molenbeek belgio terrorismo

“BELGISTAN”, FABBRICA DI CALIFFI - LA RADICALIZZAZIONE NEL PAESE È STATA UNA COSTANTE NEGLI ULTIMI 10 ANNI - IL BELGIO È IL PAESE CHE FORNISCE A DAESH IL PIÙ CONSISTENTE BATTAGLIONE DI TUTTA EUROPA: 33,9 COMBATTENTI PER MILIONE DI ABITANTI (380 NEL 2015)

Daniele Mastrogiacomo per “la Repubblica”

 

BELGIO SPAGNA ANNULLATA BRUXELLESBELGIO SPAGNA ANNULLATA BRUXELLES

Sono stati i giovani, quelli di terza generazione, a chiamarlo “Belgistan”. Nati e cresciuti qui, a Molenbeek. Bisogno identitario, riscatto, orgoglio. un quartiere, a due passi dal centro sfavillante di Bruxelles, cresciuto e rimasto un ghetto. Musulmano. Marocchino, soprattutto.

 

«La seconda comunità più povera e più giovane di tutto il Belgio, 50 per cento di disoccupazione, una densità di 16mila persone per chilometro quadrato», ricorda Annalisa Cataletta, italiana, assistente del sindaco Francoise Schepmans. Ma non è solo Molenbeek, ora noto in tutto il mondo per la strage di Parigi, a spiegare l’esercito di jihadisti allevati dal Belgio. La radicalizzazione è stata una costante negli ultimi 10 anni. Nel sud e nell’ovest del paese.

BELGIO BRUXELLES MILITARIZZATABELGIO BRUXELLES MILITARIZZATA

 

I dati servono a inquadrare. Non a capire. L’ufficio che segue il terrorismo islamico parla di 380 combattenti andati in Siria fino a metà di quest’anno. Ma secondo Pieter Van Ostaeyen, storico dell’Islam, considerato il massimo esperto della materia, è una stima per difetto. Sulla base di uno studio che ha realizzato seguendo sui social le chat e i post pubblicati nei diversi account, è giunto alla conclusione che in realtà sono 482, probabilmente 500.

 

La differenza non è solo numerica. Dimostra quanta approssimazione ci sia nell’affrontare e controllare un universo così ampio e così mutevole. «I governi - spiega Van Ostaeyen - fanno i conti in base alle intercettazioni e alle dichiarazioni fatte dalle persone tenute sotto controllo. In rete è diverso. All’inizio della guerra civile in Siria, per esempio, molti combattenti mettevano come residenza una città del paese. Ma era solo una manifestazione di sostegno. Così come si è scoperta la presenza in Siria di alcuni miliziani belgi sono quando la loro morte è stata ufficializzata sui social».

in belgio sono stati eseguiti numerosi arresti in seguito alla strage di venerdiin belgio sono stati eseguiti numerosi arresti in seguito alla strage di venerdi

 

Il Belgio si conferma come il paese che fornisce a Daesh il più consistente battaglione di tutta Europa: 33,9 combattenti per milione di abitanti. Seguono l’Inghiterra (31,0), la Svezia (30,6), la Danimarca (26,3), la Germania (22,3) la Francia (18,1). Solo la Bosnia- Erzegovina (87,2) e il Kosovo (157,9) superano la terra di re Filippo: ma sono due paesi con popolazione a maggioranza musulmana. Le chat e i blog sono eloquenti: tra i due milioni di messaggi spediti sugli account del Califfato, rileva uno studio italiano, il Belgio è terzo dopo Qatar e Pakistan.

 

Come si spiega? E come è stato possibile per Bruxelles non rendersi conto che, da anni, tra le sue case, cresceva un vivaio di potenziali jihadisti, pronti a farsi esplodere? La caccia a Salah Abdelslam e lo stato d’assedio con il massimo grado di allarme sono la reazione improvvisa ad un pericolo sottovalutato, lasciato ai margini, considerato semplice solidarietà da parte di una popolazione che partecipava da lontano, con il cuore e i sentimenti, alla tragedia siriana.

TERRORISMO - ARRESTI IN BELGIOTERRORISMO - ARRESTI IN BELGIO

 

Non è stato così. C’erano tutti i segnali per capire e intervenire. Gli assassini di Massoud sono arrivati da qui; due killer dei commando di Madrid erano partiti dal Belgio. Per non parlare degli altri legami con diversi attacchi, da Charlie Hebdo al treno Thalys, che sono emersi negli anni. Il Belgio si è dimostrato un hub logistico ideale.

 

«Per la sua posizione geografica al centro dell’Europa - osserva ancora Pieter Van Ostaeyen - Perché ospita una vasta popolazione musulmana, diversa e diffusa sul territorio, nella quale si nascondono facilmente quelli più radicali».

 

SALAH ABDESLAM SALAH ABDESLAM

L’estremismo islamico ha lavorato a fondo tra il 1990 e il 2000. Gli imam protestavano contro le discriminazioni. Insistevano sulla “da’wa”, l’invito a seguire i precetti del Corano. Roba ufficiale, alla luce del sole. La legge che proibiva il velo è stato il primo deterrente. Sotto i sermoni ufficiali ha cominciato a muoversi un’attività più radicale. Nascono i primi gruppi di jihadisti. Nel 2010 si impone “Sharia4Belgium”, un gruppo guidato da Omar Bakri e Anjem Choudary.

 

«Le origini siriane del primo e l’arrivo di Amr al-Absi - spiega Van Ostaeyen, - una figura chiave nella formazione dello Stato Islamico, creano una generazione di jihadisti ». Sono quelli che partono quando la guerra in Siria riaccende le speranze di giovani isolati e delusi dal contesto in cui vivono. Uomini e donne della terza generazione. «Su 50 combattenti belgi - ricorda Van Ostaeyen - solo il 18 per cento è nato all’estero». Vanno e vengono.

 

la polizia francese e sulle tracce di salah abdeslamla polizia francese e sulle tracce di salah abdeslam

Con i loro documenti. Hanno precedenti per furti, violenze, droga. Una costante per i giovani di Molenbeek e altre periferie. Molti sono anche benestanti, hanno studiato, lavorato. Sono inseriti. Amori, musica, bevute, spinelli. Restano in contatto con i loro amici che incontrano e frequentano anche quando tornano dai campi di battaglia.

 

Li abbiamo incontrati e tutti sono rimasti sorpresi dai fratelli Abdeslam. Soprattutto da Salah, considerato solo uno che si godeva la vita. Come il terrorismo degli anni ‘70. Si mescolano, restano sotto traccia. Ma con uno spirito diverso. Decisi, esaltati. Pronti a colpire. Nei paesi vicini, in Francia. Il Belgio deve restare terra franca. La base logistica e organizzativa. Fino ad oggi.

 

 

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…