OCCHIO PER OCCHIO, BIMBO PER BIMBO - AMEDY COULIBALY VOLEVA FARE UNA STRAGE DI BAMBINI EBREI PER VENDICARE QUELLI UCCISI A GAZA - UNO DEI PRIGIONIERI AL MINIMARKET: “HA DETTO CHE IL SUO OBIETTIVO ERA COLPIRE L’ASILO, NON L’HA FATTO PER L’INTERVENTO DELLA VIGILESSA”

hayat boumedienne e amedy coulibaly  2hayat boumedienne e amedy coulibaly 2

Cesare Martinetti per “la Stampa”

 

Alla fine dell’ufficio, al momento del kiddush, la benedizione del vino dello shabbat, tutti si stringono intorno ad Elie e gli chiedono di raccontare. Sanno che ha da dire una cosa terribile, più ancora di tutto quello che è successo in questi giorni a Parigi: Amedy Coulibaly, il killer di Porte de Vincennes, voleva fare una strage di bambini alla «maternelle» ebraica di rue Gabriel a Chatillon-Montrouge. Solo il caso l’ha fermato.

E come fa questo Elie O., ebreo di origine marocchina, a saperlo? Perché lui era uno dei sedici ostaggi dell’epicerie «Hyper cacher» dove Coulibaly, venerdì, a partire dalle 13 si è infilato bardato come se dovesse andare alla guerra.

 

hayat boumedienne e amedy coulibaly  hayat boumedienne e amedy coulibaly

Un kalashnikov in mano, un altro a tracolla, almeno una pistola, un bel po’ di esplosivo. È entrato sparando e tre delle sue quattro vittime sono morte subito, l’altra poco dopo. Nelle interminabili quattro ore di assedio, prima di morire fulminato dalle teste di cuoio della gendarmiere, Elie ha scambiato qualche parola con lui: «Diceva che il giorno prima, giovedì mattina, avrebbe voluto sparare sui bambini della scuola ebraica di Montrouge». Perché? «Per vendicare quelli palestinesi uccisi a Gaza».

 

La poliziotta uccisa

hayat boumedienne e amedy coulibaly   hayat boumedienne e amedy coulibaly

Ma c’è stato un imprevisto: un piccolo incidente con l’auto proprio quando stava parcheggiando davanti alla scuola. La giovanissima poliziotta municipale di guardia alla materna, si è avvicinata e lui le ha sparato. Uccisa a freddo. Aveva 20 anni, era stata assunta da venti giorni come stagista. E così il giorno dopo Coulibaly si è diretto alla Porte de Vincennes. Obbiettivo l’«Hyper cacher» perché «lì ci sono gli ebrei».

 

Tutto questo ce lo racconta Shlomo Malka, direttore della redazione de «l’Arche», la rivista del giudaismo francese, intellettuale, saggista, studioso del filosofo Emmanuel Levinas. Malka era ieri mattina alla sinagoga di avenue Versailles, nel sedicesimo arrondissement di Parigi, dove Elie ha fatto il suo racconto. Una delle non molte sinagoghe aperte: «Nemmeno dopo l’11 settembre, era forse dai tempi della guerra che non accadeva».

 

La tensione resta alta

Un’altra giornata di tensione, a Parigi. Allarme per le voci di colpi di pistola a mezzogiorno nella sinagoga del 19° arrondissement. Allarme per una bomba sul cours de Vincennes, quasi davanti all’«Hyper cacher» che anche da lontano appare un luogo carico dal peso della morte: le saracinesche bianche sconquassate e abbassate, un’area di terra di nessuno delimitata dalle transenne. Poliziotti ovunque. Una ventina di parabole e postazioni delle tv di tutto il mondo che stazionano davanti, come se dovesse risuccedere qualcosa.

amedy coulibaly con la balestra   amedy coulibaly con la balestra

 

E invece per fortuna non succede nulla, non c’era nessuna bomba, come non c’è stata nessuna sparatoria nel 19°. Un anziano abitante del quartiere - «non ebreo» - racconta che l’«Hyper cacher» era stato aperto da non molto, 3-4 anni, in questo angolo del 12° arrondissement detto di Saint-Mandé. Qui, ci dice il nostro abitante di questa zona apparentemente molto popolare, vivono da anni molti ebrei. «Ma non proprio qui, più in là, verso il bosco di Vincennes, dove le abitazioni costano care come nel centro di Parigi». E lei ci veniva a far la spesa nell’«Hyper cacher?». «No, perché non mettevano i cartellini con i prezzi sui prodotti. Ecco, io credo che non sia giusto questo, lo dice la legge, bisogna sapere quanto si spende...».

 

Idee antisemite

amedy coulibaly amedy coulibaly

Non vogliamo dare nessun valore statistico a questa chiacchierata casuale, ma in quattro parole questo pacifico francese che avrà settant’anni ha infilato due pregiudizi sugli ebrei: che sono ricchi e che truffano nel commercio. Shlomo Malka ci dice che nel numero appena uscito de «l’Arche» si trova un’indagine di Dominique Reynié, politologo di Sciences-Po, sulla società francese dove si legge che «le opinioni antisemite raggiungono un’alta intensità», sia pure in ambienti relativamente circoscritti e che i musulmani antisemiti hanno assorbito cliché dalla vecchia sottocultura francese, a cominciare dal fatto che gli ebrei sono ricchi e manipolano giornali e informazione.

 

Secondo Malka, questi tre killer che in tre giorni hanno ucciso 17 persone (e c’è anche qualche ferito grave) erano organizzati, non si sono mossi casualmente, a cominciare dal fatto che sono entrati in azione il giorno dell’uscita del romanzo «Soumission» di Michel Houellebecq, che viene ormai percepito come una traccia involontaria degli avvenimenti. «D’altra parte - dice Malka – vi si legge di una Parigi con i cadaveri per strada. Non è successo questo? E lunedì e martedì, resteranno chiuse molte scuole, anche la Maimonide di Boulogne-Billancourt, la più grande di Parigi. Sottomissione, appunto...».

amedy coulibaly    raid al negozio kosher amedy coulibaly raid al negozio kosher

 

Il viaggio di ritorno

Hanno paura gli ebrei di Parigi? «C’è molta inquietudine, non da adesso. Stamattina il “Figaro” titolava: è finita! Ecco, io ho paura che sia appena cominciata». Cresce il numero di quelli che fanno l’«aliyà» il viaggio di «ritorno» in Israele. «E anche questo c’è nel libro di Houellebecq, laddove una delle amanti del protagonista, Myriam, racconta che a lei piace vivere a Parigi, mangiare i formaggi, etc, ma i suoi genitori la obbligano a partire».

Oggi è la grande giornata della manifestazione.

 

parigi   il blitz al negozio kosher contro amedy coulibaly  9parigi il blitz al negozio kosher contro amedy coulibaly 9

«Se escludono la Le Pen fanno un grande errore», dice Malka, non perché la pancia di quel partito sia cambiata, benché lei abbia tentato qualche approccio, ma perché «unità vuol dire unità». C’è stato chi ha proposto di diffondere lo slogan «je suis juif» accanto a quello «je suis Charlie Hebdo». Malka sorride amaro: «Sarebbe bello je suis Charlie juif... ma non si farà».

 

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO