piero amara luigi bisignani

ALT! ANCHE LUIGI BISIGNANI È INDAGATO NELL’INCHIESTA SULLA LOGGIA UNGHERIA, PER VIOLAZIONE DELLA LEGGE ANSELMI SULLE ASSOCIAZIONI SEGRETE - BISIGNANI È STATO INTERROGATO IERI, E SI È DIFESO DICENDO DI NON AVER MAI SENTITO NOMINARE LA FANTOMATICA LOGGIA. MA NON HA POTUTO NEGARE DI AVER AVUTO RAPPORTI CON AMARA. SECONDO L’EX AVVOCATO DELL’ENI, FU VERDINI A DIRGLI CHE BISIGNANI ERA UN AFFILIATO…

 

 

Emiliano Fittipaldi per www.editorialedomani.it

 

luigi bisignani foto di bacco

Luigi Bisignani è iscritto nel registro degli indagati nell’inchiesta sulla fantomatica loggia Ungheria svelata dall’ex avvocato dell’Eni Piero Amara. L’imprenditore e giornalista, già iscritto alla P2, condannato per la maxitangente Enimont e travolto qualche anno fa dall’indagine sulla P4, è anche lui indagato per la violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Insieme – come ha raccontato ieri il Fatto Quotidiano – all’ex senatore (oggi ai domiciliari) Denis Verdini, che dovrebbe essere sentito a fine mese dal capo della procura di Perugia Raffaele Cantone e dai sostituti che stanno cercando da mesi di verificare se le accuse di Amara hanno fondamenti di verità oppure no.

 

PIERO AMARA

L’INTERROGATORIO

Bisignani è stato interrogato ieri. In passato, quando il suo nome è stato tirato in ballo da Amara, smentì seccamente la conoscenza della loggia: «L’unica cosa che mi viene in mente è il bar Hungaria dove negli anni ’70 facevano i più buoni panini di Roma. Quando uscivo dall’Ansa mi tenevano sempre un tavolo», disse.

 

Davanti ai magistrati ha ripetuto non solo di non aver mai fatto parte della presunta loggia, ma di non averla mai nemmeno sentita nominare. Non ha potuto negare di aver avuto rapporti con Amara, spiegando ai magistrati che l’avvocato era stato introdotto da Verdini ma ridimensionando le dichiarazioni fatte dal “soldato” di Ungheria.

 

vincenzo armanna

Secondo Amara, infatti, fu lo stesso Verdini a dirgli che l’uomo che un tempo sussurrava ai potenti era un affiliato dell’associazione segreta. «Il rapporto con Bisignani è stato caratterizzato da grande confidenza e Verdini mi ha presentato diverse persone che appartengono all’associazione» dice ai pm di Milano a dicembre 2019 l’ex legale oggi detenuto nel carcere di Terni.

 

«Da Verdini ho appreso che anche Bisignani è un appartenente di Ungheria e lo stesso mi disse Michele Vietti (secondo Amara uno dei capi della loggia, Vietti ha annunciato querela per calunnia, ndr). Con Bisignani ho avuto rapporti diretti».

PAOLO STORARI

 

Amara è stato reinterrogato da Cantone e i suoi uomini in carcere la scorsa estate, e ha confermato le sue ricostruzioni. Non è certo che le nuove iscrizioni di Verdini e Bisignani siano legate a nuovi elementi su Ungheria (quasi tutti i “carotaggi” effettuati finora dagli inquirenti sull’esistenza dell’associazione segreta hanno dato esito negativo) oppure se si tratta di una mossa della procura per interrogare gli indagati e avviarsi così a una rapida chiusura delle indagini.

 

TRA ARMANNA E DESCALZI

denis verdini

Amara ha parlato di Bisignani soprattutto in riferimento all’Eni, e in merito al processo che vedeva coinvolto l’amministratore delegato Claudio Descalzi (assolto nel dibattimento «perché il fatto non sussiste») e il suo grande accusatore, Vincenzo Armanna.

 

Il testimone principale di Fabio De Pasquale difeso dall’avvocato Fabrizio Siggia, uomo che secondo Amara sarebbe tra gli appartenenti di Ungheria, come peraltro il suo cliente.

 

claudio descalzi

«Siggia ha avuto un ruolo importante nella gestione di Armanna perché – per quello che mi riferiva Bisignani – era molto vicino all’Eni e svolgeva attività costante per ricondurre Armanna all’ovile (cioè farlo ritrattare). So che Siggia e Bisignani hanno avute molte interlocuzioni e sono molto amici», dice ancora Amara a Laura Pedio e Paolo Storari a fine 2019.

 

videoregistrazione di piero amara 4

L’avvocato di Siracusa sostiene pure che con Bisignani abbia più volte discusso a tu per tu dell’andamento de processo sul giacimento in Nigeria chiamato OPL 245 che ha visto per anni Eni, Shell e tredici imputati (Bisignani compreso) accusati a vario titolo di corruzione internazionale per una presunta tangente da 1,1 miliardi di dollari versato a membri del governo africano per accaparrarsi la concessione.

 

luigi bisignani (2)

Un’ipotesi grave ma smontata nel processo di primo grado. Nell’ambito delle loro conversazioni il legale avrebbe spiegato a Bisignani di avere il «controllo totale» di Armanna. Aggiungendo che, di fatto, il testimone che era stato comprato e avrebbe ritrattato le accuse contro l’Eni. «Bisignani non si fidava e temeva che Armanna avrebbe poi potuto prendere posizioni autonome seguendo sue logiche e suoi interessi».

 

piero amara

DUBBI E CALUNNIE

Amara spiega nei dettagli altre interlocuzioni con l’ex sodale di Gianni Letta. «Bisignani rimproverava a Descalzi di non aver saputo gestire Armanna, lamentandosi del fatto» che il manager avrebbe seguito «solo i suoi interessi, abbandonando le persone che avevano collaborato con lui e, come nel caso di Bisignani, lo avevano aiutato a diventare amministratore delegato di Eni».

 

Secondo Amara Bisignani usava un’espressione ricorrente: «Diceva: “se vai a rubare con il palo, poi non lo puoi abbandonare”. È in questo contesto che Bisignani mi ha riferito che Armanna era stato posato». Cioè, secondo i racconti dell’avvocato siciliano, affiliato a Ungheria.

piercamillo davigo a dimartedi 6

 

Le dichiarazioni di Amara affidate ai magistrati meneghini sono state rilasciate tra fine 2019 e inizio 2020, ma non sono state ieri oggetto di interrogatorio da parte dei colleghi di Perugia, titolari oggi del fascicolo sulla loggia.

 

PAOLO STORARI

Le domande si sono concentrate solo su Ungheria: Cantone e i pm Mario Formisano e Gemma Miliani voglio infatti percorrere ogni strada possibile per verificare la sussistenza della presunta associazione, analizzando indizi e le varie vicende raccontate da Amara, sulla cui attendibilità i dubbi dei pm umbri non si sono mai sopiti. Un lavoro complesso: dopo la guerra interna alla procura di Milano sulla gestione del pentito e la fuoriuscita dei verbali dopo il passaggio di carte da Storari a Piercamillo Davigo, effettuare indagini su un reato ontologicamente arduo da provare (come quello associativo) è operazione improba.

luigi bisignani

 

Sono previsti comunque nuovi interrogatori di Verdini e, a inizio dicembre, un nuovo incontro – forse decisivo – tra Cantone e Amara. Se non verranno fuori nuovi elementi, è possibile che i magistrati decidano di chiudere entro l’anno le indagini sulla misteriosa associazione segreta.

piero amara 3

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