gali tal peleg shmuel peleg eitan

“ADOTTERÒ EITAN, AVEVO UN PATTO CON MIA SORELLA” GALI PELEG, LA ZIA MATERNA DI EITAN, SPERA DI RAGGIUNGERE UN’INTESA CON IL RAMO ITALIANO DELLA FAMIGLIA, MA ALLE SUE CONDIZIONI: “VOGLIAMO MOSTRARE AI BIRAN CHE PER IL BAMBINO È MEGLIO STARE IN ISRAELE. NON POTEVAMO PIÙ SOPPORTARE DI VEDERE LA SUA TRISTEZZA. I SOLDI DELLE RACCOLTE FONDI? NON SONO SERVITI PER IL VOLO, MA PER MIO PADRE CHE È RIMASTO QUATTRO MESI IN ITALIA”. COSTAVANO CARI 'STI ALBERGHI VISTO CHE SI PARLA DI 150MILA EURO…

1 - GALI PELEG: “ADOTTERÒ IO EITAN, AVEVO UN PATTO CON MIA SORELLA”

Fabiana Magrì per "la Stampa"

 

tal e gali peleg

"Sono solo concentrata su Eitan adesso. E non bado a tutto quello che avviene intorno». Gali Peleg, 29 anni, era in silenzio da oltre una settimana. Da quando suo padre Shmuel Peleg - infrangendo la legge italiana - è tornato in Israele con il nipote Eitan, figlio della sorella Tal, unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone. E da quando il consulente per la comunicazione Ronen Tzur - un passato da politico che ha poi scelto di mettere la sua esperienza e competenza al servizio di campagne mediatiche, spesso e volentieri di casi scottanti - ha preso per mano la famiglia Peleg, gestendone i rapporti con la stampa.

 

Ieri ha acconsentito a parlare con La Stampa, lo stesso giorno in cui in Israele è atterrata la cognata Aya Biran, sorella di Amit (morto anche lui il 23 maggio), tutrice legale del piccolo Eitan. L’obiettivo del viaggio della zia paterna del bambino, come diffuso dal suo portavoce, è «riportare Eitan a casa serenamente e senza indugio», perché possa tornare «alla vita di routine e di stabilità, così importante per lui dopo il disastro».

eitan

 

Gali, come vive questa guerra tra famiglie? Come la fa sentire?

«Vorrei credere che riusciremo a raggiungere un qualche accordo, un’intesa. Noi siamo pronti a mettere tutto da parte. Vogliamo mostrare loro (ai Biran, NdR) che per Eitan è meglio stare qui, come volevano i suoi genitori, che gli hanno sempre detto che a breve sarebbero tornati in Israele».

 

Lo chiedo perché lei era la portavoce dei Peleg, poi nell’ultima settimana non si è più fatta sentire né vedere…

gali peleg

«Sono solo concentrata su Eitan adesso. Voglio onorare le volontà di mia sorella, avevamo un patto. E non bado a tutto quello che avviene intorno. Voglio godermi ogni momento che passo con lui. Tutto qui».

 

Si è trasferita a casa di suo padre Shmuel Peleg, per stare con lui?

«No, vivo a casa con mio marito. Ma vedo Eitan ogni giorno».

 

È stata felice quando suo padre le ha detto che avrebbe riportato Eitan in Israele? Ma a questa domanda interviene il portavoce Gadi Solomon che blocca la risposta di Gali e dichiara per lei: «Non lo sapeva, non sapeva che Eitan sarebbe arrivato in Israele. Shmuel non l’ha detto a nessuno».

 

il piccolo eitan

Perché tutta questa fretta, quando il lutto per tutti voi è ancora così fresco? Non sarebbe stato meglio attendere?

«Lascio agli avvocati il compito di spiegare la vicenda. Ma dal punto di vista emotivo, non potevamo più sopportare di vedere la tristezza di Eitan, non potevamo più contenere il suo dolore. Eravamo preoccupati per gli aspetti mentali. Non abbiamo mai ricevuto un referto psicologico su di lui».

 

Quando dice di voler adottare Eitan, cosa si immagina per il suo futuro?

«Voglio adottarlo e crescerlo come figlio mio. Mia sorella era anche la mia migliore amica. Eitan è la cosa che più mi importa, l’unica che interessa a me e alla mia famiglia».

gali peleg 3

 

E se tra qualche anno, ancora minorenne, lui volesse tornare in Italia?

«Farò tutto il necessario per il suo bene. So che qua è felice. Vivere in Israele era quello che si aspettava e che i suoi genitori volevano. Per lui farò tutto. Faremo tutto».

 

Anche lei, come Tal, ha doppia cittadinanza, israeliana e italiana, vero?

«Sì, sono anche italiana».

 

E si sente legata all’Italia?

«L’Italia non è casa mia. La mia famiglia è qui. Qui vogliamo crescere i nostri bambini. Amo l’Italia ma casa mia sarà sempre Israele».

 

la famiglia di eitan 3

A chi si sente più legata tra i Biran, a parte Amit?

«Ho un rapporto particolare con Hagai. Vedevo in lui un buon uomo di famiglia, che ama i suoi figli. Tal ci ha raccontato che è un padre straordinario. Anche sua moglie è fantastica. In effetti, è con lei che, dopo i funerali, mi sono sentita molto vicina. Più che con chiunque altro».

 

È vero che i soldi raccolti con le campagne di solidarietà sono state usati per finanziare il viaggio di Eitan in Israele?

«No, non per il volo. Restare quattro mesi in Italia senza che nessuno ti sostenga non è un impegno economico da poco, e non sapevamo per quanto tempo saremmo dovuti restare. Ecco perché abbiamo raccolto soldi. Ma per il volo, no».

zia paterna eitan

 

2 - EITAN, I PARENTI ISRAELIANI CHIEDONO DI ADOTTARLO

Davide Frattini per il "Corriere della Sera"

 

Gli agenti della sicurezza l'hanno scortata fuori dall'aeroporto Ben Gurion perché il caso del piccolo Eitan sta diventando in Israele anche disputa politica e, a parole, anche violenta. Aya - dice il marito Or Nirko dall'Italia - «ha avuto bisogno della protezione per le minacce e gli insulti scritti contro di lei sui social media» da quelli convinti che un bambino ebreo debba crescere solo qui. Adesso la zia paterna- il fratello Amit è morto nell'incidente sul Mottarone - deve rispettare la quarantena di almeno una settimana prevista per chi arriva dall'estero.

 

Shmuel Peleg, nonno di Eitan Biran,

Potrà però essere presente alla prima udienza per discutere l'affidamento, un'eccezione concessa in situazioni speciali. Al suo fianco l'altro fratello Haggai. I legali della famiglia Biran sono riusciti ad anticipare l'udienza a giovedì, mentre prima era prevista per il 29.

 

A questo incontro preliminare chiederanno che il bambino di sei anni venga subito riunito ad Aya - il tribunale italiano le ha dato la tutela legale - in attesa delle prossime sedute: chiedono il rientro in Italia sulla base della Convenzione dell'Aja e di quello che prevede per «il sequestro internazionale di minori», su questo punto si sono rivolti ad Avichai Mandelblit, il procuratore generale dello Stato, di fatto il consulente legale del governo e il rappresentante delle autorità israeliane in tribunale.

gali peleg 1

 

«Chiediamo il rientro non per domani o dopodomani ma per oggi» dice l'avvocato Avi Chimi alla radio 103FM. «Da quando è nato ha vissuto là, è il suo luogo naturale». Spiegano che «Aya è molto preoccupata per la salute psicologica del bimbo, per quello che gli è stato fatto in questo periodo». Haggai ha potuto vederlo per un'ora sabato mattina e dopo la visita i legali hanno accusato la famiglia materna di «lavaggio del cervello e di inculcare messaggi nella sua testa». Per ora Eitan resta a casa del nonno materno Shmuel Peleg che dieci giorni fa lo ha prelevato e portato in Israele su un jet privato, per questo è indagato dalla Procura di Pavia (sequestro di persona) ed è stato interrogato dalla polizia israeliana.

 

SHMUEL E TAL PELEG

Dopo l'intervista al nonno trasmessa in prima serata venerdì scorso, continua l'offensiva decisa dagli strateghi della comunicazione assunti dai Peleg. Gal - sorella di Tal, anche lei morta sul Mottarone - è stata ascoltata dal quotidiano Israel Hayom , sostenitore della destra e dell'ex premier Benjamin Netanyahu. Annuncia di aver presentato la pratica per l'adozione di Eitan («io e mio marito non abbiamo ancora figli, con noi crescerà circondato dall'amore») e in qualche modo rivela che uno degli obiettivi - quando Shmuel lo ha portato qui - era trasferire le decisioni legali in Israele: «Vogliamo che il dibattito avvenga in una lingua che tutte e due le parti comprendono allo stesso modo».

 

la famiglia di eitan 5

Sa di parlare agli stessi lettori-commentatori che in questi giorni stanno infiammando il dibattito digitale attorno alla vicenda. «Eitan è nato ebreo ed è importante per noi che resti ebreo. Ci accusano di averlo tolto dal suo ambiente naturale, ma non è vero: il fatto che mia sorella e suo marito Amit vivessero vicino ad Aya non significa che fossero legati. Le famiglie erano profondamente divise sulle questioni religiose. I Biran guardavano Tal dall'alto in basso per ragioni etniche tra ashkenaziti e sefarditi. Aya lo ha mandato a una scuola cattolica, siamo rimasti sconvolti». In realtà - spiegano amici dei Biran - Tal e Amit avevano già iscritto il bambino nell'istituto «perché lo consideravano il migliore da quelle parti».

la famiglia di eitan 4

 

Che lo scontro stia diventando ideologico è chiaro a Fania Oz-Salzberger, figlia del romanziere Amos Oz: «Stiamo ricadendo nelle solite spaccature - scrive su Twitter -. La sinistra con i Biran, la destra con i Peleg, il diritto e il rispetto della legge con i Biran, il nazionalismo ebraico con i Peleg. Stiamo sprofondando nell'abisso sulle spalle di un orfano».

Etty Peleg, la nonna materna di eitanSHMUEL PELEG EITANla famiglia di eitan 2i genitori di eitanla famiglia di eitan 1eitan unico sopravvissuto del mottaroneeitanLA ZIA DI EITANLA FAMIGLIA DISTRUTTA SULLA FUNIVIAnonno eitan

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO