cardinale matteo zuppi

“CASARINI È CAMBIATO, PERCHE' NON DARGLI FIDUCIA?” – IL CARDINALE  ZUPPI SI “CONFESSA” AD ALDO CAZZULLO E PARLA DEI FINANZIAMENTI DELLE DIOCESI ALL'EX NO GLOBAL LUCA CASARINI, INDAGATO PER FAVOREGGIAMENTO DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA: “HA PRESENTATO TUTTI I RENDICONTI. SE LE ONG SONO COMPLICI DEGLI SCAFISTI, ALLORA LO SONO TUTTI QUELLI CHE SALVANO I PROFUGHI IN MARE” – SULLA MISSIONE PAPALE PER L'UCRAINA: “LA CINA PUÒ GIOCARE UN RUOLO DECISIVO” – SULLA BENEDIZIONE ALLE COPPIE GAY: “LA CHIESA NON È FATTA DI ANGELI, DI PURI” –  E POI, IL PADRE CHE LO PICCHIAVA CON LA CINGHIA, IL PRESEPE CHE “NON PUÒ ESSERE IMPOSTO PER LEGGE” E… 

Estratto dell’articolo di Aldo Cazzullo per il “Corriere della Sera”

 

Eminenza?

matteo maria zuppi foto di bacco (4)

«Don Matteo. Anche mio padre, da quando sono diventato prete, mi ha sempre chiamato così».

 

Don Matteo Zuppi, qual è il suo primo ricordo?

«A quattro anni avevo inghiottito il pezzo seghettato di un interruttore. Ricordo l’angoscia di mio padre: temeva per la mia vita, e aspettò trepidante che lo espellessi. Lo portò sempre con sé, come l’ex voto di una grazia ricevuta».

 

Chi era suo padre?

«Un giornalista. Direttore dell’edizione domenicale dell’Osservatore Romano, quella divulgativa: grandi fotografie, linguaggio semplice e diretto. Gliel’aveva affidata Montini, nel 1946. Papà era del 1909, suo padre Raffaele del 1863: di cognome si chiamava Zuppa, poi cambiato in Zuppi. Generazioni antiche. I figli si picchiavano con la cinghia».

 

CARDINAL ZUPPI PAPA BERGOGLIO

Suo papà la picchiava con la cinghia?

«Controvoglia, a malincuore. Lo sentiva come un dovere: per la mentalità dell’epoca, non sarebbe stato un buon padre se non l’avesse fatto. In realtà era una persona buonissima.

Noi figli eravamo cinque discoli: Giovanni, Cecilia, Luca, Marco. Io sono il quinto, poi arrivò un altro maschio, ma gli evangelisti erano finiti. Così fu chiamato Paolo».

 

Sua madre Carla era la nipote del cardinale Carlo Confalonieri, vero?

«Era figlia di una sua sorella. Ma lo zio era l’opposto del nepotista: “Non voglio parenti in Vaticano” diceva. Quando andavamo a trovarlo ci inginocchiavamo a baciargli l’anello, gli davamo del lei. Era un brianzolo austero, severo. Il suo Papa era Pio XI, “chinati al bacio della sacra pantofola!”». [...]

 

Lei quando scoprì la vocazione?

luca casarini

«Verso i ventidue anni. Nel 1971 avevo incontrato la Comunità di Sant’Egidio, il suo fondatore Andrea Riccardi. Amicizia, preghiera, poveri. Le borgate romane erano poverissime. La marrana di Primavalle, il cinodromo, il dilagare della droga: un pugno nello stomaco. Prima ero attratto dalle messe beat, comunitarie e affascinanti per un adolescente anni ’60: batteria, basso, chitarra. A Bologna ho scoperto che Luca Carboni ha cominciato così».

 

Com’è oggi la Chiesa?

«La Chiesa sta cambiando rapidamente. Carlin Petrini mi ha raccontato della Bra della sua giovinezza: ogni cento metri c’era un prete. È un mondo che sta finendo. I ragazzi arrivano fino alla cresima, poi non li vediamo più, e non c’è più davvero un prete “per chiacchierar”. Dobbiamo ritrovare i legami, i contatti umani, le relazioni. Dobbiamo unire umanesimo ed evangelizzazione».

 

panorama - i finanziamenti dei vescovi a luca casarini

Pupi Avati dice che la Chiesa rischia di non sapere parlare del Vangelo, di ridursi a una Ong e i preti assistenti sociali.

