il coltello con cui e stato ucciso abanoub youssef accoltellato a scuola a la spezia zouhair atif

COM’È POSSIBILE ESSERE UCCISI A COLTELLATE MENTRE SI È A SCUOLA? – IL 18ENNE EGIZIANO, ABANOUB YOUSSEF, È MORTO IN OSPEDALE A LA SPEZIA, DOPO ESSERE STATO COLPITO AL FIANCO CON UNA LAMA DI 20 CENTIMETRI DAL COMPAGNO DI CLASSE ALGERINO, ZOUHAIR ATIF, ALL’ISTITUTO “EINAUDI-CHIODO” – L’AGGRESSORE, DISARMATO DA UN INSEGNANTE, È IN CARCERE CON L'ACCUSA DI OMICIDIO. SECONDO GLI INQUIRENTI HA AGITO PER GELOSIA. ALLA POLIZIA HA DETTO: “NON DOVEVA PERMETTERSI DI METTERE SUI SOCIAL LA FOTO CON LA MIA RAGAZZA” – ATIF NEI GIORNI SCORSI AVREBBE MINACCIATO LA VITTIMA E, RACCONTANO I COMPAGNI, “DOPO AVER ACCOLTELLATO, SI È SEDUTO E RIDEVA” – LA SPARATA DEL SINDACO DI DESTRA DI LA SPEZIA, PIERLUIGI PERACCHINI: “L’USO DEI COLTELLI ARRIVA SOLO IN CERTE ETNIE” – SALVINI PROMETTE “UNA STRETTA SULLA SICUREZZA”. IL PD: “CINICA STRUMENTALIZZAZIONE”

1. INSEGUITO CON IL COLTELLO E UCCISO NELLA SCUOLA "LITIGIO PER UNA RAGAZZA"

Estratto dell’articolo di Marco Lignana per “la Repubblica”

 

Abanoub Youssef

Le minacce nei bagni, all'intervallo. La fuga di Abanoub Youssef, 18 anni appena, verso la sua classe. Come per raggiungere un rifugio. Una corsa disperata e senza successo. Perché Zouhair Atif, pure lui neo maggiorenne, poco prima di mezzogiorno colpisce al fianco destro Abanoub sull'uscio dell'aula.

 

È un insegnante a disarmare l'aggressore, mentre Abanoub si accascia in un lago di sangue, circondato dai ragazzi terrorizzati. Lotterà fra la vita e la morte fino alle otto di sera. Poi, dall'ospedale Sant'Andrea la comunicazione ai familiari: il ragazzo non ce l'ha fatta.

 

Ora sono la polizia e la Procura di Spezia a dover indagare su questa storia dell'orrore fra i banchi dell'istituto Einaudi-Chiodo, pieno centro città, scuola multietnica. Atif è in carcere con l'accusa di omicidio, arrestato in flagranza.

 

il coltello con cui e stato ucciso Abanoub Youssef

Secondo gli inquirenti è molto probabile che Abanoub quando era in bagno abbia visto il coltello di circa venti centimetri in mano al coetaneo, e per questo abbia provato disperatamente ad arrivare al suo banco.

 

Atif ha colpito, confermano gli inquirenti, per gelosia: «Volevo ucciderlo, non doveva permettersi di mettere sui social la foto con la mia ragazza», dice Atif pochi secondi dopo aver colpito. «Motivi sentimentali», conferma la polizia.

 

La squadra mobile ha sentito anche la stessa giovane: non ha assistito alla scena, ma ha confermato gli screzi fra i due. Anche lei è sotto shock.

 

Con ogni probabilità Atif si è portato il coltello da casa, e per questo gli inquirenti stanno valutando se contestare la premeditazione. Anche perché nelle chat di ragazzi increduli e distrutti dal dolore girano ricostruzioni adesso al vaglio. Come la "promessa" che Atif avrebbe fatto a Youssef: «Ora ti sistemo io».

Zouhair Atif

 

[…]

 

Per ore quegli stessi parenti, amici, insegnanti sperano che Abanoub riesca a sopravvivere. Ma la coltellata è profondissima, arriva fino al fegato, disintegrato. Lui subito resta cosciente, anche se il sangue perso è tanto, troppo.

