donald trump benjamin netanyahu khamenei

“L'ELIMINAZIONE DI KHAMENEI POTREBBE RIVELARSI UNO DEI GRANDI ERRORI DELLA STORIA MODERNA” - ROBERT BAER, EX CAPO DEGLI OPERATIVI DELLA CIA IN MEDIO ORIENTE: “ERA SBAGLIATA L'IDEA CHE, DECAPITANDO IL REGIME, LE FORZE DEMOCRATICHE AVREBBERO PRESO IL SOPRAVVENTO: SI VEDONO PERSONE IN PIAZZA E SI PRESUME CHE QUELLO SIA IL QUADRO GENERALE. IN REALTÀ, UNA PARTE DELLA POPOLAZIONE È PRONTA A MORIRE PER IL REGIME - QUANTI AL PENTAGONO O ALLA CIA SONO STATI DAVVERO IN IRAN? – È STATO IGNORATO IL FATTO CHE TEHERAN AVREBBE TRASCINATO NEL BARATRO LE ECONOMIE ARABE. GLI AYATOLLAH SI PREPARAVANO DA DECENNI A UNO SCENARIO DEL GENERE. SAPEVANO DI NON POTER COMPETERE CON LA MACCHINA DA GUERRA AMERICANA: PER QUESTO HANNO PUNTATO SULLA GUERRA ASIMMETRICA E SULLA GUERRIGLIA - L'UNICO MODO PER FERMARLI, SAREBBE DISPIEGARE TRUPPE DI TERRA MA NESSUNO HA LA FORZA PER FARLO - GLI STATI UNITI HANNO SPESO CIRCA 8MILA MILIARDI DI DOLLARI, DALL'11 SETTEMBRE IN POI, IN GUERRE SENZA UNA VITTORIA CHIARA. OGGI, NELLA DESTRA AMERICANA, C'È CHI ATTRIBUISCE A ISRAELE RESPONSABILITÀ ENORMI…”

Estratto dell’articolo di Francesco Semprini per “la Stampa”

 

ROBERT BAER

«L'eliminazione di Khamenei potrebbe rivelarsi uno dei grandi errori della storia moderna». È l'avvertimento di Robert Baer, ex capo degli operativi della Cia in Medio Oriente e autore del bestseller da cui è tratto il film "Syriana". Nell'intervista, Baer spiega come l'Iran si sia preparato per decenni a reagire con guerra asimmetrica, droni e strategie per logorare l'avversario, mentre le conseguenze economiche e politiche potrebbero avere effetti globali imprevedibili.

 

Qual era, a suo avviso, l'assunto di partenza dietro l'attacco del 28 febbraio?

«L'idea che, decapitando il regime, le forze democratiche avrebbero preso il sopravvento. È evidente che finora questo non è accaduto […] Da quello che vedo, invece, una buona parte dei cittadini iraniani si è ricompattata contro il nemico esterno. Le intelligence statunitense e israeliana non hanno fatto le valutazioni opportune in questo senso».

 

benjamin netanyahu donald trump mar a lago 2

Cosa intende?

«[…] Un conto è eliminare Khamenei […] altro è capire ciò che viene dopo […]».

 

Che cosa è stato sottovalutato?

«È stato ignorato il fatto che l'Iran avrebbe potuto adottare la cosiddetta "opzione Sansone", cioè trascinare nel baratro le economie arabe. Ed è proprio quello che sta facendo. Il petrolio iracheno, circa 3,3 milioni di barili al giorno, è di fatto fuori dal mercato.

Senza contare il danno permanente che Teheran può infliggere alle infrastrutture. Da dove passa il gas? Dove finisce? E soprattutto: per quanto tempo potrebbero chiudere il Golfo? Già dopo due settimane si stima che il prezzo del petrolio possa arrivare a 100 dollari al barile. L'unico modo per fermare i missili a corto o medio raggio diretti verso il Golfo e i Paesi arabi sarebbe dispiegare truppe in Iran. Ma nessuno ha la forza necessaria per farlo».

KHAMENEI E Pezeshkian

 

Parla di "boots on the ground"?

«Trump potrebbe anche inviare una divisione, una forza di reazione rapida di 5.000-6.000 militari, ma non può fare molto contro un Paese di 93 milioni di abitanti. Il problema riguarda anche la comprensione della società iraniana, spesso osservata attraverso Instagram: si vedono persone in piazza e si presume che quello rappresenti il quadro generale. In realtà, una parte della popolazione è composta da veri credenti pronti a morire per il regime, della quale l'Occidente ignora completamente l'esistenza».

 

I BERSAGLI DELLA RAPPRESAGLIA IRANIANA

Quanto pesa questa mancanza di conoscenza?

«Quanti al Pentagono o alla Cia sono stati davvero in Iran? Io non so tutto, ma almeno ci sono stato. […] Un quinto del consumo mondiale di greggio passa dallo Stretto di Hormuz: se lo si toglie dal mercato per un periodo prolungato, si genera inflazione galoppante e danni enormi all'economia globale».

 

Aveva previsto tutto...

«Gli ayatollah si preparavano da decenni a uno scenario del genere. Sapevano di non poter competere con la macchina da guerra americana, né di poter sostenere un conflitto navale convenzionale. Per questo hanno puntato sulla guerra asimmetrica e sulla guerriglia, come si diceva un tempo, e anche sui droni».

 

BENJAMIN NETANYAHU DONALD TRUMP

Che ruolo hanno i droni in questo contesto?

«[…] Oggi […] i droni sono molto economici: magari uno su dieci riesce a passare, ma basta quello. Possono colpire, come è successo, obiettivi sensibili, porti, ambasciate, e logorare l'avversario in maniera progressiva ma inesorabile».

 

[…] Esiste una figura credibile che possa guidare il Paese in caso di cambio di regime? Molti parlano dello Shah, le sembra plausibile?

«È un'assurdità totale. […] non esiste una vera opposizione strutturata. […]».

 

BANDIERA TRA LE MACERIE - GUERRA IN IRAN

Perché, secondo lei, Stati Uniti e Israele hanno scelto di colpire in questo momento?

«Dopo gli attacchi terroristici del 7 ottobre 2023 c'è stato un veloce ampliamento del conflitto su diverse direzioni. L'assassinio di un leader religioso come Khamenei potrebbe però rivelarsi uno dei grandi errori della storia moderna […]». […] «Gli Stati Uniti hanno speso circa ottomila miliardi di dollari, dall'11 settembre in poi, in guerre senza una vittoria chiara. E oggi, nell'area più a destra dello spettro politico a stelle e strisce, c'è chi attribuisce a Israele responsabilità enormi: c'è chi lo accusa persino per l'11 settembre, e quest'area critica appartiene alla galassia trumpiana».

GUERRA ALL IRAN - SCONTRI AEREI GUERRA IN IRAN - MEDIORIENTE IN FIAMME

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