«Il Vangelo non è un distillato di verità. Il Vangelo è legato alla vita, all’umanità, all’incontro. Non dobbiamo aver paura di contaminare la verità con la vita, perché nell’amore per il nostro prossimo troveremo la verità, che è Gesù. La verità si perde come il sapore del sale quando non si unisce alla vita. Negli occhi degli altri vedremo gli occhi di Dio. La Chiesa non potrà diventare una Ong perché i poveri sono i nostri fratelli: li amo, non ci faccio mica “volontariato”! E l’amore della Chiesa è quello di Gesù: senza misura, per tutti. Fai il bene per Gesù, o per gli altri, o per te stesso? Lo faccio perché scopro Gesù, scopro gli altri e scopro me stesso».

 

La fede è in crisi.

«L’individualismo la svuota o la rende inutile, distante. Invece non troviamo noi stessi senza rispondere alla sete che abbiamo dentro. L’individuo trova sé stesso quando si apre al prossimo, non quando cancella la fragilità, il limite, la morte. Non siamo un’isola, anche se super accessoriata! E poi la fede cristiana è fede, amore e anche per questo sacrificio, non un elisir di benessere. Coinvolge tutta la vita».

 

Cosa intende?

Matteo Zuppi al meeting di Rimini 2023

«Noi non crediamo solo nell’immortalità dell’anima; crediamo nella resurrezione dei corpi. Quando san Paolo parla agli ateniesi dell’immortalità dell’anima, lo ascoltano con interesse; quando parla della resurrezione della carne, lo prendono in giro, se ne vanno, gli dicono: di questo ci racconterai un’altra volta. Anche l’uomo moderno fa così. Ma noi non siamo un accidente; noi siamo tutt’uno con il corpo. Come canta De André? “Mi cercarono l’anima a forza di botte”. Non dobbiamo disincarnarci, ovattare il corpo come peccaminoso. Dobbiamo riconciliarci con noi stessi, capirne la grandezza e la bellezza».

 

[…]

 

luca casarini

Un anno fa la Chiesa ha perso papa Benedetto. Quanto era diverso da Francesco?

«Sono molto diversi gli stili. Ma questo è sempre successo: dopo Pio XII viene papa Giovanni, e il partito romano reagisce male, lo trova un semplicione, privo di autorevolezza, senza neanche la fisionomia del Pontefice. Invece Giovanni sorprende tutti con la sua immediatezza, la sua affettività; non parla ex cathedra, parla di sé, e inventa il Concilio. Al Concilio Ratzinger c’era, ne fu tra i protagonisti, e anche se i suoi avversari l’hanno accusato di aver tradito lo spirito conciliare, lui l’ha trasmesso a Francesco, come un passaggio di testimone».

 

Il papato di Ratzinger si è chiuso male.

MATTEO ZUPPI E PAPA BERGOGLIO

«Non la leggo così. Certo furono mesi difficili, tra uno svolazzare di corvi. Ma Benedetto ci disse di rimetterci in viaggio, di avere fede, di unire verità e amore per combattere la sporcizia e il relativismo. E Francesco si è messo in viaggio. Anche lui ha i suoi avversari che lo accusano di aver tradito».

 

Chi sono?

«Alcuni avversari del Papa mi ricordano gli gnostici, che riducevano Dio a entità e la fede a un salotto intelligente, senza esperienza umana. All’estremo opposto ci sono quelli convinti che la salvezza sia frutto solo delle nostre mani, come se la grazia non esistesse. In mezzo c’è il cristianesimo, la Chiesa che non contrappone mai la dimensione umana e quella spirituale».

 

In cosa c’è continuità tra Benedetto e Francesco?

il cardinale zuppi e il patriarca kirill a mosca

«Nella missione, nella scelta di parlare con tutti, portare tutti a casa, credere che il Vangelo abbia tanto da dire all’uomo moderno. E se gli omosessuali dicono: la Chiesa non ci capisce, non ci vuole, ci giudica, il Papa risponde: siete tutti figli. È molto diverso, però, dal dire: “Fate come vi pare”. Far sentire che ami, che sei prossimo, non vuol dire fai tutto bene o fai come ti pare, ma “sappi che questa è sempre casa tua”».

 

Benedire le coppie omosessuali non significa benedire i peccatori, quindi il peccato?

