telefono telefonata

TUTTO INCLUSO, DAVVERO? – ECCO COME LE COMPAGNIE TELEFONICHE FREGANO I CONSUMATORI IN BOLLETTA: I COSTI NASCOSTI CI FANNO SPENDERE IL 15 % IN PIÙ E LE DENUNCE SI SONO TRIPLICATE – SEGRETERIA, CHIAMAORA, PENALI E ATTIVAZIONE: 10 ADDEBITI OSCURI A CUI DOVRESTE FARE CASO SE VOLETE RISPARMIARE

Erika Tomasicchio per www.repubblica.it

 

BOLLETTE TELEFONO

Siamo proprio certi di sapere nel dettaglio quanto consumiamo per il nostro telefono, fisso e mobile? Per moltissimi italiani la bolletta è ancora un’incognita e riserva amare sorprese. La causa sono i costi nascosti di proposito dagli operatori - o in alcuni casi ignorati per disattenzione e fretta dal cliente stesso - che compaiono al momento del saldo e comportano un aggravio di spesa dal 10 al 15%.

 

adolescenti smartphone 1

A lanciare l’allarme è l’Unc, l’Unione nazionale consumatori, che subissata di segnalazioni su addebiti poco trasparenti ‘scoperti’ dagli utenti solo in seguito all’attivazione del servizio, ha deciso di denunciare l’accaduto all’Antitrust. Nel mirino del Garante della concorrenza e del mercato sono finite Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb per “addebiti oscuri per la fruizione di vari servizi”.

 

La vicenda. 

VODAFONE TIM TRE WIND

Purtroppo al momento di promuovere un piano tariffario non tutte le voci di spesa vengono illustrate per filo e per segno. O, si sospetta, qualcuna potrebbe non comparire affatto, ed essere aggiunta in seguito. Così in tanti firmano i contratti telefonici “a cuor leggero” ignorando, talvolta non per negligenza, per quali servizi davvero pagheranno a fine mese.

BOLLETTA

 

“Nelle ultime settimane ci sono giunte centinaia di lamentele su addebiti poco trasparenti da parte degli operatori che vantano negli spot la loro serietà. Le denunce si sono triplicate: siamo di fronte a un imbarbarimento etico del mercato della telefonia” lamenta Massimiliano Dona, presidente dell’associazione. L’Unc punta il dito contro le principali compagnie nazionali e dopo aver sollevato il caso davanti all’Antitrust, invita ora i clienti a riportare le proprie disavventure sui social network, con l’hashtag #costinascosti.

 

PAZZI PER IL TELEFONO

Le dieci spese ‘occulte’. 

Ma quali sono i costi meno conosciuti dagli utenti che incidono sul caro-bolletta? In molti casi si tratta di servizi che potrebbero essere disattivati al momento della sottoscrizione del contratto, se resi noti. L’Unc ha individuato almeno dieci pratiche scorrette che danneggerebbero i consumatori.

 

1 - ChiamaOra, Ti ho cercato, Chiamami: i vari servizi di notifica delle chiamate perse sono tutti a pagamento, nonostante ancora in tanti lo ignorino. Il prezzo è di 0,12 euro al giorno, in caso di utilizzo del servizio per Vodafone; 0,19 a settimana per Wind; 1,50 al mese per Tre e 1,90 al bimestre per Tim;

 

fanciulla al telefono

2 - Il servizio di segreteria telefonica non è gratuito. Quanto ci costa?  Tre richiede ai propri clienti 0,20 euro per ogni chiamata alla segreteria, a prescindere dalla durata, o dall’ascolto dei messaggi. Tim fa ascoltare le comunicazioni nella inbox con un costo diverso in base al proprio piano tariffario. Vodafone richiede 1,50 euro al giorno (solo in caso di utilizzo) sia per chiamare la segreteria, ascoltare i messaggi pervenuti o personalizzare le impostazioni;

 

3 - I piani tariffari base. Hanno un prezzo: per Tim, Vodafone e Wind è di 0,50 centesimi a settimana. Tim in alcuni casi, inoltre, attiverebbe l’opzione automatica “TIM Base” gratis per i primi trenta giorni. Solo disattivarla ci costa 3 euro;

 

4 - Costi d’incasso o “altri costi”: secondo l’associazione tutti gli operatori addebiterebbero, a prescindere dalla modalità di pagamento prescelta, i costi d’incasso. Una voce misteriosa: non è per nulla chiaro infatti, il servizio che remunerebbero,  ma compaiono puntuali nelle fatture. Fastweb ad esempio richiede 1,81 euro al mese sotto la voce “altri costi”, senza precisare di cosa si tratti;

 

bollette

5 - Occhio al finto “tutto incluso”. Alcuni operatori non informerebbero dell’addebito di costi aggiuntivi per chiamate da linea fissa, nonostante l’abbonamento preveda la formula “tutto incluso”. Tim ad esempio richiede il pagamento a consumo di chiamate verso altri operatori (di sicuro verso Fastweb) anche se il contratto sostiene siano incluse nel pacchetto;

 

6 - La chiamata per conoscere il credito residuo. Altra voce di spesa semi-sconosciuta. Ai clienti Vodafone costa 0,40 euro per ogni chiamata al 414, mentre lo stesso servizio è gratuito tramite app o sito web. Una vera beffa. Tra l’altro nessun altro operatore la prevede;

 

drogati di smartphone

7 - L’antivirus a pagamento: Vodafone ha introdotto il servizio Rete sicura, inserito di default all’attivazione della sim, è gratis per i primi tre rinnovi, poi costa un euro ogni quattro settimane, ma nessuno lo sa;

 

8 - Attenzione a usare il telefonino come hotspot. Vodafone, denuncia l’Unc, non informa in modo chiaro i propri clienti che la navigazione in modalità ‘tethering’, che trasforma cioè il telefonino in un modem internet per altri dispositivi, ha un costo ulteriore rispetto alla tariffa base. In passato la compagnia è stata anche diffidata dall’Agcom per questo motivo;

 

TELEFONO2

9 - L’addebito di penali in caso di recesso. Chi recede prima della scadenza del termine minimo di durata del contratto da un abbonamento poiché non accetta una variazione proposta dalla compagnia, non deve nulla. Attivare la tariffa “Tim Special Medium” costa 5 euro in promozione, ma se si passa ad altro operatore prima di 24 mesi la penale prevista è di 39 euro. Lo stesso vale per Wind che prevede una penale di 16 euro per il recesso prima di 24 mesi e per Tre, che richiede 49 euro se si disdice il vincolo di “All-In Prime Special” prima del termine. Infine chi ha sottoscritto “Vodafone Smart”, ma ci ripensa prima di aver ricaricato il conto almeno di 180 euro, dovrà sborsare 26 euro di penale.

 

TELEFONO

10 - L’addebito di costi di attivazione delle sim nei negozi. Tutti gli operatori richiederebbero agli utenti che intendono attivare una sim nei punti vendita, oltre che il costo della scheda (di solito 5 euro), un ulteriore costo una tantum per la sua l’attivazione: dai 3 ai 5 euro indebitamente richiesti, visto che online la stessa attivazione è gratuita.

 

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