eleonora guidi lorenzo innocenti femminicidio rufina firenze

“L’ALTRO GIORNO LI HO VISTI FUORI COL BAMBINO, ERANO MANO NELLA MANO. COSA AVRÀ PORTATO LUI A FARE UNA COSA COSÌ MOSTRUOSA?” – L’INCREDULITA’ A RUFINA, VICINO FIRENZE, PER IL FEMMINICIDIO DI ELEONORA GUIDI, LA DONNA UCCISA A COLTELLATE DAL COMPAGNO ARCHITETTO LORENZO INNOCENTI - LO STRAZIO DELLA FAMIGLIA E L'INCREDULITÀ DEL PAESE: “MAI UNA LITE, LI VEDEVAMO SEMPRE SERENI”. UNA AMICA DI LEI: “DITEMI CHE LUI È IMPAZZITO, CHE È MALATO, PERCHÉ ALTRIMENTI NON MI DARÒ MAI PACE”

Giulio Gori per corrierefiorentino.corriere.it

eleonora guidi femminicidio rufina firenze

 

Giovani, con un bel bambino, apparentemente sereni. Così a Rufina, paese della Valdisieve a una ventina di chilometri da Firenze, tutti raccontano l’immagine pubblica di Lorenzo e Eleonora. Nessuno aveva colto un accenno di disagio o un segno premonitore in quel giovane architetto che sabato mattina ha accoltellato a morte la propria compagna.

 

Trentasette anni, un carattere calmo e riservato, Lorenzo Innocenti, figlio di un ex impiegato dell’Inps, è un architetto diventato da qualche anno punto di riferimento della piccola comunità, chiamato da i compaesani a occuparsi della ristrutturazione di una casa o del rinnovamento di un negozio. Lavora da casa, nello studio allestito nella palazzina di proprietà, dove vive dirimpetto ai propri genitori, e da cui gestisce anche le proprietà immobiliari di famiglia.

 

 

 

«Gente benestante, ma che non mette in mostra i soldi, che non ostenta», spiega il sindaco Daniele Venturi. Avrebbero potuto vivere in una villa, confermano in paese, ma si accontentavano di stare in quell’appartamento nella periferia industriale di Rufina, a poca distanza dal grande mobilificio dei parenti della mamma, notissimo ben oltre la Valdisieve.

lorenzo innocenti femminicidio rufina firenze

 

 

Lei, Eleonora Guidi, aveva 35 anni. «Bella, buona, estroversa», dice chi la conosceva. Ex pallavolista dilettante nella polisportiva di Rufina, era cresciuta nel paesino al di là del fiume Sieve, Montebonello, poi si era diplomata in ragioneria. E dopo aver dato alla luce il figlio un anno e mezzo fa, da qualche mese aveva ripreso a lavorare come impiegata in un’azienda di energie rinnovabili della vicina Pontassieve. Ogni mattina si recava a Montebonello dalla mamma, una barista andata in pensione anche per occuparsi del marito malato, le lasciava il figlioletto e poi tornava a riprenderlo nel pomeriggio.

 

«Era una giovane tutta lavoro e bambino — racconta un vicino di casa —. E mai che li abbia sentiti litigare, a differenza di certi vicini che invece strillano di continuo».

 

Mai un atteggiamento scomposto, mai uno scontro, «mai neppure una risposta sgarbata come invece succede in tutte le coppie», racconta una donna che li conosceva bene. Anche negli ultimi giorni i due erano stati visti assieme, in apparenza felici e sereni. «Giovedì li ho visti fuori col bambino, erano mano nella mano. Cos’avrà portato lui a fare una cosa così mostruosa?», racconta una vicina in lacrime.

 

eleonora guidi lorenzo innocenti femminicidio rufina firenze

Così una ex compagna di banco di Eleonora si sfoga: «Ditemi che lui è impazzito, che è malato, perché altrimenti non mi darò mai pace».

 

Neppure la gelosia, secondo molti, può spiegare il femminicidio: «Sì, Eleonora era bellissima, ma anche lui era bello», è il refrain in un paese distrutto non solo dalla morte della giovane ma anche dal fatto di non avere una spiegazione facile, a portata di mano.

 

In tanti, poi, si preoccupano del bambino, «chissà chi lo crescerà, speriamo almeno che non ricordi quello che ha dovuto vedere».

 

A prendersene cura è stata la nonna materna, che l’ha portato via dall’appartamento della tragedia avvolto in una coperta e lo ha accompagnato a casa dell’altra figlia, la sorella di Eleonora.

«Mai ci saremmo potuti immaginare... Siamo una famiglia distrutta», dice invece un parente di Lorenzo.

 

(...)

 

eleonora guidi lorenzo innocenti femminicidio rufina firenze

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...