luigi fiorillo

IL CO.CO.CO PIU’ PAGATO D’ITALIA – IL COMMISSARIO DELLE FERROVIE SUD EST LUIGI FIORILLO, OLTRE ALLO STIPENDIO, S’ERA FATTO FARE UN CONTRATTO DI COLLABORAZIONE DA 7 MILIONI – HA LASCIATO UN HCO DI 300 MILIONI – PAGAVA L’AUTISTA 14 MILA EURO AL MESE ED HA ACQUISTATO UNA BOTTIGLIA DI VINO DA 2.600 EURO: TUTTO A CARICO DEI CONTRIBUENTI

 

Fiorenza Sarzanini per il Corriere della Sera

Luigi Fiorillo

 

A Bari aveva l' ufficio, ma lui viveva abitualmente a Roma. La società gli aveva messo a disposizione una macchina con autista, lui preferiva prenderne uno di sua fiducia che pagava 14 mila euro al mese. Alle spese certamente non ha mai badato, se per una serata con due ospiti al ristorante ha pagato un conto da 2.836 euro con 2.600 euro per una bottiglia di vino. Tanto i soldi erano delle Ferrovie Sud Est - società pugliese - che Luigi Fiorillo, 56 anni, ha amministrato dal 2001 al 2015 come fosse un bene personale fino a creare un buco nei bilanci di circa 300 milioni di euro e farla finire in bancarotta. Con lui gli altri vertici, ma anche gli imprenditori che beneficiavano di appalti e consulenze.

 

FERROVIE SUD EST

I compensi ufficiali erano quasi modesti: 100 mila euro annui per l' incarico di Dirigente distaccato di Fse e 48 mila euro come amministratore unico. Cifre che Fiorillo aveva evidentemente ritenuto di dover integrare. E infatti nell' ordinanza di cattura il giudice scrive: «L' analisi dei tabulati di contabilità relativi agli stipendi per gli anni dal 2009 al 2014 ha percepito una somma lorda di oltre 20 milioni di euro in undici anni dei quali solo 338 mila come compensi riconosciuti dall' assemblea dei soci».

 

LUIGI FIORILLO

Per arrivare a questa cifra record si era assegnato «5 milioni di euro quali compensi per attività di supporto, senza averne le competenze, in 39 appalti di lavori pubblici su tutto il territorio regionale, addebitandoli come spese per il personale». Ma aveva anche sottoscritto «contratti Co.co.co a suo nome per oltre 7 milioni per attività mai svolte».

 

Tutte le spese erano sempre a carico della Fse. Le indagini della Guardia di Finanza hanno consentito di stilare l' elenco degli sfizi. E così il giudice sottolinea come «Fiorillo dimorava abitualmente a Roma dove frequentava lussuosi ristoranti e sale da tè. Si trattava di spese voluttuarie: basti pensare alla spesa di 2.600 euro per una sola bottiglia di vino acquistata l' 1 giugno 2009 presso l' Enoteca Capranica e alla quasi quotidiana frequentazione della costosa sala da tè Babington' s». All' azienda aveva anche addebitato 1 milione e 300 mila euro per l' affitto e i servizi di pulizia dell' appartamento nella Capitale».

 

modella da babington

Il giudizio formulato nell' ordinanza è lapidario: «Se sono ammissibili in generale spese necessarie per la rappresentanza della società nella Capitale, lo sono solo se comprovate da effettive ragioni di rappresentanza. La quotidianità dell' acquisto di cioccolate calde, biscottini e vini costosissimi a spese dei contribuenti dimostra invece la non inerenza all' incarico». E tra gli altri esempi viene citato «il rimborso di 14 mila euro al mese per l' autista, pur essendo la società dotata dello stesso servizio».

 

VINO ROSSO

Secondo l' accusa «Fiorillo approfittava sistematicamente dei suoi poteri stipulando contratti palesemente contrari all' interesse della società, sia per le modalità di scelta dei contraenti, sia per la sproporzione economica dei contratti nel momento in cui l' azienda era in crisi. Contraria all' interesse della società anche la moltiplicazione di contratti e incarichi con identico oggetto».

TRENO DELLE FERROVIE SUD EST

 

Nell' elenco compaiono voci come queste: «Circa 27 milioni per la consulenza legale all' avvocato Angelo Schiano; 53 milioni per i servizi informatici; due milioni per la gestione dell' archivio storico, affidata al professor Franco Cezza e ai suoi familiari; l' acquisto e la manutenzione di treni dalla società Filben srl dell' imprenditore Beltramelli (già imputato con Fiorillo per truffa in un altro processo sulla manutenzione dei convogli) con dissipazione di fondi per circa nove milioni; spese di carburante per quattordici milioni (40 per cento oltre il prezzo di mercato); sedici milioni per la gestione di polizze assicurative e predisposizione dei bandi di gara».

FERROVIE SUD EST 1

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