DATE IL PANE A CHI HA I DENTI (E FAME) - OGNI GIORNO VENGONO BUTTATI 13MILA QUINTALI DI PAGNOTTE: NON LO POSSONO DARE AI POVERI PERCHÉ UNA CIRCOLARE DEL MINISTERO DELLA SALUTE IMPONE A CHI LE HA PRODOTTE DI SMALTIRE L’INVENDUTO!

Vittoria Iacovella per "la Repubblica"

A calcolarlo a spanne, ogni giorno potrebbe riempire due campi di calcio. Tredici mila quintali di pane sono tanti. Eppure sono buttati via. Letteralmente. Perché quando vengono ritirati dai supermercati sono ufficialmente, e con tanto di "timbro" del ministro della Salute, rifiuti. L'obiezione più ovvia? Perché quel pane non lo danno ai poveri (e secondo gli ultimi dati in Italia ce ne sono 8 milioni)? Perché non lo regalano alle mense della Caritas? Semplice: perché lo vieta la legge. In particolare, la circolare del ministero della Salute del 20 marzo 2003 che impone a chi lo ha prodotto di smaltire l'invenduto.

La storia (raccontata nella puntata di stasera di Fischia il vento , il programma di Gad Lerner in onda alle 21.30 su La Effe, Sky canale 39 e sul sito di Repubblica tv) inizia alle cinque di mattina. È ancora buio. Maurizio chiude le porte del suo furgone e inizia il giro di consegne per pagnotte, rosette e baguette preparate durante la notte. Dentro ci sono farina, acqua, lievito madre, energia elettrica, carburante, ore di vita, la radio che parla della crisi, i calendari infarinati con le donne nude e le pagnotte bianche e tonde che entrano in forno.

Maurizio consegna il fresco e prende ciò che è avanzato dal giorno prima. "Il reso" non gli verrà pagato: è buono, ma finirà nell'immondizia. «Colpa delle condizioni poste dalla grande distribuzione ai panificatori» spiega Claudio Conti, presidente di Assipan. «I colleghi hanno iniziato a dire sì ai supermercati per farsi concorrenza, accettando di produrre, come veniva chiesto, molto più di quello che viene venduto.

Si caricano il rischio del reso, insomma: i supermercati vogliono avere gli scaffali pieni fino a un minuto dalla chiusura. Così, ogni giorno, circa il 25 per cento del pane prodotto viene buttato. Non possiamo farci nulla. Dobbiamo ritirarlo, non ci viene pagato e dobbiamo smaltirlo. Ovvero, lo buttiamo. Perché donarlo non si può. Siamo una categoria ricattata e strozzata. Molti hanno anche paura di denunciare quanto avviene, per non perdere quel cliente grosso e approfittatore che però ti tiene in vita».

A causa della legge e della mancanza di una rete di solidarietà che sia in grado di organizzarsi e prelevare la merce prima che i supermercati chiudano, il pane non arriva gratis a chi non può permetterselo. Tanto è vero che tre mense della Caritas di Roma, lo scorso anno, sono state costrette a spendere 90 mila euro per acquistare il loro pane quotidiano.

«Noi dobbiamo averne quantità certe ogni giorno» spiega Francesco Mascolo, un volontario. «Non possiamo aspettare che qualcuno ce lo doni» . E così si arriva a pagare anche cinque euro al chilo il pane di quelle stesse imprese che ne buttano a tonnellate. O che magari lo vendono in nero alle aziende agricole.

Un produttore della provincia di Roma arriva con la sua auto di grossa cilindrata e i vetri oscurati. Chiede di restare anonimo, parla di crisi, di operai da licenziare. Non ha le mani sporche di farina come Maurizio. Apre la porta di una baracca in lamiera. Controluce, il profumo del pane fresco arriva prima che si materializzi sotto gli occhi. Una montagna di pagnotte accatastate, buttate in malo modo, calpestate dagli scarponi degli operai che ne scaricano ceste su ceste. Nel corso della mattina il magazzino si riempie.

Poi arriveranno gli addetti per disfarsene. In quella sola azienda sono otto quintali al giorno. «Ma c'è chi ne accumula anche venti - assicura il proprietario - in tutta Roma ogni giorno sono 200 quintali». Un operaio ci fa salire sul furgone. Davanti ai cassonetti inizia a svuotare ceste e ceste. Poi si volta: «Non è vero, non va così. Ma no che non lo buttano, davvero: lo rivendono alle aziende agricole. Noi lo diamo alle bestie, lo compro anch'io per cinque euro ogni dieci chili. A nero, ma meglio che buttarlo. E certo che questi qui lo riciclano. E certo che non lo danno ai poveri, a loro glielo vendono...».

In realtà una soluzione per evitare questo spreco colossale ci sarebbe: la "legge del buon samaritano", che permette alle associazioni di ritirare il pane gratis, a condizione che sia preso quando è ancora dal distributore e prima che scatti l'ora in cui diventa ufficialmente un rifiuto. Per riuscirci, servirebbe una rete organizzata che però raramente esiste. Maurizio Figuccia, con la sua azienda di dimensioni mediopiccole in provincia di Pisa, il suo pane lo donerebbe.

«Ma chi viene a prenderselo?», dice. «Io ho a malapena il carburante per le consegne, e per colpa della crisi in azienda da nove siamo ormai passati a tre. Sono stato costretto a lasciare a casa anche i miei figli. La burocrazia poi alimenta questo sistema. La rete per portare il pane alle mense Caritas non esiste e forse non interessa abbastanza che ci sia. Non resta che buttarlo. Ogni giorno così. Che rabbia».

 

PANE NELLA SPAZZATURA PANE NELLA SPAZZATURA PANE BUTTATO VIA PANE BUTTATO VIA

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte giorgia meloni elly schlein

DAGOREPORT – SCHLEIN E CONTE SE LE DANNO DI SANTA RAGIONE, SCIORINANDO UNA MINCHIATA DOPO L'ALTRA – PEPPINIELLO SCRIVE UNA LETTERA A “REPUBBLICA” NELLA QUALE, PRENDENDO FISCHI PER FIASCHI, RINNEGA LA ''CULTURA WOKE'': UN CALCIONE A ELLY, CHE HA COSTRUITO LA SUA ASCESA POLITICA SUL WOKISMO – PER FAR CAPIRE A CONTE CHE LA PRIMA VOCE DEL CENTROSINISTRA E' IL LEADER DEL MAGGIORE PARTITO, ANCHE ELLY SCRIVE A "REPUBBLICA" PER INVITARE MELONI A CERCARE INSIEME SOLUZIONI PER LA CRISI ENERGETICA - UNA MOSSA CHE SI È RIVELATA UN DOPPIO BOOMERANG: LA DUCETTA FURBETTA L’HA SBERTUCCIATA E CONTE, COME REAZIONE, HA INGRANATO LA QUINTA SULLO STOP AGLI AIUTI ALL’UCRAINA - E NESSUNO DEL PD GLI HA REPLICATO CHE IL NOSTRO SOSTEGNO A KIEV, DAL 2022 A OGGI, E' STATO DI TRE MILIARDI, CIOE' 50 EURO PRO-CAPITE PER OGNI ITALIANO. UNA CIFRA NOTEVOLMENTE PIÙ BASSA DEI 230 EURO PRO CAPITE DELLA GERMANIA O DEI 206 EURO DELLA GRAN BRETAGNA, MA ANCHE DEI 90 EURO DELLA FRANCIA... 

maria rosaria boccia sigfrido ranucci

IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO ESCLUDE OGNI FORMA DI RELAZIONE SENTIMENTALE CON L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” MA SCRIVE: “NON SO SE, IN QUALCHE MOMENTO, SIGFRIDO MI ABBIA CORTEGGIATA” - E LO SFOTTE PURE: “E’ UN SUPERMAN CHE AVREBBE AVUTO BISOGNO DI MANUTENZIONE”. LA DESCRIZIONE DELLA POLEMICA SULLA LOBBY GAY CON CERNO E GILETTI. LEI GLI CHIEDE: “VADO DA FORMIGLI IL GIOVEDÌ OPPURE DA GILETTI IL LUNEDÌ?” E LUI SUGGERISCE IL CIMITERO, “INDICANDOMI COME POSSIBILI ALTERNATIVE IL VERANO OPPURE PRIMA PORTA” - RANUCCI E SALLUSTI A PIEDI NUDI - LA GELOSIA DI LAURA CIANFONI…

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT – FERMI TUTTI! DOMANI FABIO RAMPELLI, IL FONDATORE DELLA COMUNITÀ DEI GABBIANI DI COLLE OPPIO, LA BETLEMME DI FRATELLI D'ITALIA, PARLERÀ A FENIX AL LAGHETTO DELL'EUR DAVANTI AI GIOVANI FRATELLINI – IL TITOLO DEL DIBATTITO SARÀ “È RABBIA È AMORE”, CHE FU IL PRIMO MANIFESTO CON CUI SI PRESENTÒ ALLE COMUNALI DEL 1993 – FIBRILLAZIONE GENERALE: UNA PAROLA D'ORDINE QUASI, ANZI UN RICHIAMO ANCENSTRALE ALLA BATTAGLIA. SI CANDIDERÀ COME SINDACO DI ROMA? O MEGLIO, LO CANDIDERANNO LE SORELLE MELONI CHE CON LUI SONO CRESCIUTE?

trump netanyahu bin salman

DAGOREPORT – TRUMP IN CUL DE SAC: A UN MESE E MEZZO DALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IN CUI RISCHIA DI PERDERE OLTRE ALLA CAMERA ANCHE IL SENATO, IL DISTURBATO DELLA CASA BIANCA E' POSSEDUTO DALL'URGENTE BISOGNO DI USCIRE DAL PANTANO IN CUI SI È INFILATO NEL GOLFO - PER RISOLLEVARE I SUOI CONSENSI AGONIZZANTI, HA DAVANTI TRE GLI SCENARI POSSIBILI: PER DIMOSTRARE CHE IL CIUFFO CE L'HA ANCORA DURO, CONTRO IL PARERE DEI SUOI GENERALI, TRUMP ORDINA UN NUOVO MASSICCIO BOMBARDAMENTO DELL’IRAN – SECONDO IPOTESI: IL TYCOON ABBASSA LA CRESTA E RAGGIUNGE UN COMPROMESSO CON IL REGIME DI TEHERAN (PASDARAN E CIA TRATTANO DA TEMPO SOTTOTRACCIA), USCENDONE DI FATTO CON L'IMMAGINE DELLO SCONFITTO – LA TERZA STRADA VEDE I PAESI DEL GOLFO, LE CUI ECONOMIE STANNO PAGANDO UN PREZZO ALTISSIMO PER LA SCELLERATA GUERRA TRUMPIANA, TENTARE UN ACCORDO DIRETTO CON IRAN E HOUTHI PER RIPRENDERE A MACINARE PETRODOLLARI – TRA LO STALLO IRANIANO, IL CONFLITTO CHE CONTINUA IN UCRAINA, NETANYAHU SCARICATO E MELANIA INVEPERITA DI PORTARE LE CORNA, “THE DONALD” E' UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSO...