riccardo 11 anni sotto la neve

UNA TRAGICOMMEDIA ALL'ITALIANA - CI VOLEVA UN BIMBO LASCIATO A PIEDI SOTTO LA NEVE, PERCHÉ SPROVVISTO DEL “BIGLIETTO OLIMPICO” DA 10 EURO, PER FAR SI’ CHE VENISSE RIPRISTINATO IL TICKET A TARIFFA ORDINARIA, NELLA ZONA DI CORTINA PER I RESIDENTI PENDOLARI - MERLO: “IL RAGAZZINO NON AVEVA IL TELEFONINO SALVAVITA 'PERCHÉ A SCUOLA È VIETATO', A RIPROVA CHE I REAZIONARI NON SONO SOLO GLI SCIMUNITI FASCISTOIDI CHE FANNO IL SALUTO ROMANO, MA SOPRATTUTTO I CRETINI INTELLIGENTI ("COGNITIVI") CHE ANCORA SI BATTONO CONTRO I TELEFONINI. DAVVERO A BELLUNO SI OBBEDISCE A VALDITARA?" – L’AUTISTA HA CHIESTO SCUSA, PENTITO DI AVERE RISPETTATO LA REGOLA: “HO SBAGLIATO E PAGHERÒ" - IL BIMBO AVRA' UN RUOLO NELLA CERIMONIA INAUGURALE DEI GIOCHI...

 

Estratti da ilfattoquotidiano.it

 

(…) A tenere banco – oltre alle condizioni climatiche in cui il bimbo era stato lasciato a piedi – era il costo del biglietto (10 euro), che doveva essere acquistato anche dai residenti. E infatti oggi – 31 gennaio – è stato ripristinato il biglietto a tariffa ordinaria per i residenti pendolari per la tratta di pullman in questione.

 

riccardo 11 anni lasciato a piedi sotto la neve

I lavoratori e gli studenti che risiedono in provincia di Belluno e che devono fare brevi tratti tra un paese e l’altro lungo la statale 51 Alemagna – come nel caso del bambino bellunese – potranno quindi continuare a usare i vecchi biglietti da 2,50 euro acquistati a terra e obliterarli a bordo dei bus, senza la necessità di scaricare l’apposita App o pagare solo con il bancomat Pos. Durante il controllo dei biglietti, sarà necessario esibire il documento di identità per appurare la residenza

 

IL BAMBINO LASCIATO A PIEDI SOTTO LA NEVE

Francesco Merlo per “la Repubblica” - Estratti

 

Pensate voi, signore e signori, che orrenda calamità sarebbe un mondo dove tutti, anche gli autisti degli autobus di linea, si ostinassero ad applicare sempre e comunque la regola e dunque a obbedire alla legge che non permette a nessuno, ma proprio a nessuno, neppure a un bambino di 11 anni, di salire «senza il regolare titolo di viaggio» si dice in burocratese.

 

 

L'autista tutto d'un pezzo si chiama Salvatore e a San Vito di Cadore non ha fatto salire il bambino che si chiama Riccardo e tornava da scuola a casa, a Vodo, da solo come ogni giorno. Aveva un biglietto, anzi ne aveva un piccolo carnet, da 2 euro e 50, ma non era quello giusto che chiamano "ticket olimpico", costa 10 euro ed è entrato in vigore perché ci sono i giochi invernali. 

riccardo 11 anni lasciato a piedi sotto la neve

 

(...) Non aveva neppure il benedetto telefonino salvavita «perché a scuola è vietato», a riprova che i reazionari non sono solo gli scimuniti fascistoidi che fanno il saluto romano, ma soprattutto i cretini intelligenti ("cognitivi") che ancora si battono contro i telefonini.

 

Anche Riccardo obbedisce alle regole, e dunque a 11 anni va a scuola da solo, portandosi in spalla i suoi due zainetti e può affrontare la neve e tutte le insidie del mondo, ma non il telefono che Valditara gli ha vietato perché la "psicobanalisi" ha stabilito che "disturba l'attenzione", o meglio provoca un "attention deficit disorder". 

 

Davvero a Belluno si obbedisce a Valditara? Peccato che tra i cronisti non ci fosse Hannah Arendt che avrebbe ritrovato in questa modesta storia la sua teoria della banalità del male, sia pure parodiata e ridotta a banalità del male piccolo, che tutti fanno a fin di bene, un po' come sta accadendo a Chieti dove i giudici si accaniscono a fare il bene alla famiglia del bosco e non restituiscono i figli ai loro genitori che li amano, ma sono "brutti, sporchi e cattivi".

riccardo 11 anni lasciato a piedi sotto la neve

 

Torniamo, però, all'autista Salvatore, che è stato sospeso per avere disumanamente rispettato la regola, e al bambino Riccardo che, sveglio com'è, ha patito il freddo, si è bagnato, ma ha pure lanciato qualche palla di neve per distrarsi. La sua camminata, da San Vito a Vodo, sei chilometri in due ore e al tramonto, a una temperatura di -3, ha commosso l'Italia che con il Cuore ci ha visto uno dei bambini di neve delle favole di Calvino: «C'era un volta un bimbo di nome Pierin Pierone…».

 

Riccardo quella sera è arrivato a casa "in ipotermia" ha detto la sua mamma e l'indomani la nonna, che è avvocata, ha presentato le sue denunzie. Salvatore, che ha 61 anni ed è un ex camionista di Agrigento, ha chiesto scusa: «mi metterei in ginocchio». È pentito di avere rispettato la regola: «ho sbagliato e pagherò». Quel giorno, ha detto, c'era molta confusione. E ha maledetto, come Benigni a Palermo, "il traffico". 

 

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