carminati

ER CECATO SECRETS - CARMINATI PEDINATO DAGLI 007 FINO AL 2003 MA IL DOSSIER E’ RIMASTO 12 ANNI NEI CASSETTI DEI SERVIZI - IL PROCURATORE PIGNATONE: “NESSUNA PROVA DI RAPPORTI ATTUALI CON L’INTELLIGENCE''

Valeria Pacelli per il “Fatto Quotidiano”

MASSIMO CARMINATI MASSIMO CARMINATI

 

Per dodici anni, i servizi segreti hanno custodito un dossier su Massimo Carminati, l’ex Nar ritenuto dai magistrati romani capo di Mafia Capitale e ora detenuto al 41 bis. Fino al 2003 gli 007 dell’allora Sismi (oggi Aise) hanno pedinato “Il Cecato” per poi allegare tutto in un fascicolo di 30 pagine, come ha rivelato ieri Il Messaggero.

 

Il quotidiano si chiede se il dossier fosse stato inviato all’autorità giudiziaria. In realtà fino a dicembre scorso la Procura di Roma non aveva mai ricevuto niente. Dopo la prima retata dell’inchiesta Mafia Capitale è arrivato a Piazzale Clodio. Forse era il caso di liberarsi di un fascicolo scomodo e troppo datato.

 

arresto carminati arresto carminati

Nel dossier sarebbero finiti già 12 anni fa il benzinaio di via Cassia, le attività commerciali riconducibili a Carminati e l’uso abituale da parte dell’ex Nar di una Ferrari. Nulla di penalmente rilevante e forse per questo che non è stato consegnato prima ai magistrati. Bisognerebbe capire cosa ne hanno fatto al Sismi e le domande sono tante. Perché i pedinamenti si interrompono nel 2003? Cosa succede?

 

Carminati era forse un “collaboratore esterno” dei servizi, come sostengono voci prive di conferma, fino a quel momento? Mancano infatti “le prove di rapporti attuali” tra Carminati e gli 007, come ha spiegato il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone ieri davanti al comitato parlamentare di controllo (Copasir) che sta cercando di fare luce sulla faccenda e potrebbe convocare responsabili del Sismi dell’epoca.

 

MASSIMO CARMINATI DA GIOVANEMASSIMO CARMINATI DA GIOVANE

Riferimenti agli 007 tuttavia ci sono nell’ordinanza di arresto dicembre: Carminati si rapporta “in una posizione sovraordinata” anche “con esponenti dei servizi segreti”, scrive il gip. Non solo. Agli atti c’è anche una conversazione dove Carminati parla di viaggio in Libano, “ mandato da qualcuno dei servizi, a fare attività varie”, ha puntualizzato Pignatone a dicembre scorso.

 

L’intercettazione è del 20 maggio 2013. L’ex Nar si lascia andare, parla di un viaggio in Libano, annotano i Ros in un’informativa del luglio 2014, “tra il 1980 e i primi mesi del 1981, al fianco di altri appartenenti ai Nar, unitesi alle forze falangiste cristiano-maronite che prendevano parte al conflitto tra le forze filo-israeliane (alle quali esse appartenevano) e lo schieramento filo-palestinese”.

 

L’ex Nar aggiunge dettagli, dall’arrivo (“È bellissimo il Libano... noi quando semo arrivati... da Cipro...”), agli spostamenti (“Siamo andati al sud che ce stava, quando siamo dovuti scappare da Beirut, siamo andati all’enclave dove.. c’era un colonnello che lavorava per gli israeliani”). Poi, secondo i Ros, nell’espatrio sarebbe stato “agevolato da non meglio indicate coperture”.

MASSIMO CARMINATI NEGLI ANNI OTTANTAMASSIMO CARMINATI NEGLI ANNI OTTANTA

 

Carminati era lì per “una missione vera e propria in cui il gruppo ebbe a disimpegnare specifici compiti di carattere operativo; compiti di cui non emerge l’originatore né il rapporto sottostante, limitandosi l’indagato a evidenziare l’assenza di alcun ‘mandato tipo... ufficiale’”. Vicende lontane. Tuttavia i carabinieri pensavano di aver trovato i contatti con gli 007, quando durante le indagini hanno notato due persone che incontravano Carminati dal solito benzinaio, su un’auto del Viminale. Poi hanno scoperto che si trattava di due agenti di polizia. Nessuna prova, altrimenti che servizi segreti sarebbero? @PacelliValeria

massimo carminati massimo carminati L'Arresto dell'ex terrorista dei Nar, Massimo Carminati  L'Arresto dell'ex terrorista dei Nar, Massimo Carminati intercettazione carminati intercettazione carminati

 

Ultimi Dagoreport

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...