canio mazzaro quadro basquiat rita rusic cecchi gori vittorio

QUI QUALCOSA NON QUADRO – CANIO MAZZARO, EX COMPAGNO E SOCIO DI DANIELA SANTANCHÈ, È INDAGATO DALLA PROCURA DI MILANO ANCHE PER RICICLAGGIO DI OPERE D’ARTE – AL CENTRO DEL CASO C’È “WINE OF BABYLON” DI BASQUIAT, QUADRO VALUTATO 20 MILIONI DI EURO. VITTORIO CECCHI GORI LO COMPRÒ A NEW YORK NEL 1998 PER 330 MILA DOLLARI, MA IL DIPINTO È FINITO POI AL CENTRO DI UNA COMPLESSA CONTESA A TRE, CON L'AVVOCATO DEL PRODUTTORE, GIOVANNI NAPPI, E L'EX MOGLIE, RITA RUSIC – MAZZARO, CHE DAL 2007 AL 2011 HA AVUTO UNA RELAZIONE SENTIMENTALE E D'AFFARI CON LA RUSIC, SECONDO TESTIMONI AVEVA PORTATO IL QUADRO A CASA SUA, MA… 

Thomas Mackinson per “il Fatto Quotidiano”

 

CANIO MAZZARO

Canio Mazzaro, ex compagno e socio di Daniela Santanchè, è indagato dalla Procura di Milano anche per riciclaggio di opere d’arte. E che opera: un Basquiat da 20 milioni che è ricercato dal Nucleo tutela patrimonio di Roma e dall’Interpol. Ecco a cosa davano la caccia i carabinieri quando, alle 6 del mattino del 15 giugno 2023, hanno fatto irruzione nella sua abitazione milanese di Corso Vercelli n. 34. Gli ultimi che l’han visto giurano che proprio lì stava. Ed è proprio in seguito alla denuncia di sparizione che il cellulare dell’ex manager, indagato già per reati fiscali, verrà sequestrato, con tutto quel che ne consegue.

 

Wine of Babylon di Jean-Michel Basquiat

La ministra è stata archiviata a gennaio, per lui è appena partito il processo. Il quadro sparito è il monumentale Wine of Babylon di Basquiat del 1984, che Vittorio Cecchi Gori comprò a New York nel 1998 per 330 mila dollari poi finito al centro di un’irriducibile contesa atre. Nel 2010 Cecchi Gori, rincorso da debiti efallimenti, lo cede con scrittura privata al suo storico avvocato Giovanni Nappi a titolo di corrispettivo per compensi professionali che non aveva altro modo di onorare.

 

Al momento del ritiro nell ’attico di Roma in via Platone 52, di fronte al legale si para però l’ex moglie di lui, Rita Ruzic: “Non lo avrai mai e poi mai”. Il quadro sparisce, Canio Mazzaro finisce indagato. Ecco come è andata.

 

Per la sparizione Cecchi Gori denuncia l’ex moglie per appropriazione indebita, mail Tribunale penale di Roma nel 2014 la assolve perché tra coniugi il fatto non costituisce reato. Dopo anni di contenziosi, anche uno negli Usa con la G&G, società costituita ad hoc per poter agire contro la Rusic, si conclude in un nulla di fatto, perché la Corte di Los Angeles dichiara prescritta l’azione.

 

daniela santanche e canio mazzaro

IL 24 DICEMBRE 2017, Cecchi Gori viene portato all’Ospedale Gemelli di Roma per un malore, dove rimane per circa tre mesi. Al suo rientro in casa in via Monti Parioli n. 9, in quell’attico che fu dei genitori, nella primavera del 2018 avviene un incontro in cui partecipano Gori, la Rusic, l’avvocato di quest ’ultima Carlo Arnulfo e l’avvoca to Nappi: chi aveva l’opera contesa pretende per il suo “rinvenimento” il75% del suo valore. Anche in questo caso, la storia si conclude con un nulla di fatto.

 

vittorio cecchi gori rita rusic 60

Il 28 dicembre 2018, Cecchi Gori cita in giudizio il suo avvocato per ottenere la nullità dell’atto di cessione dell’opera e (forse) consentire a chi lo deteneva di essere legittimato a farlo, forse in accordo tra loro e in barba all’avvocato. Dopo sei anni di causa, nel 2024 il Tribunale civile di Roma dà torto a Cecchi Gori e ragione all’avvocato Nappi, accertando e confermando la proprietà dell’opera in capo a quest ’ultimo. Nelle more del giudizio, nel 2020 Nappi aveva ottenuto anche il decreto ingiuntivo esecutivo di consegna dell’opera.

