autostrade

'AUTOSTRADE' HA UN CASELLO A PEDAGGIO AL POSTO DEL CUORE –LA SOCIETA’ CHIEDE AI DIPENDENTI DI DONARE ALCUNE ORE DI STIPENDIO ALLE FAMIGLIE DELLE VITTIME DEL PONTE MORANDI – BELPIETRO: "DI SOLITO L' ESEMPIO VIENE DALL'ALTO E DUNQUE, PRIMA DI CHIEDERE AGLI OPERAI E AI CASELLANTI, FORSE A DEVOLVERE DOVREBBERO PROPRIO ESSERE I SIGNORI DI PONZANO"

Maurizio Belpietro per la Verità

 

ponte morandi

Cari Luciano, Giuliana, Gilberto, Andrea, Christian, Massimo, Leone, Paola, Franca, Daniele, Carlo, Alessandro, Mauro, Rossella, Rocco, Barbara e Sabrina, nel caso voleste devolvere volontariamente un po' dei vostri soldi a favore delle famiglie delle vittime della tragedia del crollo del ponte Morandi, rinunciando alla prossima grigliata a Cortina o a una festa in baita o anche solo a un' uscita in mare con il panfilo da 50 metri battente bandiera inglese di cui siete proprietari, vi prego di compilare il modulo qui di seguito riportato».

ponte morandi

 

Se io fossi un dipendente di Autostrade per l' Italia, risponderei così alla lettera inviata a tutto il personale dal capo delle risorse umane e delle relazioni industriali dell' azienda della famiglia Benetton. E non perché essendo un lavoratore della società che gestiva il viadotto crollato non vorrei dimostrare l' affetto e la vicinanza alle persone che nella strage di Genova hanno perso uno o più congiunti. Ma perché prima di chiedere ai dipendenti di mettere mano al portafogli per fare beneficenza, forse dovrebbero essere i fratelli di Ponzano Veneto e i loro figli a dimostrarsi generosi e «devolvere spontaneamente» un po' delle loro sostanze a chi a causa di quel disastro ha avuto la vita sconvolta per sempre.

 

PONTE MORANDI GENOVA

La lettera che io suggerisco di rispedire al mittente è arrivata nel trigesimo della morte di 43 persone ai dipendenti dell' azienda di proprietà dei Benetton ed è firmata da Carlo Parisi, che immagino essere un dirigente piuttosto in alto di Autostrade per l' Italia. Nel documento, che è classificato come «Comunicato al personale numero 14», si legge: «Gentili Colleghi, coloro che volessero devolvere volontariamente il valore di una o più ore di lavoro a favore delle famiglie delle vittime della tragedia del crollo del ponte Morandi, dovranno compilare il modulo qui di seguito riportato».

 

GIOVANNI CASTELLUCCI E FABIO CERCHIAI

Segue prestampato che il dipendente dovrebbe compilare per autorizzare l' azienda a trattenere l' equivalente di un certo numero di ore dalla busta paga del prossimo ottobre. Non so chi sia il genio che ha partorito la pensata, chiedendo ai lavoratori di fare il beau geste a favore dei parenti delle vittime. Se sia stato il suddetto capo del personale o se trattasi di una delle teste d' uovo ingaggiate in quantità dopo il 14 agosto per rifare l' immagine della famiglia di imprenditori dei maglioni.

 

Chiunque sia, è probabile che abbia pensato di aver escogitato un' idea originale e popolare, che avrebbe dimostrato a tutti gli italiani che Autostrade non ha un casello a pedaggio al posto del cuore.

 

AUTOSTRADE

Il dubbio circa l' assenza dell' organo cardiaco era venuto nelle primissime ore dopo la strage, mentre le televisioni di tutto il mondo mandavano in diretta le immagini delle vittime sotto le macerie. Invece di manifestare la propria partecipazione al dolore delle famiglie, Autostrade si era affrettata a diramare un comunicato per assicurare tutti quanti di non avere alcuna responsabilità. Pur essendo la società concessionaria del tronco viario, ossia il gestore, quello che incassa e si fa carico della manutenzione e della sicurezza, l' azienda controllata dalla famiglia Benetton era pronta a garantire che fino a un minuto prima del crollo aveva fatto il suo dovere. Punto. Non una dichiarazione di cordoglio, di partecipazione al lutto, non un' offerta di aiuto.

 

GIOVANNI CASTELLUCCI

Solo un paio di giorni dopo il freddo comunicato delle prime ore, l' azienda con l' anima a doppia corsia si è ricordata dei morti e pur senza scusarsi vi ha fatto cenno. Nel frattempo, però, i Benetton avevano trovato il tempo di festeggiare il Ferragosto a Cortina, di danzare sui tavoli per celebrare un compleanno e di fare un giretto in barca per godersi le vacanze.

 

Al rientro dalle ferie, che si sono fatti «come gran parte degli italiani» (parole di Gilberto, il furbo della compagnia), esclusi ovviamente gli italiani morti sotto il Morandi, ecco che Autostrade e Benetton si mettono una mano sul cuore, cioè sul casello. E dunque, ricordando che il 14 è già passato un mese dalla tragedia, compilano una letterina da inviare ai dipendenti, sollecitandoli a devolvere una o più ore di lavoro a favore delle famiglie delle vittime. Un gesto simbolico e forte, che ha solo due controindicazioni.

fratelli benetton

 

La prima è che la beneficenza, anche se uno è dipendente della società Autostrade, la fa privatamente e in genere senza bisogno di essere invitato a farla dal padrone dell' azienda in cui lavora. La seconda è che di solito l' esempio viene dall' alto e dunque, prima di chiedere agli operai e ai casellanti, forse a devolvere dovrebbero proprio essere i signori di Ponzano. Anche il pedaggio, quello che ha consentito in vent' anni di accumulare 9,5 miliardi di utili, lo hanno incassato loro, non quelli a cui ora si chiede di rinunciare «volontariamente» a una o più ore di lavoro.

FABIO CERCHIAI E GIOVANNI CASTELLUCCIGIOVANNI CASTELLUCCIluciano giuliana gilberto benettonGIOVANNI CASTELLUCCI E FABIO CERCHIAI

 

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...