«Il problema è pastorale. Certe cose le puoi dire dopo che hai fatto sentire di nuovo a casa. Così sarà possibile imparare le regole — bellissime — di una casa da cui ci si era allontanati, che si pensa non capisca e che non viene capita. La Chiesa non è fatta di angeli, di puri.

INCONTRO ZELENSKY - ZUPPI - MEME BY VUKIC

 

Il mio predecessore, il cardinale Caffarra, era un sant’uomo, rigoroso, preoccupato che la gente non capisse con chiarezza il messaggio, e quindi voleva che il Papa dicesse come si fa, indicare le regole... La regola c’è, ma papa Francesco si raccomanda di renderla efficace nella diversità delle situazioni. La Chiesa comunica l’amore che spiega la regola e la rende viva e questo avviene ristabilendo un rapporto con tutti. Il mondo non è bianco e nero e richiede ascolto, discernimento, accoglienza. Qualcuno può pensare: così perdi la verità».

 

Invece?

«Invece no, così la riscopri: vivendo, incontrando, parlando di Gesù. E scopri che il cristianesimo ha radici più profonde di quello che pensi. L’altra sera mi hanno invitato a una festa di Rifondazione, sono venuti in tanti a chiedermi una foto, “così poi la mando a mia mamma...”».

 

matteo maria zuppi foto di bacco (1)

I progressisti però accusano il Papa di non aver fatto le riforme. Ad esempio, non ha consentito ai preti di sposarsi, o almeno agli sposati di fare i preti.

«I preti sposati li abbiamo già. Sono i cattolici orientali, in Romania, in Ucraina, anche qui nel nostro Paese: a Rossano in Calabria, a Piana degli Albanesi in Sicilia. Sulla questione dei “viri probati”, emersa durante il Sinodo sull’Amazzonia, il Papa ha ricordato che è lo Spirito ad agire, non la pressione dell’opinione pubblica. Tanta gente è pronta ad attaccarlo, ma così offende il dono più santo che c’è, la comunione. E la Chiesa non deve perdere mai la comunione».

 

C’è un rischio di scisma? Dei progressisti o dei conservatori?

«Penso e spero di no. Il divisore, il diavolo, fa sempre il suo mestiere, e ci riesce ancora di più quando fa credere di difendere così il giusto. Non cadiamo nell’errore della polarizzazione. C’è grande impegno da parte di tutti per difendere la comunione attorno al Papa. Dopo il Concilio ci fu lo scisma di una fazione conservatrice, quella di Lefebvre. Addolorò molto Paolo VI. La comunione però non è un regolamento di condominio; è ricordarsi che tutti serviamo l’unico maestro che ci ha affidato a una Madre che non dobbiamo mai offendere».

 

[…]

 

cardinale matteo zuppi

Bergoglio ha incaricato lei di fermare la guerra in Ucraina.

«Qualcosa si muove. Sono stato a Kiev e a Mosca. Sono stato a Washington e a Pechino. Sia i russi sia gli ucraini hanno riconosciuto il ruolo della Santa Sede. I nunzi nelle due capitali stanno facendo un lavoro egregio. Certo, vorremmo molti più risultati sul ritorno dei bambini. Non perderemo nessuna opportunità per farlo. Non è possibile che oltre alle armi non ci sia altro per sconfiggere la guerra».

 

Senza le armi dell’Occidente, l’Ucraina perde la guerra e Putin la vince.

«Dobbiamo uscire dalla logica della vittoria militare come unica possibilità e del dialogo come resa. Non è ingenuo credere che le guerre trovano una pace giusta solo con il dialogo! La Santa Sede è per il coinvolgimento della comunità internazionale, che è il terzo attore e che può e deve fare molto per trovare e garantire soluzioni adatte».

 

Il modello è il Mozambico?

«Non c’è un modello. Serve una pace, se necessario creativa, come fu per il Mozambico dove furono coinvolti soggetti diversi. Ci sono diverse soluzioni. Per la Corea si individuò un parallelo come linea di separazione».

cardinale matteo maria zuppi alessandro masi foto di bacco

 

Il Papa è stato accusato di equidistanza in Ucraina, e di essere schierato con i palestinesi a Gaza.

«Sull’Ucraina, il Papa ha sempre distinto con chiarezza tra aggressore e aggredito. Nella guerra di Gaza è vicino a entrambi i popoli. Ha condannato il crimine del 7 ottobre, come ha fatto con la guerra nella Striscia che ha già causato migliaia di morti innocenti. Francesco condanna Hamas e difende le vittime innocenti di Gaza. Cos’altro può fare il Papa?».

