cristiana lauro vino fortificato vini fortificati

BEVI E GODI CON CRISTIANA LAURO – I PORTOGHESI PORTO E MADEIRA, LO SPAGNOLO SHERRY E IL NOSTRO MARSALA RAPPRESENTANO UNA PICCOLA ARISTOCRAZIA DEL VINO: QUELLA DEI FORTIFICATI. BOTTIGLIE SPESSO GUARDATE CON SOSPETTO DA CHI LE CONSIDERA RELIQUIE DA CREDENZA DELLA NONNA, MENTRE IN REALTÀ CUSTODISCONO UNA MODERNITÀ SORPRENDENTE – IL PORTO POSSIEDE IL RARO DONO DELLA VERSATILITÀ. PROVATELO CON UN HAMBURGER BEN FATTO, DI CARNI DI QUALITÀ E GUARNITO CON CIPOLLE CARAMELLATE: VI FARÀ IMPAZZIRE – IL MADEIRA HA UNA SPINA ACIDA CHE IMPEDISCE QUALSIASI DERIVA ZUCCHERINA. LO SHERRY È IL PIÙ FRAINTESO DEL TRIO PERCHÉ…”

Estratto dell’articolo di Cristiana Lauro per www.ilsole24ore.com

 

cristiana lauro 1

I portoghesi Porto e Madeira, lo spagnolo Sherry e il nostro Marsala[…] rappresentano una piccola aristocrazia del vino: quella dei fortificati. Bottiglie spesso guardate con sospetto da chi le considera reliquie da credenza della nonna, mentre in realtà custodiscono una modernità sorprendente. E guai a rubargli la vecchiaia.

 

[…] Partiamo dal mio amato Porto, che nasce nel nord del Portogallo, nella valle del Douro, dove i vigneti si arrampicano su terrazze vertiginose. La sua fortuna si deve anche agli inglesi, grandi estimatori che nei secoli ne fecero il compagno ideale di club, biblioteche e dopocena. Ecco perché tante etichette parlano ancora con accento britannico: Graham’s, Taylor’s, Warre’s, Cockburn’s, tanto per fare qualche esempio.

 

Il Porto possiede il raro dono della versatilità. Il Ruby è giovane, succoso, immediato. Sta molto bene con il cioccolato fondente, ma provatelo con un hamburger ben fatto, di carni di qualità e guarnito con cipolle caramellate: vi farà impazzire.

 

vino porto 1

Il Tawny, affinato in botte, profuma di noci, fichi secchi, datteri e caramello. Lo trovo perfetto con un Parmigiano Reggiano di stagionatura medio-lunga, ma anche con una tarte tatin servita tiepida. E poi c’è il Vintage, il fuoriclasse che esce solo nelle grandi annate: un vino da aspettare con pazienza monastica. Se andate di fretta, lasciatelo stare.

 

Il Madeira meriterebbe un romanzo d’avventura. Nasce sull’omonima isola portoghese, nel mezzo dell’oceano, dove per secoli transitavano le rotte tra Europa e Americhe. Si racconta che alcune botti, dimenticate nelle stive durante lunghi viaggi tropicali, rientrassero migliorate dal caldo e dall’ossidazione. E nel vino le leggende, non di rado, hanno il buon gusto di essere vere. Da lì nacque lo stile Madeira, ancora oggi modellato dal calore.

 

vino madeira

Il risultato è uno dei vini più resistenti che esistano: una bottiglia aperta può rimanere perfetta anche per diversi mesi. Al naso il Madeira offre di solito sentori di scorza d’arancia, spezie, miele e frutta secca. In bocca, però, ha una spina acida che impedisce qualsiasi deriva zuccherina; infatti lo servirei anche a chi giura di non amare i vini dolci.

 

Provatelo con un buon consommé, con un’anatra laccata (alla pechinese sarebbe perfetta), con i funghi trifolati e persino con alcuni sushi ricchissimi di umami. Convertirete anche gli spiriti più scettici.

 

vino sherry 2

Infine lo Sherry, o Jerez, figlio luminoso dell’Andalusia. Forse il più frainteso del trio, vittima di decenni di bottiglie stanche e polverose dimenticate nei salotti. In realtà, quando è grande, raggiunge vertici di raffinatezza assoluta. Nasce attorno a Jerez de la Frontera da uve Palomino e matura con il sistema delle soleras: travasi progressivi tra botti di età diverse che mantengono continuità stilistica e profondità.

 

Il suo segreto si chiama “flor”, ovvero una pellicola di lieviti che protegge il vino dall’ossidazione e regala — ai Fino e alle Manzanilla — quei profumi taglienti di mandorla fresca, pane appena sfornato, sale (perché la sapidità non manca) e camomilla. Poi arrivano gli Amontillado, gli Oloroso, i sontuosi Pedro Ximénez da meditazione golosa.

vino marsala 2

 

Insomma, a tavola uno Sherry ben scelto può mettere in imbarazzo molti vini assai più celebrati; e alcuni si accompagnano magnificamente con acciughe, jamón iberico, bottarga o formaggi stagionati. Tutto molto divertente ma — sorpresa — provatelo anche con patatine fritte perfette, oppure con una tempura di gamberi: tanto per non essere schiavi degli abbinamenti acrobatici.

 

[…] Tre vini antichi che oggi appaiono modernissimi, proprio perché non inseguono la moda ma la osservano passare, con un garbato cenno di sorriso. E in tempi di omologazione non è poco.

vino porto 4vino porto 2vino marsala 1vino porto 3vino sherry 1

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…