brigitte bardot

E QUANDO DIO CREÒ LO STILE INVENTÒ ANCHE BRIGITTE BARDOT: “SONO DIVENTATA BIONDA A ROMA, QUANDO HO INTERPRETATO IL RUOLO DI POPPEA IN QUEL FILM MEDIOCRE INTITOLATO ‘MIO FIGLIO NERONE’, HO DOVUTO FARMI DECOLORARE DAL PARRUCCHIERE DELLA PRODUZIONE PERCHÉ POPPEA ERA BIONDA. È STATA L’UNICA COSA POSITIVA DI QUEL FILM. CHE BELLA IDEA!"

brigitte bardot in bikinibrigitte bardot in bikini

Estratti del libro di Henry-Jean Servat, “Io, Brigitte Bardot”, pubblicato da “Il Venerdì - la Repubblica”

 

Possiamo dire che è esistito – e che esiste ancora – uno stile Bardot?

«Sì, è sempre esistito uno stile Bardot e non si limitava alla moda».

 

Come lo definiresti?

«Sono io».

 

Hai la sensazione di essere stata innovativa, di avere inventato qualcosa?

«No, ho fatto solo ciò che volevo».

 

brigitte bardot   terry oneillbrigitte bardot terry oneill

Da bambina eri attratta dalla moda o ci sei arrivata tramite tua madre?

«Per nulla, per di più io sono stata bambina durante la guerra, e della moda... ce ne infischiavamo».

 

Ti ricordi come si vestivano le star del cinema a metà degli anni Cinquanta?

«Sì, perché anch’io appartenevo un po’ a quel mondo. Non era niente di speciale, era, come dire, “da vecchie”».

 

È vero che gli abiti che indossavi in Piace a troppi erano tuoi? Questo ti ha aiutato a essere naturale?

«Sì, è vero, in molti film indossavo i miei vestiti, mi dava l’idea di essere veramente

me stessa».

brigitte bardot  e i suoi animalibrigitte bardot e i suoi animali

 

Quali erano le tue misure?

«90-50-89».

 

Ti ricordi quando e come hai scoperto (e lanciato) il tessuto vichy a quadretti?

«Passavo davanti alla vetrina di Jacques Esterel e ho visto l’abito a quadretti rosa che poi ha fatto tanto scalpore. Lo trovavo grazioso e fresco, e così ho scatenato un’ondata di quadretti».

 

È vero che la celebre maison Repetto, specializzata in scarpe e scarpette da ballo, ha creato apposta per te un modello di ballerine che tu avresti addirittura ispirato e abbozzato?

BARDOTBARDOT

«Da Repetto, dove acquistavo le mie calzature da ballo, ho avuto l’idea di andare in giro

con delle scarpette fatte per la danza, ma senza punte, e questo ha suggerito a Repetto di “inventare” le ballerine. Volevo una tomaia molto corta e una suola estremamente flessibile perché, contrariamente alla moda di oggi in cui gli scarponi militari rendono ridicola la figura, più le scarpe sono flessibili e leggere più la donna viene valorizzata».

 

Ti ricordi quando e come hai scoperto (e lanciato) la maglia alla marinara?

BRIGITTE BARDOTBRIGITTE BARDOT

«No... forse l’ho rubata a qualcuno, comunque non è mai stato il mio capo d’abbigliamento preferito».

 

E la choucroute?

«Ah sì, questo lo ricordo! Non avevo più il mio chignon e mi innervosivano tutte quelle ciocche che pendevano, così ho pensato di cotonare i capelli e di raccoglierli: ecco, avevo inventato la choucroute (pettinatura a nido d’ape)».

 

Sei stata la prima donna a entrare all’Eliseo in pantaloni: come ti è venuta quest’idea, evidentemente non casuale?

«Non sapevo cosa mettermi, ho provato un sacco di vestiti e alla fine ho scelto il completo che avevo comprato da Renoma. Lo trovavo elegante e insolito, così l’ho indossato».

brigitte bardotbrigitte bardot

 

Ti divertiva vestire capi di haute couture?

«No, non l’ho mai sopportato».

 

Ti ricordi di avere portato capi di alta moda di Hubert de Givenchy?

«Mi ricordo di essere stata vestita in maniera perfetta da Givenchy. Ero andata da lui di mia iniziativa, perché trovavo che le sue creazioni fossero molto eleganti».

 

Si dice che Givenchy ti abbia vestita per La verità, il che non è affatto plausibile.

«Infatti… era all’epoca di La verità, ma non per La verità, dove interpreto una ragazza di vent’anni senza un soldo. Ricordo, invece, che per questo film mi ero vestita andando a cercare gli abiti al Monoprix. Avevo comprato capi semplici e ordinari, adatti al personaggio. Indossavo la moda della gente comune».

brigitte bardotbrigitte bardot

 

Prima di iniziare a dettare la moda, la seguivi?

«No, mi vestivo nei negozietti dove trovavo quello che mi piaceva. Non seguivo la moda né volevo dettarla».

 

Ti risparmio la domanda sulle pellicce, perché conosco perfettamente la risposta...

«Ho indossato le pellicce per incoscienza senza capire quello che facevo. All’epoca non esistevano le campagne antipellicce. Quando mi sono resa conto dell’orrore, sono stata malissimo, ho pianto, ero pentita. Come avevo potuto fare una cosa simile? Oggi tutti sanno che la pelliccia equivale a un cimitero di animali: quelli da pelliccia vivono in gabbia dalla nascita fino alla morte tragica, in uno spazio piccolissimo come negli allevamenti intensivi, in attesa di essere uccisi con il gas (e il supplizio del soffocamento) o, come per le volpi, folgorati attraverso la bocca e l’ano.

