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LA CATTIVA SCUOLA - NEGLI ULTIMI TRE MESI QUASI UN INSEGNANTE DI SOSTEGNO SU DUE E’ STATO SOSTITUITO – NE CONSEGUE CHE I BAMBINI CON PROBLEMI HANNO PERSO IL LORO PUNTO DI RIFERIMENTO – IL CASO LIMITE DI PALESTRINA: DOPO LE VACANZE ESTIVE, GLI STUDENTI HANNO VISTA 27 NUOVI INSEGNANTI

 

Gian Antonio Stella per il Corriere della Sera

 

Vengono prima i diritti degli alunni disabili o gli interessi dei docenti fuori piazza? Domanda ustionante. Ma va fatta: è accettabile che il 43% degli scolari più fragili sia scosso dal trasloco dell' insegnante di «sostegno»? Che i quindici bimbi autistici o down d' una scuola d' infanzia laziale vedano ruotare in tre mesi 27 supplenti? O che 18 su 18 dei maestri e professori «specializzati» nominati in un altro istituto «diano buca» obbligando il dirigente a prendere supplenti magari volenterosi ma ignari della materia?

 

SIT IN INSEGNANTISIT IN INSEGNANTI

Il nuovo dossier di Tuttoscuola.com da oggi online è ancora più duro di quello sulla folle giostra di docenti anticipato dal Corriere la settimana scorsa. Perché quel tourbillon destabilizzante di oltre 250 mila insegnanti (il triplo del solito) per due milioni e mezzo di bimbi, adolescenti e ragazzi colpiti da qualche sostituzione, era perfino meno grave, pare impossibile, di quanto è denunciato nell' ultimo rapporto. Che parla di «tsunami».

 

Dicono i numeri, elaborati dalla rivista di Giovanni Vinciguerra, che nelle scuole italiane di ogni ordine e grado ci sono oggi 233 mila alunni disabili che sulla carta possono contare, tra stabili (96.480) e in deroga (41.021: una enormità che andrebbe sanata), su 137.501 docenti di sostegno che costano oltre 5 miliardi l' anno di soli stipendi. Un investimento vitale. Per capirci: sono più numerosi dei carabinieri e il doppio dei medici. Bene: 60 mila di quei docenti negli ultimi tre mesi hanno cambiato posto e in automatico oltre 100 mila di quei 233 mila alunni, con effetti spesso traumatici, hanno perso il loro punto di riferimento.

insegnanti precariinsegnanti precari

 

Potrebbero essere, quei docenti, il fiore all' occhiello della nostra scuola, che spesso arranca in ritardo sugli altri ma in questo caso fu tra le prime al mondo a capire, nel '77 quando le «differenziali» furono abolite, l' importanza dell' integrazione. Potrebbero, se troppo spesso il «sostegno» non fosse visto come uno dei comparti del «postificio» scolastico. Delegato a erogare buste-paga (sia pur modeste e precarie) più che a crescere i cittadini di domani.

 

Lo conferma una tabella del dossier Tuttoscuola. Dove si spiega che gli alunni con disabilità al Mezzogiorno sono 89.412 contro i 96.163 del Nord ma possono contare su oltre 11 mila docenti di sostegno in più. Ed è già una ripartizione più equilibrata di un tempo, quando nel Mezzogiorno era concentrata, come nel 2007, quasi la metà (il 47%) di tutto il personale di sostegno. Contro una quota di disabili otto punti più bassa. Per carità, quello squilibrio va anche a supplire altre carenze. Però...

insegnanti precariinsegnanti precari

 

Certo è che l' equivoco sul senso del «sostegno», ha pesato in modo esorbitante anche questa volta. Ricorda infatti il dossier che, come sanno tutti i genitori toccati dall' handicap, «i danni della discontinuità didattica sono elevati all' ennesima potenza per gli alunni con disabilità: se l' interruzione della relazione con il docente è in generale negativa, per un alunno disabile, che ha un grado di dipendenza dal docente molto maggiore (specie nel caso di disabilità intellettiva), può essere devastante. Anche perché, nel suo caso, è molto più complesso e lungo stabilire la relazione educativa con l' insegnante a lui dedicato, che richiede una reciproca conoscenza e competenze specifiche del docente, e quindi più deleterio interromperla». Quando arriverà un nuovo docente, «spesso dopo un periodo in cui l' alunno con disabilità è rimasto senza una figura di riferimento, tutto dovrà necessariamente ripartire dall' inizio. Incontro, attese, emozioni, aspettative, paura, rischio di abbandono...».

INSEGNANTI DI SOSTEGNOINSEGNANTI DI SOSTEGNO

 

Può essere un calvario, sferza il dossier, «trovare il supplente annuale da nominare, in una sequenza di supplenti temporanei che si avvicendano, a volte per mesi, in attesa dell' arrivo dell'"avente diritto", come lo definisce l' ineffabile terminologia burocratica (che non si sofferma sul vero "avente diritto", la persona disabile che ha il diritto di studiare nelle migliori condizioni possibili». Qui è la differenza, sottolineava l' altra sera a «Zapping» Sergio Govi, già dirigente scolastico ed esperto di problematiche educative: «Mentre maestri e professori hanno (legittimi) "interessi" da difendere, gli studenti hanno "diritto" a una scuola migliore». E il conflitto tra questi «legittimi interessi» di chi insegna e i diritti di chi studia pesa. Come un macigno.

INSEGNANTI DI SOSTEGNO1INSEGNANTI DI SOSTEGNO1

 

Tanto più se la giostra di docenti riguarda, accusa il rapporto, i disabili: «Per capire gli effetti di questa girandola diabolica, occorre tenere presente che i docenti di sostegno che aspirano a una supplenza sono iscritti sia in una graduatoria provinciale (per le supplenze annuali) sia in diverse graduatorie di istituto (per le supplenze brevi). Un docente nominato su supplenza d' istituto può essere chiamato altrove per supplenza annuale; il supplente che lo sostituisce può essere chiamato a sua volta per supplenza annuale in un altro istituto, e così via, in un gioco dei quattro cantoni che a volte dura due o tre mesi prima di stabilizzarsi. Ma al peggio non c' è mai fine: la ricerca del docente di sostegno supplente che avrà il posto fino alla fine dell' anno scolastico, che può durare mesi, ha sempre esito positivo? Purtroppo no: e allora, sembra un paradosso, l' alunno disabile viene affidato a un docente non specializzato». Cosa piuttosto frequente.

insegnante sostegnoinsegnante sostegno

 

Basti ricordare, appunto, i due casi citati. Il primo lo racconta Manuela Scandurra, dirigente scolastica della scuola «Karol Wojtyla» di Palestrina, e riguarda alunni fra i tre e i sei anni: nell' infernale girotondo «i miei 15 bambini con disabilità (parliamo di disabilità motorie, intellettive, sindrome di Down, sindromi autistiche di diverso grado) tornati in classe dopo le vacanze estive, hanno visto in pochi mesi 27 volti nuovi, senza contare i nove docenti di sostegno dell' anno scorso, per i bambini che erano già nella nostra scuola».

insegnante di sostegnoinsegnante di sostegno

 

Totale: trentasei docenti in pochi mesi. Antonella Arnaboldi, dirigente dell' Istituto «San Nilo» di Zagarolo, conferma: «Quest' anno abbiamo nominato 18 docenti di sostegno attraverso la "chiamata diretta" ma nessuno di loro ha lavorato con continuità perché hanno ottenuto tutti e 18 l' assegnazione provvisoria nella loro provincia». Tutti. «Siamo dovuti ricorrere a supplenti senza specializzazione nel sostegno». Evviva la «continuità didattica» Ma l' anno prossimo, almeno, andrà meglio? No, risponde lo studio. Salvo miracoli no.

 

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