMPONE

 

Ci sono stati errori strategici?

ranieri guerra 2

«È mancato un piano B. Essere pronti per una risposta in cui si mobilitano le risorse, tutti quanti gli attori del sistema sanno cosa devono fare. Le regioni si allineano, c'è una cabina di comando unica. Però mi pare che il Paese in una situazione così catastrofica non si sia fatto travolgere. Ora bisogna puntare sulle risorse umane, andranno fatte assunzioni per garantire la tenuta del sistema, in parte lo si sta già facendo».

L'ENNESIMA DIRETTA FACEBOOK DI GIUSEPPE CONTE

Dopo questa emergenza senza precedenti l'Italia garantirà ancora il diritto alla salute per tutti?

«Dipenderà dall'impatto economico sul Paese. Dalla fiscalità generale e quindi dalla ripresa. Se diminuisce il gettito fiscale chi pagherà? Il governo però è al lavoro anche per questo».

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…