 

BARDOTBARDOT

Karl Lagerfeld un giorno ha detto che la pelliccia sintetica è bella come quella vera...

La lobby dei pellicciai deve averlo messo a tacere e questo è uno scandalo! Spesso le donne sono inconsapevoli e dovrebbero esserlo di meno, rifiutare di essere complici di quelle morti e non indossare più le pellicce di animali».

 

Chi sceglieva gli stilisti di cui tu indossavi le creazioni? Per esempio, come sei arrivata a mettere un abito di Pierre Balmain per la presentazione ufficiale alla regina d’Inghilterra?

BRIGITTE BARDOT BRIGITTE BARDOT

«Poiché facevo servizi fotografici di moda, avevo un privilegio: i grandi stilisti mi prestavano i loro capi. La presentazione alla regina d’Inghilterra era un momento molto solenne, non si poteva certo indossare un vestito qualunque. È stato Pierre Balmain a mettermi a disposizione quell’abito: era stupendo! Ma all’ultimo momento il protocollo reale ha giudicato la scollatura troppo profonda e i sarti dell’hotel Plaza di Londra sono stati costretti a cucire in tutta fretta una piccola aggiunta sul décolleté».

 

Ti ricordi quando e come

BRIGITTE BARDOT BRIGITTE BARDOT

«Ricordo che un giorno mi è venuta voglia di farmi un bellissimo regalo. Ero stufa di dare da vivere a un sacco di gente e di non gratificarmi come avrei voluto. Avevo visto un bellissimo film di Alain Resnais, L’anno scorso a Marienbad, che mi era piaciuto davvero molto, in cui Delphine Seyrig indossava un magnifico abito di Coco Chanel. Il vestito era mozzafiato e mi esaltava dieci volte più del profumo N°5. Lo volevo. Ho deciso così di regalarmelo e sono andata da Chanel».

 

E ti ha ricevuto?

BRIGITTE BARDOT BRIGITTE BARDOT

«Sì, immediatamente, e nel sancta sanctorum che le era riservato all’ultimo piano dell’atelier. Ho scoperto in lei una donna umana e accessibile, affascinante ed elegante. Abbiamo parlato, mi ha detto che detestava la trascuratezza fisica, mi ha raccontato la sua lotta perché le donne si mostrassero curate e seducenti in ogni momento della loro vita».

 

Ha detto qualcosa di particolare su di te?

«Niente che io ricordi. Mi confessò di detestare ciabatte, accappatoi e vestaglie a meno che non fossero stupendi. E mi ripeté che una donna deve essere sempre impeccabile. E curata. Le dissi allora del mio desiderio di avere lo stesso stupendo vestito che Delphine Seyrig indossava nel film di Resnais. Fece subito prendere le mie misure, diede disposizione di realizzare l’abito per me e me lo regalò. Gliene sono ancora grata».

 

BRIGITTE BARDOT BRIGITTE BARDOT

Cosa ne facevi dei capi di alta moda che ti prestavano?

«Ho sempre restituito agli stilisti gli abiti avuti in prestito, ma in genere me li regalavano».

 

Cosa ne è stato del tuo guardaroba, che immagino fosse incredibile?

 «Ho venduto tutto all’asta per ricavare il denaro necessario a costituire la mia fondazione».

 

Quando sei diventata bionda? Di chi è stata l’idea? Come e dove è avvenuto il cambiamento?

«A Roma, quando ho interpretato il ruolo di Poppea in quel film mediocre intitolato Mio figlio Nerone, ho dovuto farmi decolorare dal parrucchiere della produzione perché Poppea era bionda. È stata l’unica cosa positiva di quel film. Che bella idea!».

 

In che modo ti truccavi? Seguivi delle regole?

BRIGITTE BARDOT BRIGITTE BARDOT

«Detestavo truccarmi, così mi sbrigavo in cinque minuti, con l’aiuto della meravigliosa Odette. Non mi piaceva farlo, quindi impiegavo meno tempo possibile e Odette Berroyer, con tanta pazienza, si occupava dei ritocchi per i primi piani».

 

Che cosa ti piaceva nelle creazioni di Jean Bouquin e quando hai scelto di indossarle?

«Ah, Jean Bouquin, il mio Bouquinos! Ero a Saint-Tropez, arrivo davanti a un negozietto sul porto, pieno di tessuti colorati – un casino inimmaginabile – e un tipo capellone e simpatico mi invita a entrare. Fu l’inizio di un’amicizia solida e profonda, soprattutto iniziai a vestirmi ogni estate da lui. (...)Poi ha cambiato mestiere e chiuso il negozio di Saint-Benoît a Parigi per farne un ristorante, L’Assiette au beurre. Ora dirige il teatro Déjazet a Parigi».

BRIGITTE BARDOT BRIGITTE BARDOT

 

E tu che fai?

«Io non mi vesto più».

BRIGITTE BARDOT BRIGITTE BARDOT BRIGITTE BARDOT BRIGITTE BARDOT BRIGITTE BARDOT BRIGITTE BARDOT BRIGITTE BARDOT BRIGITTE BARDOT BRIGITTE BARDOT BRIGITTE BARDOT BRIGITTE BARDOT BRIGITTE BARDOT

 

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO