fabrizio desposito marco travaglio giuseppe conte cortina dampezzo

BOTTA E RISPOSTA AL “FATTO QUOTIDIANO” SUL CAPODANNO DI GIUSEPPE CONTE A CORTINA - FABRIZIO D’ESPOSITO: “L'EQUAZIONE 'HO I SOLDI ERGO FACCIO QUELLO VOGLIO' È MAL POSTA. LO STILE DI VITA DI UN POLITICO DI SINISTRA, "PROGRESSISTA" NEL CASO DELL'EX PREMIER M5S, CONTA COME TESTIMONIANZA O NO? E POI CORTINA È LA VETRINA DELLA CASTA CAFONAL, BERSAGLIO PER LUSTRI DEL COSIDDETTO POPULISMO A 5 STELLE. CONTE AL TAVOLINO DELL'ALBERGO DI LUSSO È TRASFIGURAZIONE ED EPIFANIA ALLO STESSO TEMPO DI UNA NORMALIZZAZIONE PER CERTI VERSI BANALE. NE VALEVA LA PENA?” - LA RISPOSTA DI MARCO TRAVAGLIO

FABRIZIO DESPOSITO

Fabrizio D’Esposito per “il Fatto quotidiano”

 

Caro direttore, non credo che la polemica "Conte a Cortina", come scrive Scanzi, sia una "delle massime espressioni di ipocrisia, deficienza e decadenza umane". Cioè: lo è in relazione agli attacchi della destra pro-evasione e di Renzi che si arricchisce da politico-lobbista, per non parlare dei sorrisini che ti rivolge in tv Sallusti.

 

IL DAGO SCOOP SU CONTE A CORTINA A OTTO E MEZZO

Ma l'equazione "ho i soldi ergo faccio quello voglio" secondo me è mal posta. Parto da una recentissima dichiarazione sul caso Qatar: "Se si affievolisce una critica rispetto ai valori dominanti, al mito della ricchezza, del lusso, del successo a tutti costi, e ci si stacca da chi fatica a vivere, le difese si possono allentare".

 

È di Goffredo Bettini, che pone il nodo della coerenza nel politico tra il mito della ricchezza e la difesa degli ultimi. Nel suo ultimo libro, Bettini cita la "testimonianza" dello stile di vita sobrio di Pietro Ingrao, comunista sino alla fine: "Penso alla modesta casa di Ingrao, comoda, ben fornita di cibi semplici e gustosi. Ma priva di qualsiasi ostentazione di lusso, perfino di benessere... Non è l'esaltazione del pauperismo. È la convinzione che la testimonianza conta".

OLIVIA PALADINO PAGA IL CONTO DELL ALBERGO A CORTINA D AMPEZZO

 

Potrei aggiungere la bella "cartolina" che Antonello Caporale scrisse sul nostro sito quando morì Emanuele Macaluso, descrivendo il suo minuscolo appartamento. La domanda che ci pone nel 2022, non nel secolo scorso, Bettini vale anche per la polemica "Conte a Cortina": lo stile di vita di un politico di sinistra, "progressista" nel caso dell'ex premier M5S, conta come testimonianza o no?

 

L'immagine cortinese di Conte mi ha fatto venire in mente la reazione indignata del Pci quando nel 1977 su Repubblica Forattini disegnò Berlinguer come un ricco borghese in vestaglia, seduto in poltrona a sorseggiare un tè, mentre dalla finestra saliva l'eco della manifestazione dei metalmeccanici. Paolo Spriano rispose ricordando "la vita di sacrificio, di passione rivoluzionaria, di tensione politica e morale di un dirigente comunista come Berlinguer".

 

giuseppe conte al grand hotel savoia di cortina foto chi

"Vita di sacrificio" per un leader è solo passatismo talebano? E poi Cortina, come documenta da anni il nostro Pizzi, è la vetrina prediletta della Casta Cafonal, bersaglio per lustri del cosiddetto populismo a 5 Stelle. Conte al tavolino dell'albergo di lusso è trasfigurazione ed epifania allo stesso tempo di una normalizzazione per certi versi banale. Ne valeva la pena? In base al criterio della testimonianza, quanto dista da Cortina la Siracusa raccontata in campagna elettorale sul Fatto da Veronica Tomassini, dove taluni poveri glabri e senza denti invocavano "Giuseppe"?

 

Risposta di Marco Travaglio:

Caro Fabrizio, credo che i poveri di Siracusa (e non solo) invocassero "Giuseppe" perché, per la prima volta dopo tanto tempo, incontravano un presidente del Consiglio che si era occupato di loro, aveva fatto qualcosa per loro e parlava (e parla) di loro. I politici vanno giudicati su come amministrano i nostri soldi, non su come spendono i loro (e sottolineo i loro).

 

marco travaglio

Sono stato spesso a Cortina in begli alberghi (lì sono tutti belli) e spero di ritornarci, senza per questo rinunciare al mio stile di vita sobrio. E credo sia libero di farlo anche un politico. A meno che non esista una black list di località turistiche proibite. Nobilissimi gli esempi di Berlinguer, Ingrao e Macaluso, ma temo c'entrino poco col caso di cui parliamo: quelli erano politici di professione e comunisti, Conte è un signore di famiglia umilissima che s' è costruito una carriera di avvocato e di docente, poi si è ritrovato a fare politica.

 

Ma ciò che ha l'ha guadagnato col suo lavoro, non con la politica. In più non mi risulta che i 5 Stelle abbiano mai criminalizzato l'agiatezza guadagnata onestamente (li ha fondati Grillo, non un mendicante), né che Conte abbia mai fatto professione di comunismo, anche se in tre anni ha fatto per i poveri più di decine di leader sedicenti di sinistra in trenta. E non penso che, per difendere i poveri e il Reddito di cittadinanza, si debba percepirlo, o peggio travestirsi da poveri e passare il Capodanno a Coccia di Morto.

giuseppe conte e olivia paladino a cortina foto chi LA RASSEGNA STAMPA SU GIUSEPPE CONTE A CORTINAgiuseppe conte olivia paladino al grand hotel savoia di cortina foto chi giuseppe conte e olivia paladino a cortina foto chi conte e olivia a cortina meme GIUSEPPE CONTE MARCO TRAVAGLIO

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ DOMANI AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DI DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

alfredo mantovano

DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL'"EMINENZA BIANCA", ALFREDO MANTOVANO - IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E' ANDATA PRIMA!) – L'EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E' FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) - E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI...

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?