scarano nattino

LA CANTATA DEL MONSIGNORE – È STATO NUNZIO SCARANO, FINITO SOTTO INCHIESTA PER RICICLAGGIO, AD ACCUSARE PER PRIMO IL BANCHIERE NATTINO – “FECE UN’OPERAZIONE DI AGGIOTAGGIO SUI TITOLI DELLA SUA BANCA, LA FINNAT, DELLA QUALE SI PARLAVA NEI CORRIDOI DEL VATICANO”

nunzio scarano vescovo nunzio scarano vescovo

Fiorenza Sarzanini per “Il Corriere della Sera

 

Ha utilizzato i conti aperti presso l’Apsa, l’ente che amministra il patrimonio vaticano, per effettuare «investimenti e negoziazioni che potrebbero costituire attività fraudolenta». Obiettivo: «Influire sul prezzo di titoli negoziabili sul pubblico mercato investendo risorse che potrebbero provenire o essere state alimentate da proventi illeciti». È pesante l’accusa mossa dalle autorità della Santa Sede a Giampiero Nattino, il presidente della Banca Finnat, indagato di riciclaggio e insider trading.

 

Anche perché conferma come all’interno delle strutture ecclesiastiche anche i «laici» abbiano potuto utilizzare i depositi per scopi ritenuti illeciti. Le autorità italiane hanno già accettato di collaborare con l’ufficio del promotore di giustizia e accettare la richiesta di rogatoria. E ieri mattina gli investigatori del Nucleo valutario della Guardia di Finanza si sono presentati negli uffici dell’istituto di credito per acquisire la documentazione relativa a tutte le operazioni «sospette».

SCARANO B SCARANO B

 

L’ennesimo scandalo finanziario coinvolge dunque una delle strutture strategiche per l’economia del Vaticano, ma potrebbe arrivare anche allo Ior dove Nattino aveva un altro conto corrente.

 

L’accusa del monsignore

Il primo a rivelare pubblicamente i retroscena dei rapporti tra il banchiere e le gerarchie ecclesiastiche era stato monsignor Nunzio Scarano, finito sotto inchiesta proprio per l’accusa di aver riciclato soldi di imprenditori al termine di indagini condotte proprio dagli specialisti del Valutario. In uno degli interrogatori il prelato racconta:

 

«Nattino aveva un conto all’Apsa (poi chiuso) e un figlio di Luigi Mennini (ex dirigente Ior coinvolto nel crac Sindona, ndr ) lavorava nella banca da lui diretta. Fece un’operazione di aggiotaggio di cui si parlava nei corridoi e che riguardava titoli della sua banca che subivano oscillazioni e che venivano comprati e venduti, di fatto, sotto mentite spoglie. A quanto ricordo i titoli erano stati fatti artatamente scendere di valore e Nattino li riacquistò al momento giusto senza apparire e servendosi dello schermo dell’Apsa».

LA GUARDIA DI FINANZA ACCOMPANGA MONSIGNOR SCARANO DOPO LARRESTO jpegLA GUARDIA DI FINANZA ACCOMPANGA MONSIGNOR SCARANO DOPO LARRESTO jpeg

 

Circostanze che evidentemente sono state ritenute attendibili dagli inquirenti della Santa Sede.

 

Movimentazione di somme

Nella richiesta di assistenza giudiziaria all’Italia il promotore Gian Piero Milano sottolinea come «nella condotta del signor Nattino sono ravvisabili movimentazioni di ingenti somme di denaro eseguite attraverso attività finanziarie detenute nella città del Vaticano e aventi a oggetto la negoziazione in Italia di strumenti finanziari o la sottoscrizione di titoli oggetto di offerte pubbliche e relativi a emittenti facenti capo alla famiglia Nattino».

 

GIANPIERO NATTINO PAOLO SCARONI GIANPIERO NATTINO PAOLO SCARONI

Una parte degli accertamenti è già stata svolta perché «il 12 marzo scorso è stata sequestrata l’intera documentazione relativa al conto e dal materiale acquisito è emerso che alcune movimentazioni hanno come origine l’Italia dove dovrebbero essere accesi altri conti a lui intestati». Ma adesso si va avanti con «indagini dirette ad accertare la sua responsabilità, nonché quella di altre persone al momento non identificate che potrebbero aver concorso nel reato agevolandolo».

hpa22 lifonti veltroni nattinohpa22 lifonti veltroni nattino

 

Verifiche sui computer

Sono numerosi i filoni di inchiesta che riguardano quanto avvenuto all’interno della Santa Sede. La procura di Roma ha ordinato il sequestro del computer del marito di Francesca Chaouqui - accusata di essere uno dei “corvi” - e lo sottoporrà a perizia per “ricostruire” le intrusioni informatiche che avrebbe compiuto per reperire materiale da utilizzare per i ricatti. Attività illecite contestate dai pubblici ministeri di Roma, costate a entrambi e all’ex funzionario di palazzo Chigi Mario Benotti l’accusa di associazione per delinquere finalizzata. Tutti e tre hanno chiesto di essere interrogati dai pubblici ministeri.

corrado lanino  francesca immacolata chaouquicorrado lanino francesca immacolata chaouqui

 

Appuntamento rinviato al termine delle verifiche tecniche affidate ai periti scelti dalla procura di Roma.

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