CARTA STRACCIA - IN CINQUE ANNI I GRANDI GRUPPI EDITORIALI ITALIANI HANNO PERSO 2 MILIARDI E 4.500 POSTI DI LAVORO - SOLO URBANO CAIRO HA ASSUNTO 26 PERSONE E FATTO UTILI, INSIEME ALL’ESPRESSO - DIMEZZATI GLI INVESTIMENTI - I DATI SONO DEL 2015

 

Da Adnkronos

 

EDICOLA EDICOLA

In cinque anni i principali gruppi editoriali italiani hanno accumulato perdite per 2 miliardi, ridotto il fatturato del 32,6% (-1,8 mld) e ridotto la forza lavoro di oltre 4.500 unità. E' il quadro a tinte drammatiche del Focus R&S sull'editoria elaborato dall'ufficio studi di Mediobanca. L'ultima edizione del rapporto prende in considerazione i nove gruppi più grandi dal punto di vista del fatturato: si tratta di Mondadori, Rcs, L'Espresso, Il Sole 24 Ore, Monrif, Caltagirone Editore, Itedi (ex Editrice La Stampa), Cairo Editore, Class Editori.

 

Il giro d'affari è passato dai 5,7 mld del 2011 ai 3,9 mld del 2015: la perdita più sostanziosa è stata nel primo biennio. Infatti, nei nove mesi del 2016, il calo del fatturato si riduce a -3,5% sul 2015 rispetto al -4,2% del 2015 sul 2014. Sulle perdite cumulate pesa Rcs, che ha fatto importanti svalutazioni: solo Cairo Editore e L'Espresso hanno prodotto utili sul fatturato.

GIORNALI QUOTIDIANI GIORNALI QUOTIDIANI

 

Il calo delle vendite (la diffusione dei quotidiani, ad esempio, è scesa del 33% nell'ultimo quinquennio) ha trascinato l'occupazione. Dai 17.645 dipendenti del 2011 si è passati ai 13.090 del 2015. I tagli più consistenti sono stati in Rcs (-2.228) e nel gruppo Il Sole 24 Ore (-726). Solo Cairo ha creato occupazione (+26 unità). Il calo nel 2015 è stato del 2,6% sul 2014.

 

Dal Focus R&S sull'editoria si evincono segnali di miglioramento per la redditività del settore editoria in Italia sia nel 2015 che nel 2016, soprattutto tenendo conto del nuovo scenario di consolidamento con l'operazione di fusione tra Espresso e Itedi (La Stampa e Secolo XIX) e quella di Cairo su Rcs. La redditività operativa, in particolare, resta inferiore a quella della manifattura italiana ma migliora nel 2015 rispetto al dato del 2014.

urbano cairo ops periodici cairourbano cairo ops periodici cairo

 

Il mon (margine operativo netto) è pari allo 0,1% sul fatturato "soprattutto per la forte azione di contenimento dei costi", ridotti del 33%, tra carta e personale, nel periodo 2011-2015 e dell'8,9% nel biennio 2015-2014. Nel 2015, la redditività è positiva per Cairo, Itedi, L'Espresso, Mondadori e Monrif che, messi insieme, vanno anche meglio della manifattura italiana (mon 4,6%).

urbano cairo ops  urbano cairo ops

 

Anche gli investimenti si sono più che dimezzati nell'ultimo quinquennio, passando dai 64 mld del 2011 ai 29 mld del 2015. In cinque anni, sono stati investiti 35 mld in meno (-55%).

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?