CIRO ESPOSITO NON CE L’HA FATTA - L’APPELLO DELLA FAMIGLIA: “ORA NON SI FACCIA VIOLENZA NEL NOME DI CIRO’’ - LUTTO CITTADINO A NAPOLI - DE SANTIS ACCUSATO DI OMICIDIO VOLONTARIO - LA GAFFE DI MARINO IL RITARDANTE

La Stampa.it

 

ANTONELLA LEARDI CON CIRO ESPOSITO ANTONELLA LEARDI CON CIRO ESPOSITO

Ciro Esposito non ce l’ha fatta. Alle 6 di questa mattina, dopo un calvario durato 54 giorni da quella maledetta serata dell’Olimpico, il 3 maggio scorso, il cuore del giovane tifoso napoletano, che batteva solo grazie alle macchine del Centro di Rianimazione del Policlinico Gemelli, si è fermato. Il bollettino medico parla di morte «per insufficienza multiorganica non rispondente alle terapie mediche e di supporto alle funzioni vitali».  

 

La famiglia del ragazzo ha voluto lanciare un appello contro ogni violenza. «Ora non si faccia violenza nel nome di Ciro», ha chiesto lo zio. «Invitiamo a mantenere la calma non vogliamo altra violenza, ma solo rispetto per Ciro».

 

«Il nostro obiettivo è riportarlo al più presto a casa. Per noi adesso è il momento del dolore - sottolinea - ma stiamo lavorando per poter accelerare i tempi e ripartire per Napoli». Bisogna avere però l’autorizzazione visto che c’è un’inchiesta in corso e potrebbe essere richiesta un’autopsia. «Speriamo che almeno su questo ci sia un po’ di pietas umana e ci venga evitato un lungo strazio anche per tornare a casa». 

 

Lutto cittadino a Napoli  

Il padre di Ciro Esposito ha anche puntato il dito contro le istituzioni: «Mi aspettavo un po’ di vicinanza in queste settimane da parte delle istituzioni, ma non è mai arrivata salvo qualche eccezione come il sindaco di Napoli, De Magistris (che ha proclamato il lutto cittadino, ndr)» e ha ribadito: «questore e prefetto di Roma devono dimettersi. Vogliamo che chi ha sbagliato, nella gestione dell’ordine pubblico, paghi». Angelo Pisani, l’avvocato di Ciro Esposito, ha invece chiesto il lutto nazionale e che gli sia dato l’ultimo saluto nell’auditorium del quartiere Scampia, dove viveva, con tutti i napoletani.  

 

CIRO ESPOSITO CIRO ESPOSITO

De Santis accusato di omicidio volontario  

Ora l’accusa per De Santis, l’ex ultrà giallorosso accusato di aver sparato i colpi di pistola contro il tifoso napoletano, è di omicidio volontario. E mentre a Roma le forze dell’ordine vigilano su eventuali azioni degli ultras, a Napoli è comparso uno striscione contro il presunto omicida: «Fascista, Napoli ti odia», il messaggio in corso Vittorio Emanuele. Su un muretto sotto lo striscione, una scritta con lo spray bianco: «Anni ’70 bombe nelle piazze. 2014...pistole fuori agli stadi». E accanto, in nero: «03-05-14 Romanista infame».  

 

De Laurentiis: “Ora riflettere”  

Aurelio De Laurentiis, invece, ha invitato il mondo del calcio e non solo a una riflessione: «Questa tragedia deve far riflettere tutto il mondo del calcio e delle istituzioni che collaborano con esso. Ciro era un nostro tifoso che voleva passare una serata di gioia tifando per la propria squadra».  

 

 

2. MARINO TOPPA ANCHE COL TIFOSO IN FIN DI VITA

Chiara Pellegrini per "Libero Quotidiano"

 

CIRO ESPOSITO FERITO A ROMA CIRO ESPOSITO FERITO A ROMA

Si sono aggravate le condizioni di Ciro Esposito, il tifoso napoletano di 31 anni ferito a Roma da colpi di arma da fuoco prima della finale di Coppa Italia dello scorso 3 maggio. Il ragazzo, ricoverato nel reparto di Rianimazione del Policlinico Agostino Gemelli della Capitale, «è cosciente ma sedato farmacologicamente» ha fatto sapere il professore Massimo Antonelli direttore del centro.

 

«Le condizioni tuttavia», si legge nel bollettino, «si sono ulteriormente aggravate nelle ultime 36 ore e i supporti vitali non riescono a tenere sotto controllo la funzionalità degli organi». Ciro è gravissimo ma il nosocomio smentisce le voci di decesso circolate nel pomeriggio di ieri.

 

GASTONE DE SANTIS con i cani GASTONE DE SANTIS con i cani

Mentre l’Italia gioca la partita dei Mondiali contro l’Uruguay e a Napoli il Comune decide di annullare, «per rispetto alla famiglia», la visione della partita sul maxischermo allestito nella villa comunale di Scampia, a Roma il sindaco Ignazio Marino, dopo essere uscito da Palazzo Chigi, dove ha avuto un incontro con sottosegretario Graziano Delrio, fa sapere ai giornalisti che sta per andare a «portare a Ciro il saluto della città». Una macabra passerella istituzionale che la famiglia del ragazzo non gradisce.

 

A parlare fuori dai denti è il padre di Ciro, Giovanni, «è una persona indegna», ha detto a un medico che gli comunicava l’intenzione di Marino di venire, «in 50 giorni non si è mai fatto vedere, adesso non lo vogliamo. È del mio partito ma è indegno». Anche tra i supporter accorsi all’ospedale serpeggia il malumore «cosa viene a fare adesso?», dicono.

aurelio de laurentiis laurea ad honorem aurelio de laurentiis laurea ad honorem

 

Dal Campidoglio, poco dopo, fanno la sapere che la visita di Marino è stata cancellata «per ragioni di ordine pubblico». In città si temono le vendette di gruppi isolati di ultrà del Napoli. Perciò polizia e carabinieri sin dal primo pomeriggio hanno presidiato tutti i luoghi sensibili. Come l’ospedale dove si trova Daniele de Santis, accusato di aver sparato ad Esposito.

 

Per lui il magistrato di sorveglianza sta valutando il trasferimento in una struttura carceraria che abbia un reparto ospedaliero.Occhi puntati anche sulla zona intorno allo stadio Olimpico, teatro degli scontri tra tifosi e della sparatoria che lasciò a terra, oltre ad Esposito, anche altre tre persone.

 

Ignazio Marino la Nutella e Francesco Paolo Fulci Ignazio Marino la Nutella e Francesco Paolo Fulci

Controlli e presidi nella stazioni ferroviarie, ai caselli dell’autostrada ma anche nelle piazze dove sono stati installati maxi schermi e in tutti i club giallorossi. La tensione è alta e mentre i tifosi partenopei fanno sapere «non andremo a Roma», a sedare gli animi ci pensa Vincenzo lo zio di Ciro: «A nome di tutta la famiglia dico a tutti basta violenza».

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