carlo fuortes

LA PORTI UN FUORTES A FIRENZE - CHIUSA LA PAGINA A DIR POCO INCRESCIOSA DEL TEATRO SAN CARLO, ANNO NUOVO E VITA NUOVA PER CARLO FUORTES: A GENNAIO IL MINISTRO SANGIULIANO NOMINERA' L'EX SOVRINTENDENTE DEL TEATRO DELL'OPERA DI ROMA ED AD DELLA RAI SOVRINTENDENTE DEL TEATRO DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO, 100 ANNI DI STORIA DA RILANCIARE E RICOSTRUIRE, DOPO CHE IL COMMISSARIO NINNI CUTAIA HA RIMESSO IN SESTO UN BILANCIO IN PROFONDO ROSSO...

Ilaria Ciuti per https://www.thedotcultura.it

 

carlo fuortes

Bomba al Maggio musicale fiorentino dove i terremoti sembra non finiscano mai.  Arriva  Carlo Fuortes, l’ex manager e economista della cultura di grande fama, ex sovrintendente dell’Opera di  Roma nominato dall’allora ministro della cultura Dario Franceschini e  ex sovrintendente  della Rai, anche lì voluto sempre dal governo di centro sinistra e indigesto al  governo di centro destra che a lungo ha tentato invano di liberarsene, restando Fuortes saldo sulle sue posizioni.

 

gennaro sangiuliano

Fin tanto che il nuovo ministro della cultura Gennaro Sangiuliano offre a Meloni la soluzione con una legge, praticamente  ad hoc, sull’obbligatorietà della pensione a 70  anni anche per i sovrintendenti stranieri che manda a casa quello del San Carlo di Napoli, Stéphane Lissner,  e lascia la prestigiosa poltrona a Fuortes, la cui cacciata dalla Rai si trasforma così in brillante trasferimento. Salvo naufragare immediatamente con il ritorno in sella del sovrintendente francese che fa ricorso in tribunale e ottiene  ragione. Fuortes rimane sospeso per aria, fuori da tutto

 

ALEXANDER PEREIRA

Bene, ora l’ex ad e attuale sovrintendente mancato, dunque un pasticciaccio per il governo, potrebbe venire nominato a Firenze come sovrintendente  del Maggio dopo che il teatro è stato  ripreso per i capelli  dall’orlo del fallimento cui lo  aveva condotto la disastrosa gestione  dell’ultimo sovrintendente della Fondazione lirica fiorentina,  Alexander Pereira. Un salvataggio operato dal commissario nominato dal governo, Ninni Cutaia,  sostenuto dal contributo straordinario di 7 milioni dai soci pubblici del teatro (governo, Regione, Comune, Città metropolitana), Banca Intesa  e Fondazione Cassa di Risparmio.

 

NINNI CUTAIA.j

Non è ufficiale, ma le voci corrono, sono assai autorevoli e dicono che Sangiuliano abbia già deciso. Anche se non sarà così semplice perché prima dovrà essere nominato il nuovo consiglio di indirizzo.  La nomina di Fuortes sarebbe in sé e per sé di valore, era stata auspicata in un primo momento dopo che  Pereira era stato costretto alle dimissioni ma era stato Fuortes stesso a mostrarsi indisponibile, deciso a restare in Rai o andare alla  Scala, dove però il posto non era ancora libero, o al San Carlo dove poi però la cosa è andata come è andata.

 

carlo fuortes foto di bacco (2)

E adesso l’eventuale nomina a Firenze porta lo scompiglio al Maggio che aveva appena ritrovato un po’ di tranquillità. Il cambio di passo,  sempre secondo le voci autorevoli, avverrebbe prestissimo, addirittura entro gennaio quando lo stesso ministero della cultura interromperebbe anzi tempo la proroga dei sei mesi aggiuntivi  dati al commissariamento di Cutaia fino a marzo 2024.

