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“OGNUNO DI NOI HA IN MANO UNA PICCOLA BOMBA ATOMICA, LA METTIAMO IN MANO AI NOSTRI FIGLI, E NON CI RICORDIAMO CHE È PERICOLOSA” – ASSIA NEUMANN SULLA PROPOSTA DI LEGGE CHE PREVEDE IL DIVIETO DELL’USO DEI SOCIAL PER I MINORI DI 15 ANNI, GIÀ APPROVATA IN AUSTRALIA E IN FRANCIA E PRESENTATA IN ITALIA DALLA LEGA: “OLTRE ALLE COSE NOTE E TREMENDE CHE POSSONO SUCCEDERE SUI SOCIAL, BISOGNA PENSARE ANCHE A QUELLO DI CUI NON CI ACCORGIAMO OVVERO..."

Estratto dell’articolo di Assia Neumann Dayan per “la Stampa”

 

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[…] Il problema non sono solo i social network, il problema è l'erosione dell'istinto di sopravvivenza. Ognuno di noi ha costantemente in mano una piccola bomba atomica, la mettiamo in mano ai nostri figli, non ci ricordiamo che è pericolosa perché la nostra soglia di attenzione si è abbassata a cinque secondi, ma è una bomba, lo dovremmo sapere che prima o poi esploderà. Per quanto mi riguarda, meglio buttarla sui server della Silicon Valley e amen. […]

 

Dopo l'Australia, l'Assemblea Nazionale di Parigi ha approvato la proposta di legge che prevede il divieto dell'uso dei social network per i minori di 15 anni, oltre al divieto per gli studenti di portare i cellulari a scuola.

 

In Italia la polemica sui cellulari a scuola non mi ricordo com'è andata a finire, ma mi ricordo com'è iniziata, […] col fatto che bisogna dire che il Governo è brutto e cattivo e fascista e che questi non sono i problemi veri della gente o i problemi veri degli studenti, mica come l'educazione affettiva. Per le persone normali, lo stupore era solo dovuto al fatto che fosse permesso portare i cellulari in classe.

 

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Oltre alle cose note e tremende che possono succedere sui social, sui forum e sulle chat dei vari Roblox - l'adescamento, lo sfruttamento, l'estorsione, la visione di immagini non adatte a un pubblico di minori, gruppi di reclutamento per terroristi - bisogna pensare anche a quello di cui non ci accorgiamo, e non ce ne accorgiamo perché pensiamo che non ci sia bisogno di un Sert per internet.

 

Se un'adolescente […] vede continuamente immagini di ragazze secondo lei più belle, più magre, con genitori più amorevoli e che vivono in case pazzesche, questo ha un effetto, e quell'effetto è devastante. Quello che questa ragazza vede è finto, come tutto quello che è mediato da una telecamera, un adulto dovrebbe stare lì a spiegarglielo, ma l'adulto è troppo spesso impegnato a guardare i video della mamma della ragazza più bella, più magra e con la casa favolosa.

 

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Uno dei libri più venduti al mondo è un tomo di oltre 400 pagine che a questo punto penso che genitori e insegnanti usino come fermaporta: La generazione ansiosa, scritto da Jonathan Haidt. Analizza tutti i fenomeni legati alla Gen Z: […] negli Usa, dal 2010 c'è stato un aumento del 134% dell'ansia negli studenti universitari, aumento del 106% della depressione, aumento del 100% dell'anoressia, schizofrenia aumentata del 67%, abuso di sostanze stupefacenti del 33%. E questa è solo la pagina 36.

 

Prendendo spunto da un trend sui social, Haidt ha fatto una domanda all'AI: «Se tu fossi il diavolo, come distruggeresti la prossima generazione senza che se ne accorgesse?». L'AI ha risposto: «In breve: se fossi il diavolo, distruggerei la prossima generazione non con il terrore o la violenza, ma con la distrazione, la disconnessione e la lenta erosione del significato. Non se ne accorgerebbero nemmeno, perché sembrerebbe libertà e divertimento».

 

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Il diavolo non si è inventato niente, manco le pentole, perché ci sono già i social network che ti vendono non solo le pentole, ma pure i coperchi. È probabile che i social network stiano morendo, e il diavolo si è già portato avanti con l'AI. Come evidenziato da un articolo del Financial Times, c'è una flessione nel tempo che passiamo davanti allo schermo a causa di quella che è stata chiamata «enshittification», cioè l'uso di metodi sempre più disperati per attrarre consumatori. Il punto secondo me è proprio questo: i social sono diventati solo uno schema di vendita.

 

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C'è chi ti vende il mascara, chi un referendum, chi la buona causa internazionale, chi la cronaca nera, ci sono i medici che ci fanno vedere come si vestono e ci sono pure gli influencer pagati per andare al cinema, e per questa cosa noi non proveremo mai abbastanza risentimento.

 

Se non ti viene voglia di spegnere tutto quando vedi una persona senza né arte né parte andare a vedere un film in anteprima, gratis, e ti dice che è bello solo perché è pagato per dirtelo, vuol dire che qualcosa dentro di te si è rotto e non è più recuperabile. […] I social erano nati per organizzare la pizzata della rimpatriata del liceo, ma sono finiti a fare la pubblicità della pizzeria.

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