francesco gaetano caltagirone

CALTAGIRONE GONGOLA E LO STATO PAGA – LA SOCIETÀ DELL’IMPRENDITORE ED EDITORE ROMANO HA CEDUTO A INVITALIA I TERRENI INQUINATI DELL’EX AREA CEMENTIR DI BAGNOLI. E ORA L’AGENZIA PARTECIPATA DAL TESORO DEVE SBORSARE ALMENO 15 MILIONI DI SOLDI PUBBLICI PER BONIFICARE I TERRENI – L’ACCORDO È STATO ACCOLTO CON GIUBILO DAL SINDACO-COMMISSARIO MANFREDI. EPPURE DUE SENTENZE, DEL TAR E DEL CONSIGLIO DI STATO, AVEVANO CONFERMATO CHE A OCCUPARSI DELLA BONIFICA DOVEVA ESSERE LA SOCIETÀ PROPRIETARIA DEI TERRENI, OVVERO “BASI 51” DI CALTAGIRONE…

Estratto dell’articolo di Nello Trocchia per “Domani”

 

AREA EX CEMENTIR A BAGNOLI

Il sindaco-commissario esulta, l’imprenditore-editore gongola e lo stato paga. La sintesi dell’affare Bagnoli è questa, ora lo stato dovrà affrontare un costo per il ripristino ambientale pari a 15 milioni di euro, fanno sapere dal commissariato.

 

Anche se a guardare i documenti, quello del ministero dell’Ambiente, datato 2009, e l’ordinanza firmata dall’allora sindaco, Luigi De Magistris, nel 2013, i costi per danni e bonifica superavano i 200 milioni di euro per i due siti inquinati, tra questi l’ex Cementir.

 

francesco gaetano caltagirone

Ma come è stato possibile questo esito? Bisogna fare un passo indietro per raccontare come ordinanze comunali e sentenze della giustizia amministrativa, inneggianti al principio «Chi inquina paga», siano finite sbriciolate di fronte all’accordo con una società di Francesco Gaetano Caltagirone, editore del giornale napoletano Il Mattino e di quello romano Il Messaggero.

 

Basi 15, società della galassia Caltagirone, era proprietaria di terreni inquinati nell’area occidentale di Napoli, dove un tempo sorgevano insediamenti industriali. Da tempo, come raccontato da Domani, era in piedi un contenzioso con Invitalia, l’agenzia del ministero dell’Economia, che è soggetto attuatore del programma di bonifica e rilancio dell’ex area industriale di Bagnoli-Coroglio.

 

ex area industriale di bagnoli

Come in ogni grande emergenza, non poteva mancare il commissariato, presente nella gestione del futuro dell’area. Proprio il commissario, il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, a capo dell’Associazione comuni italiani, ha salutato con entusiasmo l’accordo nell’ambito degli indirizzi sanciti dalla cabina di regia governativa presieduta negli scorsi mesi dal ministro Raffaele Fitto.

 

La soluzione negoziale è stata definita «una tappa fondamentale nel percorso di rigenerazione dell’area di Bagnoli perché anche l’ultima area interessata dalla rigenerazione è stata ricondotta nel perimetro pubblico». Il Mattino ha dedicato diversi articoli all’accordo con questi titoli: «Il dono dell’ex area Cementir: un progetto ambizioso che restituisce il mare» [...]

 

Ora sul passaggio di 70 mila metri quadrati a Invitalia che dovrà occuparsi delle bonifiche e degli abbattimenti dei manufatti, in realtà, comune e giudici amministrativi avevano deciso diversamente.

 

Il costo e le sentenze

LUIGI DE MAGISTRIS

«Io ho fatto un’ordinanza quando ero sindaco basata sul principio del “Chi inquina paga”. Grazie all’avvocatura del comune imponemmo a Fintecna e Cementir di assumersi l’onere economico per i suoli inquinati oltre al danno, la cifra si aggirava intorno ai 200 milioni di euro», spiega Luigi De Magistris, per dieci anni primo cittadino della città.

 

I lavori di ripristino ambientale dell’area ex Cementir, fanno sapere dal commissariato, costeranno intorno ai 15 milioni di euro. «Il contenzioso non era ancora definitivamente chiuso e la cifra reale dell'intervento di bonifica si potrà conoscere solo alla redazione del progetto successivo alla conferenza dei servizi. La cifra di 200 milioni di euro era un calcolo preventivo», spiegano i tecnici del commissariato.

 

gaetano manfredi - assemblea anci

Basi 15 ha più volte chiarito di aver comprato i terreni già contaminati e di non aver avuto alcuna responsabilità nell’inquinamento, ma la decisione comunale chiaramente addebitava la responsabilità della bonifica ai proprietari dei suoli. Suoli che non facevano più gola visto che quell’area è stata destinata al parco e non si prestava più ad alcuna operazione immobiliare.

