LA CASETTA IN CANADÀ DI LUSI - COI SOLDI DELLA MARGHERITA L’EX TESORIERE SI È FATTO UNA VILLA A TORONTO (VALORE 3 MILIONI DI DOLLARI)

1. LUSI: "VILLA DA 3 MLN DOLLARI SUO TESORO IN CANADA"
(ANSA) - Una villa da tre milioni di dollari, i cui lavori sono stati quasi ultimati: sarebbe questo, come riporta un'inchiesta del Corriere Canadese, il "tesoro" occultato in Canada da Luigi Lusi, l'ex tesoriere della Margherita sotto processo per aver sottratto soldi dei rimborsi elettorali che spettavano al partito. L'immobile, secondo gli accertamenti del giornale, risulta di proprietà della "Filor 627 Ltd, società amministrata dal cognato (di Lusi - ndr) Francesco Petricone, detto Frank".

La villa risulta inoltre disegnata dall'architetto Pina Petricone, sorella della moglie di Lusi, Giovanna, "che tra l'altro vive a pochi passi". Il Corriere Canadese scrive che "nessuno sa chi andrà ad abitare in questa casa", anche se non si esclude che possa diventare l'abitazione degli stessi coniugi Lusi. "La Margherita, con il Collegio dei Liquidatori e il Collegio dei Garanti, è impegnata per recuperare tutto ciò di cui si è illecitamente appropriato l'ex tesoriere Lusi, e per destinarlo allo Stato italiano, come deciso dall'Assemblea del partito", commenta la notizia l'Ufficio stampa della Margherita.

"Da oltre un anno - prosegue - ci stiamo battendo anche per far emergere quanto è stato trafugato in Canada. Secondo l'inchiesta del Corriere Canadese, il tesoro di Lusi in Canada esiste, eccome: solo la villa, in uno dei quartieri più lussuosi di Toronto, Casa Loma, varrebbe oltre 3 milioni di dollari".


2. «LUSI STA NASCONDENDO LA VILLA A TORONTO»
Mario Cagnetta per il "Corriere Canadese" - www.corriere.com

I lavori per la villa al 16 di Lyndhurst court nel quartiere di Casa Loma a Toronto non si sono mai fermati. E la casa sembra pronta per l'arrivo dei nuovi proprietari. Per chi se lo fosse dimenticato, stiamo parlando della villa di Luigi Lusi, l'ex tesoriere della Margherita sotto processo per appropriazione indebita e associazione a delinquere per aver sottratto soldi dei rimborsi elettorali che spettavano al partito. Ora, secondo i legali dell'ex partito, potrebbe farla franca, portando a casa un immobile da oltre 3 milioni di dollari.

Con i fondi sottratti Lusi si sarebbe costruito un cospicuo tesoro grazie a un complesso giro di smistamento tra società tra italiane e canadesi. Soldi che poi sono serviti per acquistare proprietà in Italia e anche in Canada tra cui c'è anche una villa nel quartiere di Casa Loma, uno dei più prestigiosi e lussuosi di tutta Toronto.

L'ex tesoriere in un'intervista pubblicata sul Fatto Quotidiano, giusto ieri, ha dichiarato che non esiste nessun un tesoro in Canada. Strano, perché proprio dai controlli effettuati dal Corriere Canadese nel registro della Provincia dell'Ontario, la villa in questione risulta ancora di proprietà della Filor 627 Ltd società amministrata dal cognato Francesco Petricone, detto Frank.

Quindi nulla è cambiato salvo il valore dell'immobile: il terreno infatti che era stato acquistato anni fa per una somma pari a 850mila dollari canadesi, ora comprensivo della villa in bella vista vale oltre 3 milioni di dollari secondo le stime di un agente immobiliare da noi contattato. Chi andrà ad abitare in questa casa nessuno lo sa. Si sa solo che questa lussuosa abitazione è stata disegnata dallo studio Giannone- Petricone, e precisamente dall'architetto Pina Petricone sorella della moglie di Lusi, Giovanna Petricone, che tra l'altro vive a pochi passi proprio su Lyndhurst Court. Quindi tutto tra parenti come nelle migliori famiglie...