 

E la Cina, dove lei è stato?

«La Cina è una grande e indispensabile risorsa. E può certamente aiutare a trovare la pace in Ucraina».

 

Casarini vi ha imbrogliati?

«Casarini ha dato querela ai suoi accusatori. Vedremo come va a finire. Alcune diocesi hanno aiutato la sua Ong, in misura peraltro molto limitata in confronto al bilancio dell’associazione. Lui ha presentato tutti i rendiconti.

Nel nostro mare affogano migliaia di donne e neonati, e il problema secondo lei è Casarini?».

 

CARDINALE MATTEO ZUPPI BERGOGLIO

Casarini è l’uomo delle tute bianche, del G8 di Genova.

«Lui è cambiato, fa delle cose per la vita, perché non dargli fiducia? Non per questo siamo ingenui».

 

Dalle intercettazioni non sembra la meritasse.

«La querela che ha presentato è esattamente per questo. A me resta sempre da capire per quale motivo le intercettazioni sono pubblicate, e perché quelle parti e non altre. La magistratura farà chiarezza. Alle diocesi coinvolte fanno fede gli impegni presi e rispettati».

 

zelensky cardinale zuppi

Resta il rischio che con i soldi delle donazioni le Ong alimentino il traffico di esseri umani.

«Se le Ong sono complici degli scafisti, allora lo sono tutti quelli che salvano i profughi in mare, a iniziare dalla Guardia Costiera che compie il 95 per cento dei salvataggi. Guai a criminalizzare l’umanitario! Se ci fossero responsabilità o connivenze, è bene che siano condannate. Altrimenti cercherei e indicherei i veri scafisti, come ha sempre fatto il nostro giornale, Avvenire, con grande coraggio».

 

Sui migranti il Papa non ha perso la sintonia con l’opinione pubblica?

matteo zuppi

«I cristiani — ma direi tutte le persone — devono fare il possibile per salvare le vite umane. Un solo morto in mare è una sconfitta per tutti. Che prezzo ha? Poi piangiamo come per Aylan e non facciamo nulla? Francesco non ha mai detto: dovete accogliere tutti. Ha detto: gestite il fenomeno, ma non nei lager, come in Libia, o neanche in centri di raccolta dove restano anni senza fare nulla. Il fenomeno va gestito aiutando sia a partire con i corridoi umanitari, sia a restare: motivo per cui la Chiesa italiana investe 80 milioni l’anno per progetti di sviluppo in Africa».

 

il cardinale matteo maria zuppi e bruno vespa a cinque minuti

Che Natale sarà?

«Un Natale vero. Capiamo di più l’importanza della luce quando siamo nell’oscurità. Siamo confrontati con tanta disumanità, violenza, con la forza del male che sgomenta. Questi non sono fuori di noi e fuori del mondo, ma dentro. Ecco perché è grande il Natale: Dio viene a lottare contro la morte regalando se stesso, facendosi solo amore».

 

Nel suo libro lei racconta del ragazzo di Haiti che dopo il disastroso terremoto le chiede come Dio abbia potuto permetterlo. Lei cosa ha risposto?

 

«Che Dio soffre con loro, con noi. Noi cristiani siamo un po’ viziati nella relazione con Dio. Gli ebrei non osano pronunciarne il nome, i musulmani sono sottomessi. Noi abbiamo Gesù, che fa e ci chiede di fare come Lui, perché così troviamo noi stessi: imparando l’arte di amare, quella che ci rende uomini e figli di Dio come siamo. Occhio, sempre peccatori. Tutti. Ma amati».

 

Ma il presepe si può imporre per legge?

il cardinale matteo maria zuppi a cinque minuti 5

«Non vorrei che il presepe, che è bellissimo e umanissimo così com’è, pieno di umano e divino e che è già per tutti, diventasse antipatico e divisivo. A volte con la giusta preoccupazione dell’accoglienza pensiamo che questa significhi nascondere la storia, i tratti della nostra casa. No. Accoglienza è vivere l’umanesimo della nostra casa, che tanto è frutto proprio di quel mistero di amore che è Cristo. L’umanissimo Dio che ci rende umani».

Matteo Zuppi al meeting di Rimini 2023 matteo zuppi 1matteo maria zuppi 2matteo zuppiKRAJEWSKIJ cardinale matteo zuppi

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…