 

[…] I prossimi passi del pm Giacomo Gustavino saranno inviare gli atti dell'indagine al gip per chiedere la convalida dell'arresto. Lo farà già oggi. Atif davanti al giudice comparirà lunedì, e lì potrà raccontare al fianco di un avvocato quello che ha fatto, perché lo ha fatto.

 

Come sia stato possibile presentarsi a scuola con un coltello e uccidere un coetaneo, in una qualsiasi giornata di lezioni, sotto gli occhi scioccati di compagni e professori che non potranno mai dimenticare quella scena. «Dopo aver accoltellato, si è seduto e rideva», raccontano le chat di scuola.

 

2. LE PAROLE CHOC DEL SINDACO: SUCCEDE SOLO IN CERTE ETNIE

Estratto dell’articolo dal “Corriere della Sera”

 

PIERLUIGI PERACCHINI

«Quanto accaduto rappresenta un episodio di estrema gravità e assolutamente intollerabile. È inconcepibile che un giovanissimo studente possa perdere la vita a seguito di un’aggressione con un’arma all’interno di un istituto scolastico, luogo che per sua natura deve essere sinonimo di sicurezza, tutela e serenità». Sono le parole del sindaco di La Spezia, Pierluigi Peracchini.

 

[…] «Siamo una città con 20 mila stranieri su quasi 100 mila abitanti. Tutti lavorano, anche se vengono da mondi diversi. Ma è chiaro che l’uso dei coltelli arriva solo in certe etnie. Dobbiamo fare molto di più».

 

 

SALVINI: "STRETTA SUBITO SULLA SICUREZZA" PD E AVS: CINICA STRUMENTALIZZAZIONE

Estratto dell’articolo di Matteo Pucciarelli per “la Repubblica”

 

MATTEO SALVINI E CLAUDIO BORGHI

I terribili fatti di La Spezia, come sembra ormai inevitabile in questi casi, diventano subito un'occasione per la destra. In primis per la Lega, che rilancia la stretta securitaria perorata da anni. Dice Matteo Salvini: «Quando ero ragazzino io nessuno a 12 o 14 anni andava in giro col coltello, menava il controllore o non si fermava all'alt della polizia.

 

Influisce aver fatto entrare troppi immigrati che non hanno voglia di integrarsi, molti problemi vengono dalle cosiddette seconde generazioni».

 

Il fenomeno dei cosiddetti "maranza" è ormai lo spauracchio numero uno del Carroccio e dei media vicini alla maggioranza. Così Nicola Molteni, sottosegretario agli Interni ed esponente leghista, commenta: «Il pacchetto sicurezza intercetta questo disagio che oggi è il principale fenomeno di allarme sociale nelle nostre città. Serve un'ulteriore anticipo di queste utili e dettagliate norme sul divieto dei coltelli ai minori».

 

Andrea orlando

[…]  Nel provvedimento, tra le norme previste, c'è l'ampliamento dei reati per i quali si può applicare l'ammonimento del questore nei confronti di ragazzi di età compresa tra 12 e 14 anni. È inoltre prevista una sanzione da 200 a 1.000 euro per i genitori o chi è tenuto a sorvegliare i ragazzi. Tutto questo avviene in un contesto generale di riduzione dei reati negli ultimi anni.

 

[…] «È cinico strumentalizzare un fatto di cronaca per giustificare l'arrivo di nuove norme restrittive. Se c'è una lezione che la destra dovrebbe imparare è che la repressione non garantisce sicurezza, occorrono azioni complesse e politiche sociali», ragiona il deputato di Avs Filiberto Zaratti.

 

i compagni di scuola di Abanoub Youssef fuori dall ospedale a la spezia

L'ex ministro della Giustizia Andrea Orlando (Pd), originario di La Spezia, invita a rifuggire gli slogan facili: «È successo qualcosa, soprattutto dopo il periodo del Covid, che ha visto una crescita nella nostra città e in tutto il Paese di atti di violenza, di aumento delle dipendenze tra i giovani».

pierluigi peracchini

matteo salvini giorgia meloni foto lapresse.

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