 

Cecchi Gori si era opposto, ma il Tribunale di Roma – sempre nel 2024 – gli dà ancora torto, confermando definitivamente la proprietà del quadro: è dell’avvocato. Nonostante l’atto di proprietà e a questo punto due sentenze lo confermino, Nappi ha però scarse possibilità di rivederlo, a meno che i Carabinieri ai quali ne ha denunciato la scomparsa non riescano a rintracciarlo. Ed è qui che entra in scena Canio Mazzaro, ex compagno della Santanchè, che abbiamo provato a contattare ieri, ma ha riattaccato e risposto via Whatsapp che non aveva campo per rispondere.

 

vittorio cecchi gori con rita rusic

Dal 2007 al 2011 Canio Mazzaro aveva avuto una relazione con la Rusic che si riproporrà nel tempo. Una relazione anche d’affari. È stato scritto molto della “guerra per l’attico” del quarto piano, dove viveva Cecchi Gori, vinta dall’attrice. In realtà non è così: quell’immobi le era stato assegnato in sede di separazione al produttore con gli arredi, e lì c’era il Basquiat conteso.

 

Dopodiché, non abitandolo, la ex moglie ne avrebbe preso l’arbitra rio possesso, approfittando dell’ascensore comunicante tra i due piani, “già prevedendo quel che da lì a breve sarebbe successo”, dice l’avvocato Nappi. Il terzo piano assegnato alla Rusic dal Tribunale, molto più grande con giardino pensile e tanto di piscina a sfioro con vista su tutta Roma, èinvece finito all’asta nel 2001. Con piglio da immobiliarista navigata, la Rusic riesce ad aggiudicardit per farle avere un mutuo sui restanti 2.550.000 euro.

 

CANIO MAZZARO

Una volta suo, Rusic conferisce la proprietà a una società inglese neocostituita in data 22.07.09, la Platone Limited (100% quote Rita Ruzic). Dichiarando il valore lordo e non più netto dell’immobile, il capitale sociale vola a 7 milioni di euro e appena otto giorni dopo, la titolare vende le quote sociali, pari all ’ultimo importo, alla Lone Srl, società del figlio dell’imprenditore Francesco Caltagirone Bellavista, suo ex amante, costituita giusto cinque giorni prima dell’operazio ne, con 10 mila euro di capitale sociale. La Rusic realizza così una plusvalenza di 4 milioni di euro, senzadichiararlatale.

 

Di certo non la dichiara a Canio Mazzaro che appena lo scopre le pianta non una ma due cause, a Roma e a Milano, per riavere indietro i soldi prestati e la “cointeressenza della plusvalenza realizzata” grazie alla sua intercessione. Uno dei giudizi viene abbandonato, l’altro si chiude con un accordo transattivo di cui non si sa nulla. E cosa c’entra il quadro?

 

RITA RUSIC VITTORIO CECCHI GORI

NEL 2016 UNA TESTIMONE oculare giura di aver visto l’opera ricercata nell ’abitazione dell’ex compagno della Santanchè aMilano, in Corso Vercelli. Almeno altri due testimoni confermeranno che era lì negli anni successivi, avvalorando così il sospetto che Canio Mazzaro la detenesse come una sorta di pegno a garanzia dei soldi dovuti dalla Rusic. Quando alle 6 del mattino del 15 giugno 2023 i carabinieri fanno il blitz, il quadro però non si trova.

 

La storia è ben lontana dall’epilogo. Ieri la Corte di Appello di Roma ha emesso un’ordinanza che concede la sospensione del solo pagamento delle spese legali di soccombenza del produttore nei confronti dell’ex avvocato, tenendo però fermo il principio per cui la proprietà spetta a Nappi. Che però ha sempre meno speranze di riaverlo.

 

“Un quadro di cm 218,4 per 172,7 – dice – non sparisce così, non lo porti via sottobraccio ed è impossibile che nessuno sappia almeno qualcosa di dove oggi sia collocato”. Per questo ha messo una taglia, una ricompensa da 1 milione a chi fornisse informazioni utili a rintracciarlo. Chi lo ha è avvisato.

VITTORIO CECCHI GORI RITA RUSICcanio mazzaro

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…