 

Ma che fine ha fatto quel principio sancito in ordinanza relativo alla necessità di bonifica da parte dei proprietari? Se ne trova traccia in due pronunciamenti dei giudici amministrativi, prima il tribunale amministrativo regionale e poi il consiglio di Stato, che hanno respinto i ricorsi di Basi 15.

 

Nei ricorsi la società contestava due aspetti di una decisione commissariale, il primo relativo alla parte «in cui si poteva interpretare nel senso che spettasse alla società Basi 15 l’obbligo di ottemperare alle prescrizioni dirette a far eseguire la bonifica dell’area di proprietà», e, il secondo relativo alla richiesta «di rielaborare l’analisi di rischio».

 

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE

Dopo la bocciatura del Tar, nel 2020, anche i giudici di palazzo Spada hanno stabilito l’infondatezza del ricorso. È pacifico che Basi 15 non abbia alcuna responsabilità nell’inquinamento dell’area, ma se ne doveva fare carico perché aveva «attivato volontariamente gli interventi di messa in sicurezza, di bonifica e di ripristino ambientale. In questo caso, il proprietario, seppur non obbligato, assume spontaneamente l’impegno di eseguire un complessivo intervento di bonifica», si legge nella sentenza. [...]

 

 

 

 

 

 

Articoli correlati

CALTAGIRONE CEDE A INVITALIA A TITOLO GRATUITO I TERRENI INQUINATI DI BAGNOLI. SARA' INVITALIA A...

 

 

Ultimi Dagoreport

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)

buffon gravina gattuso

DAGOREPORT - LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO! IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO GABRIELE GRAVINA CERTIFICA L’IMPOTENZA DELLA FEDERAZIONE CHE HA GUIDATO PER 8 ANNI – NELLA "RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DEL CALCIO ITALIANO", CONFERMA L'IMPOSSIBILITA' DI AGIRE: DALLA VALORIZZAZIONE DEI VIVAI AL TANTO EVOCATO NUMERO MINIMO DI ITALIANI IN SQUADRA, LA FIGC NON HA POTERI - GRAVINA FA CAPIRE CHE LE RIFORME VENGONO BLOCCATE DA UN FIREWALL DI NORME E VETI INCROCIATI, DALLA MANCANZA DI UNITÀ TRA LE VARIE COMPONENTI (COME IL PROGETTO DI RIFORMA DEI CAMPIONATI DI SERIE A, B, C E D, “ALLO STATO INATTUABILE”) - SU STADI E SETTORI GIOVANILI, GRAVINA SCARICA LA PATATA BOLLENTE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO CON LE SOLITE RICHIESTE DI DETASSAZIONI, AGEVOLAZIONI FISCALI, CREDITI DI IMPOSTA E FINANZIAMENTI - MA SE L’UNICA COSA CHE SA FARE IL CALCIO ITALIANO È CHIEDERE SOLDI ALLO STATO, CHE SENSO HA TENERE IN PIEDI IL CARROZZONE DELLA FEDERCALCIO?

paolo mereghetti alessandro giuli marco giusti giulio regeni documentario

DAGOREPORT- “AVEVO UN SOLO MODO PER DIRE CHE NON ERO D’ACCORDO. ANDARMENE...”, SCRIVE EROICAMENTE PAOLO MEREGHETTI SUL ‘’CORRIERE DELLA SERA’’, E MARCO GIUSTI LO UCCELLA: ''SE NON FOSSE SCOPPIATO IL BUBBONE SUL FINANZIAMENTO NEGATO AL DOCU-FILM SU GIULIO REGENI, IL CRITICO CINEMATOGRAFICO DEL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO SI SAREBBE DIMESSO DALLA COMMISSIONE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, IN MANO ALL'EGEMONIA CULTURAL GIULI-VA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI? - ECCO: TE LO DOVREMMO CHIEDERE NOI PERCHÉ (CAZZO!) HAI ACCETTATO DI ANDARE ALLA CORTE DI SANGIULIANO E GIULI, COMPENSATO CON 20 MILA EURO ALL’ANNO? E DOPO QUASI DUE ANNI DI "EIA EIA BACCALA'" SVEGLIARSI E ARRIVARE ALLA CONCLUSIONE CHE ERA UNA SCELTA SBAGLIATA? E PER FINANZIARE POI QUALE CAPOLAVORO? E INFINE ACCORGERSI CHE IL CONTRIBUTO NEGATO AL DOCU-FILM SULL'ASSASSINIO DI REGENI, VIENE INVECE ELARGITO AD ALTRI DOCUMENTARI COME ‘’ALFREDO, IL RE DELLE FETTUCCINE’’…

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE...