LA CINA TI CUCINA: IL CASO MEDIATRADE POTREBBE RISERVARE ALTRE AMARE SORPRESE AL BANANA DOPO L’INTERROGATORIO DEL “REO CON-FESSO” DE GREGORIO

Gianni Barbacetto e Marco Lillo per "Il Fatto Quotidiano"

Sergio De Gregorio mette nei guai Silvio Berlusconi anche a Milano. L'ex senatore ieri ha raccontato ai pm milanesi le manovre ordite nel 2007 - a suo dire - con Silvio Berlusconi per bloccare le indagini sul caso Mediatrade. Manovre che però non hanno bloccato, ma solo rallentato l'azione della Procura di Milano. Le carte di Hong Kong sono state sbloccate a giugno, come ha scritto il South China Morning Post, e nonostante le manovre di De Gregorio tra poche settimane saranno depositate.

Mentre Roma discute delle conseguenze della condanna per frode fiscale di Berlusconi, Milano cerca nuovi tasselli per ricostruire la complicata storia processuale del suo proscioglimento per accuse molto simili e più recenti, fino al 2005. Il Cavaliere è stato prosciolto nel 2011 dal Gup di Milano, Maria Grazia Vicidomini, per non aver commesso il fatto in relazione agli acquisti gonfiati della controllata Mediatrade. Ma il processo continua. Il Gup ha rinviato a giudizio altre 11 persone, tra le quali Pier Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri, accusati di frode fiscale.

De Gregorio ha però raccontato nei mesi scorsi ai pm napoletani gli inquinamenti di quelle indagini e i tentativi di fermare l'acquisizione delle prove che - a suo dire - sarebbero stati realizzati da lui stesso a Hong Kong. I verbali integrali con le sue dichiarazioni (pubblicati da ieri sul sito della trasmissione Piazza Pulita) sono stati trasmessi da Napoli ai pm milanesi che probabilmente li gireranno a Roma per competenza.

Per anni i pm milanesi si sono chiesti le ragioni della lunghissima procedura di ‘revisione giudiziaria' dal governo di Hong Kong. Ci sono voluti sei anni per ottenere le carte che potevano rispondere alla domanda chiave: chi è il vero beneficiario dei depositi che sfiorano i cento milioni di dollari trovati a Lugano ma intestati alle società di due signore di Hong Kong?

De Gregorio racconta che le autorità cinesi bloccarono la rogatoria dopo la sua azione di lobby supportata dal beneficiario: Berlusconi. I pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro nel 2006 avevano spedito una richiesta di rogatoria per ottenere i documenti sulle società di Hong Kong riferibili secondo loro a Frank Agrama, l'uomo condannato con Berlusconi perché comprava i diritti tv in America per poi rivenderli a prezzi gonfiati alle reti Mediaset.

Nella gestione delle società (Wiltshire Trading, Harmony Gold, Cs Secretaries e Loong Po Management) sono coinvolte le operatrici finanziarie cinesi, Paddy Chan Mei-yiu e Katherine Hsu May-chun, sospettate di riciclaggio perché sui conti a loro riferibili a Lugano, sono stati bloccati circa 100 milioni di euro: fondi neri, secondo l'accusa, ricavati dalle compravendite dei diritti tv fino al 2005.

De Gregorio ieri ha ribadito con maggiore dettaglio il racconto già fatto in un'intervista al Fatto nell'agosto scorso. L'ex senatore sostiene che nel 2007 il console italiano a Hong Kong, Alessandro De Pedys, gli ha passato un appunto in cui si rivelava che i magistrati di Milano "erano andati ad Hong Kong a fare perquisizioni" e avevano chiesto alle autorità locali documenti sulle società di Agrama. De Gregorio racconta di avere concordato con Berlusconi la controffensiva. Su mandato del leader indagato (e poi prosciolto) comincia a impegnarsi per bloccare la rogatoria.

Incontra autorità di Hong Kong, il ministro degli Affari costituzionali e il ministro delle Finanze, oltre che la rappresentante speciale della Cina presso l'Unione europea e infine suggerisce a Berlusconi di organizzare un pranzo con l'ambasciatore di Pechino in Italia. I cinesi rallentano la marcia della giustizia milanese e, dopo tanto impegno chiedono un favore: la rimozione di Hong Kong dalla black list dei paradisi fiscali e societari. Un sogno che si avvicina solo nel 2013 con la firma della convenzione contro la doppia imposizione con l'Italia. Durante la missione a Hong Kong, racconta De Gregorio ai pm, mostrando un articolo stampa, il deputato berlusconiano Ferruccio Saro fece dichiarazioni sull'uscita dalla blacklist.

Al Fatto, il console De Pedys, dice: "Non ho mai consegnato quel foglio a De Gregorio. L'ho incontrato durante le sue due missioni a Hong Kong e un paio di volte a Roma, ma per parlare delle imprese turistiche italiane che volevano entrare nel mercato locale e dell'associazione di amicizia Italia-Hong Kong. Non lo avevo mai visto prima e non ho mai incontrato Berlusconi".

Oggi De Pedys è capo della segreteria del viceministro Dassù, nominato in quel ruolo già nel marzo 2010 da Bobo Craxi, governo Berlusconi. Però ci tiene a dire: "Non è stata certo una promozione".

I pm De Pasquale e Spadaro hanno interrogato De Gregorio ieri come persona informata sui fatti, benché assistita da un avvocato in quanto indagato a Napoli e non hanno aperto un nuovo fascicolo. Le sei pagine del suo verbale sono, tecnicamente, "attività integrativa d'indagine" che confluisce nel fascicolo dei pm milanesi del processo Mediatrade.

Saranno depositate nelle prossime udienze, probabilmente insieme ai preziosi documenti finalmente sbloccati da Hong Kong sulle società di Agrama e sui milioni sequestrati a Lugano. Il vecchio e stanco dibattimento Mediatrade promette nuovi brividi.

 

Sergio de gregoriosilvio mediaset berlusconiSilvio berlu ANTONIO DI PIETRO - FOTO LAPRESSE o Hong Kong article A B DC x confalonieri berlusconi letta Ferruccio Saro Frank Agrama

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