"OGGI MI È VENUTO UN FLASH TROPPO PERVERSO PENSANDO A TE CHE FAI LA BABY SITTER AI TUOI NIPOTINI" - LE CHAT DELL'ORRORE TRA IL GIORNALISTA 48ENNE DI ROMA E LA SUA AMANTE 52ENNE, PROF DI LICEO DI TREVISO, ARRESTATI PER VIOLENZA SESSUALE SU MINORI E DETENZIONE DI MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO - OLTRE A INVIARE AL GIORNALISTA (SPOSATO E CON FIGLI) LE IMMAGINI DI SUA FIGLIA 16ENNE, LA DONNA FOTOGRAFAVA E FILMAVA I PROPRI NIPOTINI (DI 5 E 8 ANNI) MENTRE FACEVA LORO IL BAGNETTO. POI MANDAVA IL MATERIALE AL SUO COMPLICE: "CONDIVIDERE CON TE STA ROBA MI FA IMPAZZIRE" - A ROMA TUTTI SANNO CHI E' LUI, EX VICEDIRETTORE DI UN TG NAZIONALE E GIA' NELLA COMUNICAZIONE DI UN’IMPORTANTE AZIENDA ENERGETICA A PARTECIPAZIONE STATALE - I NOMI DEI DUE ARRESTATI NON POSSONO ESSERE PUBBLICATI PER NON RENDERE IDENTIFICABILI I MINORI COINVOLTI...
CHI È IL NOTO GIORNALISTA 48ENNE ARRESTATO A ROMA PER VIOLENZA SESSUALE SU MINORI, PORNOGRAFIA MINORILE E DETENZIONE DI MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO? – SI TRATTA DI UN EX VICEDIRETTORE DI UN TELEGIORNALE NAZIONALE E ATTUALE DIRIGENTE DELLA COMUNICAZIONE IN UNA PARTECIPATA PUBBLICA: È ACCUSATO DI ESSERSI SCAMBIATO CON L’AMANTE 52ENNE, UNA PROFESSORESSA DI LICEO DI TREVISO ANCHE LEI ARRESTATA, VIDEO E FOTO DELLA FIGLIA E DI DUE NIPOTI DELLA DONNA, DI 5 E 8 ANNI, CHE DOCUMENTEREBBERO GLI ABUSI COMMESSI DALLA DOCENTE, SU ISTIGAZIONE DEL COMPAGNO GIORNALISTA – A FAR SCATTARE LE MANETTE È STATO IL RACCONTO DELLA FIGLIA 12ENNE DELL’INSEGNANTE AL PADRE: “HO TROVATO ALCUNE FOTO NEL COMPUTER DI MAMMA” – OLTRE A FOTO DELLA RAGAZZINA NUDA, RISALENTI A QUANTO ERA PIÙ PICCOLA, C’ERANO IMMAGINI DEI BIMBI IN POSE SESSUALMENTE ESPLICITE ACCOMPAGNATE DA COMMENTI…
ROMA, IL GIORNALISTA PEDOFILO E LA COMPAGNA IN CHAT: «PENSIERI PERVERSI SUI TUOI NIPOTINI». E LEI: «MI FA IMPAZZIRE CONDIVIDERLI CON TE»
Estratto dell'articolo di Rinaldo Frignani per il “Corriere della Sera”
Andava avanti da almeno nove anni. Da quando si erano conosciuti a Roma. Lui giornalista all’epoca di carta stampata, lei ufficio stampa di un teatro della Capitale. Alla figlia ancora bambina raccontava che si trattava solo di «un amico», ma la piccola aveva già capito tutto. Come ha ripetuto adesso in audizione protetta.
Ma quello che non sapeva ancora la 16enne di oggi è che la madre l’aveva già fotografata e filmata di nascosto più volte, istigata proprio da quell’«amico», sposato e con due figli, che aveva cominciato a frequentare. Un insospettabile. Un giornalista passato in pochi anni dall’essere subito inviato alla vice direzione di un tg nazionale e quindi poi il salto al vertice della comunicazione di un’importante azienda energetica a partecipazione statale e adesso in una società privata.
Una trafila importante con un segreto orribile finito al centro di un’inchiesta della Procura romana. Che potrebbe essere appena cominciata. Perché il 48enne arrestato nei giorni scorsi dai carabinieri nella sua abitazione a Roma in contemporanea alla nuova compagna di 52 invece in carcere a Treviso per gli stessi reati, potrebbe essere sospettato di far parte di un giro più vasto di pedofilia. A confermarlo una chat su Telegram con altri profili sui quali si è concentrata l’attenzione dei carabinieri.
«Oggi mi è venuto un flash troppo perverso pensando a te che fai la baby sitter ai tuoi Avengers», scriveva lui sulla chat a due riferendosi invece ai nipotini dell’insegnante, di 5 e 8 anni, figli del fratello residente a Treviso, anche loro al centro delle sue attenzioni sessuali.
Soprattutto quando li accudiva e li assisteva in bagno quando le venivano affidati in quanto considerata una zia presente e con un buon rapporto, oppure li lavava sotto la doccia. E alla richiesta del giornalista-manager di avere altri video e altre foto, sottolineando «hai una collezione» in riferimento alle tante immagini che lei gli aveva già mostrato, la 52enne rispondeva:
«Ho assi nella manica, tu mi hai dato incarichi e io ho rispettato le consegne». Ma il 48enne non si accontentava, come emerge dalle indagini dei carabinieri, e chiedeva alla sua complice le sensazioni provate abusando dei bambini.
