tim berners lee 9

INFERNET ITALIA - PARLA TIM BERNERS LEE: “IL RITARDO DEL VOSTRO PAESE? UNO SPRECO INCREDIBILE: LA RETE VI PUO’ RENDERE PIU’ RICCHI. SIA LA RAI A PROMUOVERE INTERNET - CHI ACCUSA IL WEB DI AVERE UN LATO OSCURO, DOVREBBE RIFLETTERE SUL FATTO CHE QUEL LATO OSCURO È NELL’UMANITÀ STESSA"

TIM BERNERS LEETIM BERNERS LEE

Riccardo Luna per “la Repubblica”

 

«Come va in Italia con il web? È vero che state un po’ recuperando il ritardo? ». L’intervista con Tim Berners Lee comincia al contrario. Il papà del world wide web chiede informazioni sul paese dove è appena atterrato e dove passerà due giorni intensi:

 

oggi lancio della campagna di Tim che lo vedrà come testimonial di lusso su tutte le tv all’insegna della generosità della rete; domani mattina, in una sala della presidenza del Consiglio, un seminario con cento esponenti dell’agenda digitale italiana per fare il punto sulle cose da fare alla vigilia di un pacchetto di decreti sul digitale; e la sera bagno di folla sul palco dell’Auditorium per i 40 anni di Repubblica, uno dei primi giornali del mondo ad andare sul web che non a caso festeggia con chi il web lo ha creato.

 

BERNERS LEEBERNERS LEE

Lui ha appena festeggiato il 25esimo compleanno del primo sito della storia, una paginetta in bianco e nero con la spiegazione di cosa fosse un ipertesto (un testo con dei link, per dirla banalmente; la base del web, sostanzialmente). Il 20 dicembre scorso il Cern di Ginevra, dove lavorava quando a 35 anni inventò il www, ne ha celebrato le nozze d’argento, «anche se io francamente non ricordo fosse davvero quel giorno, secondo me era novembre, ma non importa, il web per qualche motivo viene festeggiato ogni anno».

 

Non è strano: dipende se uno considera la prima proposta che il fisico inglese fece al suo superiore, quella dove gli risposero che era vaga ma eccitante; il primo prototipo, che si chiamava Enquire e finì male perché il dischetto dove era scritto il codice andò perduto;

 

LEE WEBLEE WEB

o il primo sito, appunto, realizzato con il NeXT, un avveniristico personal computer che Steve Jobs fece quando non era in Apple. «Per il web non ci fu un vero momento di inizio quanto piuttosto un percorso non ancora finito», dice col tono paziente di chi questa frase l’ha già detta un milione di volte.

 

Venticinque anni dopo il primo, i siti web nel mondo sono quasi un miliardo: cosa resta da fare?

«Le cose che vediamo sono così meravigliose che uno può dire che la missione ormai è finita. Ma ci sono tante persone che non sono connesse alla rete, il lavoro da fare è ancora tanto. E poi va aggiunto che il modo in cui molte persone usano la rete non è il massimo, non è esattamente quello strumento per collaborare che avevo immaginato 25 anni fa».

 

Siamo in una fase in cui ogni giorno qualcuno dice che la rete è pericolosa e che il web è “rotto”, non funziona come dovrebbe. È diventato uno strumento di censura e sorveglianza di massa o per vendere i nostri dati.

«Il web non è diverso dall’umanità, che è fatta di cose orribili e altre meravigliose. Chi accusa il web di avere un lato oscuro, dovrebbe riflettere sul fatto che quel lato oscuro è nell’umanità stessa.

TIM BERNERS   LEETIM BERNERS LEE

 

Ciò detto io sono ottimista e resto convinto che il saldo finale, il bilancio di una umanità più connessa resta positivo. In ogni caso è un buon segno della maturità di Internet il fatto che la gente si faccia delle domande sugli effetti del web».

 

 

In Europa gli ultimi dati dicono che c’è un rallentamento del digitale: la crescita di nuovi utenti mostra segni di stanchezza. Una parte della popolazione inizia ad essere diffidente?

 

«Pensate a uno che vive su una montagna, perché dovrebbe cambiare il suo stile di vita con la rete? Magari non capisce perché dovrebbe farlo, teme di perdere le sue tradizioni. Che fare? Difendere quelle tradizioni ma portare lo stesso la rete sui cucuzzoli delle montagne e gentilmente spiegare che questo renderà la loro vita migliore. Consentendo allo Stato di avere servizi pubblici più efficienti e meno costosi».

 

L’Italia si sta finalmente muovendo, ma ancora oggi in tutte le classifiche è in fondo: qual è il suo consiglio?

TIM BERNERS  LEETIM BERNERS LEE

«Un paese come il vostro, con tanta cultura, con tanta bellezza, non merita di stare così indietro. È uno spreco incredibile. Credo che sia importante far passare il messaggio che il digitale non sono migliora la vita, la rende più facile e divertente, ma contribuisce in modo determinante alla crescita economica. Vi rende più ricchi».

 

Abbiamo il più alto numero di non utenti di Internet: 23 milioni. Come convincerli?

«Credo che usare la televisione pubblica sia l’unica strada. Come ha fatto la Bbc nel Regno Unito, serve la tv per contribuire al cambio di paradigma culturale necessario ad abbracciare consapevolmente il digitale. Le persone che guidano la Rai lo hanno capito che hanno un obbligo civile di svolgere questa missione?».

 

Venerdì il consiglio dei ministri approva finalmente il Foia, il Freedom of Information Act che consentirà a tutti i cittadini di ottenere informazioni e dati dalla pubblica amministrazione: è una svolta?

«Dipende. Può esserlo. Gli Stati Uniti hanno un Foia molto efficace, il Regno Unito lo sta indebolendo. Dovete fare un Foia vero, con poche scuse per negare i dati ai cittadini».

 

La Camera dei deputati ha approvato all’unanimità un Bill of Rights di Internet che però per ora è solo un insieme di raccomandazioni. Serve davvero?

«Sì, in tutti i paesi serve stabilire un insieme di principi sulla vita digitale. Ma poi è fondamentale che il governo li metta in pratica ».

 

Lei da oggi è testimonial di un grande operatore telefonico e delle rete: come si concilia con le sue battaglie in difesa della neutralità della rete che gli operatori invece contestano per fare più profitti?

«Ne ho parlato con l’amministratore delegato di Tim, Marco Patuano, e posso dire di averlo trovato aperto sul tema. Ma è una questione che riguarda tutti gli utenti, ciascuno di noi deve impegnarsi su questo».

 

TIM BERNERS LEE 9TIM BERNERS LEE 9

In occasione del suo 60esimo compleanno le hanno dedicato una grande statua in bronzo: a parte i dittatori credo che sia l’unico essere vivente ad averne una. Come lo vive?

«Le dico solo che preferisco non guardarla».

 

È immortalato con un zainetto in spalla mentre cammina.

«Perché la mia missione non è finita».

 

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…