“CONFIDO DI DIMOSTRARE LA MIA TOTALE ESTRANEITÀ AI FATTI CONTESTATI” - COSÌ L’ARCHISTAR STEFANO BOERI COMMENTA LA DECISIONE DEL GIP DI RINVIARLO A GIUDIZIO PER TURBATIVA D’ASTA E FALSE DICHIARAZIONI, PER PER IL CASO DEL CONCORSO INTERNAZIONALE PER LA REALIZZAZIONE DELLA NUOVA BIBLIOTECA EUROPEA DI INFORMAZIONE E CULTURA (BEIC) A MILANO – INSIEME A BOERI ANDRÀ A PROCESSO L’ARCHITETTO CINO PAOLO ZUCCHI: “SONO TRENT’ANNI CHE PARTECIPO A GIURIE E MI SON SEMPRE COMPORTATO CON CORRETTEZZA” – SECONDO L’ACCUSA, BOERI E ZUCCHI NON AVREBBERO DICHIARATO IL LORO CONFLITTO DI INTERESSI…
Estratto dell’articolo di Luigi Ferrarella per il “Corriere della Sera”
Stefano Boeri e Cino Paolo Zucchi
Le ipotesi di reato si chiamano turbativa d’asta e false dichiarazioni sulle proprie qualità personali, ma alla radice hanno una storia di conflitto di interessi non dichiarato dai celebri architetti Stefano Boeri e Cino Paolo Zucchi quand’erano presidente e componente della commissione aggiudicatrice nel 2022 del concorso internazionale tra 44 candidati per la progettazione da 8,6 milioni di euro della «Beic-Biblioteca europea di informazione e cultura» in costruzione con un investimento di 131 milioni.
Il giudice dell’udienza preliminare Fabrizio Filice ha deciso che il presidente uscente della Triennale, docente della facoltà di Architettura del Politecnico ed ex assessore comunale alla Cultura nella giunta Pisapia nel 2011-2013, noto in tutto il mondo soprattutto per il progetto del Bosco Verticale nell’area di Porta Nuova, debba essere processato.
Con Boeri anche Zucchi; i vincitori del progetto Angelo Raffaele Lunati e Giancarlo Floridi di «Onsitestudio» (ricercatori nel dipartimento universitario dei due architetti, ai quali per i pm erano legati anche da «rapporti professionali relativi a progetti estranei al contesto universitario»);
il terzo arrivato nel concorso, Andrea Caputo, che avrebbe comunicato a Boeri le «caratteristiche funzionali» del suo lavoro in modo da renderlo «riconoscibile»; e l’architetto Pierpaolo Tamburelli (studio Baukuh) [...]
Un’accusa basata anche sulla «messagistica Whatsapp e Telegram» tra il 6 e l’8 luglio 2022, «successivamente cancellata da Boeri» ma in parte recuperata dal Nucleo Pef della GdF di Milano. Boeri e Zucchi a inizio 2025 erano stati non arrestati ai domiciliari (come chiesto dalla Procura), ma sottoposti dal gip Luigi Iannelli alla misura interdittiva del divieto di far parte di commissioni di concorso in bandi della pubblica amministrazione, il primo per 12 mesi, il secondo per 8 mesi.
Rispetto all’accusa d’aver attestato falsamente di non essere in conflitto di interessi, turbando la gara pubblica, Boeri nell’interrogatorio preventivo per il gip aveva dato «versioni non convincenti» e dimostrato di essersi comportato come «chi ritiene di poter derogare, per la propria autorevolezza e fama internazionale», alle regole che servono ad assicurare l’imparzialità della pubblica amministrazione, come quella dell’anonimato dei concorrenti «rimasta sulla carta»: «approccio altamente disinvolto, per certi versi proprietario, rispetto alle regole» [...]
«Non farò mai più parte di una giuria in vita mia — si sfoga ora Zucchi —. Sono trent’anni che partecipo a giurie e mi son sempre comportato con correttezza, anzi in genere mi chiamano perché sanno che sono una persona molto rigorosa. Talvolta le narrazioni diventano più forti dei fatti concreti, ma il dibattimento chiarirà molte cose, sono sicuro perché ci sono prove abbastanza specifiche sul fatto che abbiamo sempre agito con rigore e correttezza, e soprattutto senza mai collegare gli elaborati progettuali ai loro autori».
«Confermo la fiducia nella magistratura — commenta dal canto suo Boeri —, e confido di poter dimostrare nel corso del dibattimento la mia totale estraneità ai fatti che mi sono contestati».