Ed è proprio da qui che nascono i sospetti. Secondo l'avvocato della Margherita Titta Madia potrebbero infatti essere proprio i coniugi Lusi, una volta finite tutte le beghe giudiziarie, a sistemarsi in quella villa che viene definita dalla stessa Pina Petricone "una provocante abitazione per una residenza monofamiliare che dà sulla panoramica di Davenport a Toronto". «Quello che temiamo - afferma l'avvocato della Margherita Titta Madia - è che Lusi stia orchestrando tutta una serie di artifici per lasciare indenni i beni che possiede in Canada. Siamo molto preoccupati - ha continuato - anche perché non è stato ancora possibile accertare il suo patrimonio in Nord America».

Lusi, ex senatore della Repubblica italiana, secondo l'accusa avrebbe sottratto alle casse del partito i proventi dei rimborsi elettorali sfruttando il suo incarico di tesoriere. E poi li avrebbe fatti confluire in diversi conti intestati ad alcune società con sede in Canada per poi utilizzare lo scudo fiscale e far rientrare in Italia almeno in parte i capitali. Un patrimonio che, esclusi i beni canadesi, su cui è stato impossibile stabilire l'ammontare, supera i 20 milioni di euro.

La vicenda per mesi è stata al centro delle cronache nazionali e internazionali e Lusi per questo è stato arrestato e ha scontato un anno di carcere tra detenzione e arresti domiciliari. Buona parte di questo tesoro, come abbiamo detto, è stata confiscata ad eccezione di quella relativa al versante canadese. Sulla casa di Toronto è calato poi un silenzio quasi inspiegabile che paradossalmente ha permesso la prosecuzione dei lavori di costruzione in assoluta tranquillità.

«Per poter fare un'indagine è necessario chiedere una rogatoria internazionale e attivare tutti i canali diplomatici tra Italia e Canada - ha continuato Madia - E da quanto mi risulta non esiste un trattato di collaborazione internazionale tra Italia e Canada in materia giudiziaria». Ciò significa tempi lunghissimi per gli accertamenti. «Per non ritardare i tempi del processo, - ha proseguito Madia - si è preferito far differire la rogatoria per l'accertamento dei beni che sono nella disponibilità di Lusi in Canada a data da destinarsi ».

Lusi, attualmente, ha un processo in corso al tribunale di Roma per appropriazione indebita e associazione a delinquere. La sentenza è attesa per il prossimo febbraio. Sua moglie Giovanna ha invece già patteggiato a un anno con la condizionale. Da quanto risulta dai verbali è stata proprio lei a parlare di questa villa a Toronto. La questione però non si limita all'accertamento penale. Ma anche alla raccolta e soprattutto restituzione di tutti i beni sottratti in tutti questi anni. Su questo punto è in atto un braccio di ferro tra la corte dei Conti e la Margherita stessa.

I magistrati contabili ritengono infatti che i soldi sottratti appartengano allo Stato e non al partito. In base a questa conclusione, la Corte dei Conti sarebbe l'organo competente a raccogliere il maltolto in quanto denaro pubblico. La Margherita invece considera questo denaro come privato ed è pronta a chiedere il regolamento di giurisdizione alla Corte di Cassazione per stabilire se la competenza sia della Corte dei Conti o del giudice ordinario. Il partito, guidato allora da Francesco Rutelli, ha poi ribadito che tutti i proventi raccolti ritorneranno comunque allo Stato.

In sostanza, sarebbe dunque la stessa cosa se non fosse per il fatto che i legali della Margherita non si fidano dell'ex tesoriere e temono che possa far sparire alcune proprietà, soprattutto quelle in Canada. «Il primo obiettivo di Luigi Lusi è sottrarre alla Margherita questa possibilità di riavere indietro i soldi sottratti - ha continuato Madia - Il secondo è patteggiare davanti alla Corte dei Conti impedendo così di arrivare al sequestro di ulteriori beni sia in Italia che in Canada».

Al partito Lusi deve oltre 20 milioni di euro senza contare i suoi beni personali sui quali i legali della Margherita vorrebbero che si facesse chiarezza. «Se il patteggiamento verrà concesso, i suoi beni personali non saranno più aggredibili - ha aggiunto - Quindi Lusi la farebbe franca e si porterebbe a casa il suo bel villone di Toronto».

Proprio oggi è fissata la prima udienza davanti alla Corte dei Conti per l'accusa di danno erariale. Nel frattempo i lavori della villa su Lyndhurst Court proseguono in attesa di capire se il padrone sarà ancora Lusi o lo Stato come stanno chiedendo a gran voce milioni di italiani.


3. RIDARE I SOLDI AI LEGITTIMI PROPRIETARI: GLI ITALIANI
Mario Cagnetta per il "Corriere Canadese" - www.corriere.com

Nella casa al 16 di Lyndhurst court di Toronto sono persino arrivati i pinetti bonsai. Stanno davanti all'entrata della villa e hanno ancora il talloncino del fi orista. In questi giorni, i pinetti sono stati ricoperti dalla prima neve caduta con l'arrivare del freddo, compagno inseparabile dell'inverno canadese e arrivato giusto in tempo per il Natale. Tutto sembra pronto per l'arrivo del signore, del "sciur padrun" come dicono a Milano. Ed è proprio qui che nasce la nostra inchiesta che oggi pubblichiamo in esclusiva.

Un'indagine che a pensarci bene ricorda un po' la risposta che i carabinieri diedero a Mario Chiesa, socialista, nonché il primo arresto eccellente dell'inchiesta di Mani Pulite nel febbraio 1992. Chiesa allora era presidente del Pio Albergo Trivulzio e quando i carabinieri intervennero e lo arrestarono per togliergli dalle mani una tangente appena ricevuta, si ribellò dicendo "Questi soldi sono miei". Al che i carabinieri replicarono: "No, questi soldi sono nostri".

Il senso di questa battaglia sta proprio qui nel ridare questa casa ai legittimi proprietari. A noi non interessa interferire nel braccio di ferro tra Luigi Lusi e la Margherita. Quello lo lasciamo alla politica e al linguaggio politichese convinti che i cittadini italiani e gli italocanadesi non capirebbero. Probabilmente ci chiamrebbero per chiederci: Ma questa casa alla fi ne di chi è? E non ci importa nemmeno di stabilire se Lusi operava per conto proprio o guidato dal partito. Quello lo lasciamo ai magistrati. A noi interessa che i soldi sottratti dall'ex tesoriere della Margherita fi niscano nelle mani dei legittimi proprietari: ovvero gli italiani.

A quanto pare invece non solo su queste proprietà in Canada non è stata fatta chiarezza, ma da quello che oggi noi documentiamo risulta addirittura che i lavori nell'abitazione al 16 di Lyndhurst Court siano andati avanti come se una villa da oltre 3 milioni di dollari potesse passare nel dimenticatoio, alla pari dei giornali vecchi dentro mille scatoloni quando si fa pulizia nello scantinato di casa.

Questa villa invece esiste e in questi mesi sta diventando quella provocante residenza domestica di cui si vanta l'architetto Pina Petricone, sorella di Giovanna, la moglie di Lusi, nel suo curriculum pubblicato su Internet. A pensarci bene l'architetto si sbaglia di grosso nei termini: questa villa non è provocante, è provocatoria. Provocatoria, senza retorica, nei confronti dei milioni di italiani che stanno lottando per arrivare alla fi ne del mese e che forse adesso non hanno nemmeno i soldi per comprare l'albero di Natale.

Provocatoria per gli elettori della Margherita che si meritavano maggiore rispetto da un funzionario del loro partito. Provocatoria perché è stata fatta con dei soldi che non appartenevano né alla famiglia Lusi né alla famiglia Petricone nel senso più ampio del termine. Ha un bel dire Lusi quando dice che in Canada non c'è nessun tesoro nascosto. Ah sì? E questa villa da oltre tre milioni di dollari che cos'è?

Dai legali della Margherita abbiamo appreso che questa villa "provocatoria" rischia di restare nelle mani degli illegittimi proprietari, che da autentici provocatori stanno addirittura preparando le decorazioni natalizie con i pinetti davanti all'entrata di casa. Ma anche qui forse sono i termini a essere sbagliati. Chiamiamoli pure sfac

 

LA VILLA DI LUSI E PETRICONE A TORONTO FOTO CORRIERE CANADESE LUSI CON IL SUO AVVOCATO LUCA PETRUCCILUIGI LUSI IN SENATO IL GIORNO DEL VOTO SUL SUO ARRESTO jpegFRANCESCO RUTELLI IN SENATO IL GIORNO DEL VOTO SULLARRESTO DI LUIGI LUSI jpegluigi lusi LA VILLA DI LUSI E PETRICONE A TORONTO FOTO CORRIERE CANADESE FRANCESCO RUTELLI E LUIGI LUSIFRANCESCO RUTELLI IN SENATO IL GIORNO DEL VOTO SULLARRESTO DI LUIGI LUSI jpegcorriere corriere luigi lusiluigi lusicorriere LA VILLA DI GENZANO DI LUIGI LUSI jpegluigi lusi lap

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