 

 E dopo  aver lasciato  presagire per il medesimo un quasi certo futuro da sovrintendente, tanto è vero che Cutaia aveva appena inaugurato il nuovo logo della Fondazione, operazione  mai fatta prima da un commissario, ma di solito dai sovrintendenti, vedi, appunto Fuortes  all’Opera di Roma.  Lo aveva fatto dopo che lo stesso sottosegretario della cultura, Gianmarco Mazzi, aveva detto che il lavoro di Cutaia funzionava e che avrebbe potuto diventare sovrintendente.

 

gianmarco mazzi foto di bacco

Adesso, non il nome di tutto rispetto di Fuortes, ma la nuova capriola porta lo scompiglio in teatro che vive da troppo tempo nell’incertezza . Perlomeno ai piani dirigenziali, gli altri ancora non ne sanno niente. E divide un teatro che  si era appena sentito riunificato dopo le tensioni i dell’era Pereira.

 

Chi, la  minoranza, era stato per Pereira e ama i nomi dal grande rimbalzo è contento . La maggioranza a questo punto no, anzi, vista l’esperienza con il “grande” Alexander , teme che i nomi noti  siano ispirati di nuovo da un desiderio sconsiderato di grandeur: magari, invece, appena poi la Scala si libera Fuortes ci va confermando quello che ormai sembra l’acquisito ruolo di Firenze come terra di sperimentazioni.

 

carlo fuortes foto di bacco

Sono preoccupati, hanno conosciuto il commissario Cutaia, ci hanno collaborato proficuamente, si erano convinti di una continuità,  si domandano  perché un ministro di destra, cui  riconoscono di avere positivamente superato una crisi nata in tempi e in città di sinistra, adesso cacci l’uomo da lui stesso nominato per sostituirlo con un altro che di nuovo proviene dalle preferenze del centro sinistra. Non sarà per due questioni che poco hanno a che vedere con il desiderio del bene del teatro?, si  domandano.  Una,  dicono di sospettare, per liberarsi del Maggio, sfilarsi da ogni responsabilità e eventuale sostegno e dire ora pensateci voi.

 

teatro san carlo di napoli

L’altra, e forse quella  decisiva, per togliersi di mano la patata bollente di un Fuortes sovrintendente virtuale al San Carlo dove in poltrona è Lissner  e due volte cacciato: dalla Rai e da Napoli. La  maggioranza dei dipendenti del Maggio, non si preoccupano del nome di Fuortes, niente contro di lui ma molto contro un metodo che temono possa di nuovo  agitare le acque e rompere la sospirata continuità dopo gli ultimi anni di sovrintendenti continuamene saltati.

 

carlo fuortes foto di bacco

Cutaia, si sottolinea,  ha portato il Maggio fuori delle secche sulla base di un accordo che gli ha valso il contributo pubblico di salvataggio sulla base di un programma triennale i cui capisaldi sono stati tutti realizzati: dal ripreso contatto con la città e il pubblico che torna,  l’operazione  simpatia, la  riduzione del costo dei biglietti, i ponti gettati con le altre istituzioni musicali fiorentine, la programmazione in largo anticipo e a lungo termine che è quasi terminata quella, 2025 compreso, l’attenzione e ai conti.

 

A chi obietta  che Fuortes  è più uomo di spettacolo di Cutaia, si obietta che, in maniera pur diversa, sono ambedue uomini di gestione, Fuortes e Cutaia.E se il primo si metterebbe sicuramente al fianco un direttore artistico non escluso lo stesso Alessio Vlad che ha avuto all’Opera e che ora è a Parma,  anche  il secondo lo farebbe scegliendo magari lo stesso nome.

alessio vlad foto di bacco

 

Né pare che l’ipotesi Fuortes sia l’unica a insidiare le certezze di continuità finora sorte in teatro. La fine del commissariamento che venga a gennaio o a marzo eccita molti deisderi. Si parla già della richiesta di venire a Firenze fatta dal sovrintendnete del lirico di Cagliari, NIcola Colabianchi che è un sostenitore di Fratelli d’Italia fin dagli albori e legato alla Meloni.

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