Inquietante ancora una volta la risposta di lei: «Lì per lì sono stata concentrata nella missione ma il pensiero poi di raccontartelo e di condividere con te sta roba mi fa impazzire». E ancora: «Penso solo a non creare chiacchiere, essere invisibile, a me fa impazzire che tu ci pensi».
Una galleria dell’orrore accompagnata dagli insulti di lui a lei ogni volta che arrivavano le foto con i commenti della zia dei bambini: «Brava zia - le scriveva appunto - prenditi cura dei nipotini». I nomi dei due arrestati, che ora compariranno davanti al gip per la convalida dell’arresto (sono entrambi in carcere) non possono essere pubblicati per non rendere identificabili i minori coinvolti, ma sul telefonino gli investigatori del Nucleo investigativo di via In Selci gli hanno trovato foto e video di ragazzini e ragazzine under 18 che non lascerebbero dubbi sul contenuto pedopornografico.
E fra quelle immagini sconvolgenti c’erano anche quelle della figlia 16enne della compagna, appunto, e perfino dei due nipotini della donna, con il fratello ovviamente ignaro di tutto.
Lui, e anche lei, sono rimasti in silenzio quando i carabinieri hanno suonato alla loro porta dopo che il padre della 16enne, ex compagno della donna, aveva denunciato tutto perché proprio la ragazza aveva avvertito la moglie e un conoscente di aver scoperto, a casa del giornalista, le sue foto sotto la doccia o nella vasca da bagno, o ancora mentre dormiva, nel pc della madre in trasferta nella casa dell’uomo a Treviso. [...]
GIORNALISTA ARRESTATO PER PEDOPORNOGRAFIA: SUL CELLULARE FOTO DI ALTRI MINORI. L’IPOTESI DI UNA RETE
Luca Monaco, Andrea Ossino per “la Repubblica”
Le indagini non sono finite. Anzi. Quelle che venerdì scorso hanno portato all’arresto di un noto giornalista e di una professoressa di liceo sono soltanto all’inizio. I carabinieri del comando provinciale di Roma continuano a scavare nei telefoni, nei computer, nei frammenti digitali recuperati uno dopo l’altro. Per capire quanto sia profondo il buio che si è aperto quando i cellulari degli indagati hanno iniziato a restituire immagini e messaggi. Lei ha 52 anni, insegna alle superiori a Treviso. Lui ne ha 48. Un passato importante in una rete nazionale, un ruolo attuale da manager della comunicazione in una società partecipata pubblica.
Secondo gli investigatori, la donna inviava all’uomo fotografie dei nipotini e della figlia dodicenne. «In pose sessualmente esplicite». Spesso, dicono gli inquirenti, su richiesta del giornalista. Ma nel telefono dell’uomo non c’erano soltanto le immagini ricevute dall’amante. Tra i file che pensava di aver cancellato per sempre, i carabinieri del Nucleo investigativo sono riusciti a recuperare anche fotografie di altri bambini.
E allora la domanda diventa inevitabile: da dove arrivano quelle immagini? Per questo al vaglio degli inquirenti ci sono tutti i messaggi in entrata e in uscita, i contatti dell’uomo, le email, i social che adesso sembrano spariti nell’etere.
Riscontri necessari per capire se l’uomo facesse parte di circuiti più ampi, che al momento non sono emersi. Ogni dettaglio deve essere chiarito. Le accuse sono pesanti: violenza sessuale su minori, pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico. Reati che trovano un primo riscontro nel racconto di una bambina di dodici anni. Da lei è partita l’inchiesta. Poi è stata ascoltata dai magistrati in audizione protetta, quelle stanze allestite in procura, nelle caserme dei carabinieri, dove i minori parlano con il sostegno di psicologi.
I due indagati potranno difendersi nei prossimi giorni. Il loro interrogatorio è previsto in settimana. Per ora, negli atti dell’indagine, ci sono decine di fotografie accompagnate da commenti irripetibili. Ci sono le parole della bambina. E quelle del padre che ha deciso di denunciare. Il suo è il racconto di ciò che ha ascoltato dalla figlia: «Ho trovato alcune foto nel computer di mamma», ha rivelato la piccola al genitore, lo scorso novembre.
Da quelle parole è nata la storia che venerdì pomeriggio ha portato a due arresti. Il primo, quello della docente, in una casa a Treviso. Il secondo tra i binari della stazione Termini di Roma, quando il giornalista è sceso dal treno proveniente da Bologna. Lo hanno intercettato subito, per evitare di fermarlo nella casa dove vive con la moglie e i figli.
Secondo l’accusa, quell’uomo scambiava con la sua amante immagini di bambini «in pose sessualmente esplicite». Video e fotografie che, secondo la procura di Roma, documenterebbero abusi sui nipoti — di 5 e 8 anni — compiuti dalla donna su istigazione del compagno.
Le accuse sono identiche, per entrambi. Ma a differenza della donna, l’uomo dovrà spiegare anche come si è procurato immagini di altri bambini. Se direttamente attraverso il web, o se li ha ricevuti da altre persone. In quel caso l’inchiesta potrebbe allargarsi. Difficile dirlo. Perché fino a venerdì era impossibile pensare che due professionisti impeccabili potessero essere arrestati con accuse simili.
Lei, una donna che viveva a contatto con minorenni: dalle indagini non emergono comportamenti anomali in contesti scolastici. E lui, esperto della comunicazione, una carriera costruita in agenzie stampa di livello, lavorando per rinomate trasmissioni televisive fino al ruolo di vicedirettore di un tg e poi al vertice della comunicazione di un’azienda partecipata. [...]












