CRONACA DI UN CONTAGIO ANNUNCIATO – IL 70ENNE OLANDESE LEO SCHILPEROORD, PRIMA VITTIMA DELL’HANTAVIRUS SULLA NAVE "MS HONDIUS", È MORTO L’11 APRILE, MA SONO PASSATE TRE SETTIMANE PRIMA CHE SCATTASSE IL PROTOCOLLO “SHIELD”, CHE PREVEDE ISOLAMENTO, PROTOCOLLI DI IGIENE E MONITORAGGIO MEDICO - IL 12 APRILE IL COMANDANTE MINIMIZZAVA: “IL DOTTORE HA DETTO CHE NON È CONTAGIOSO” - LA CROCIERA È PRESEGUITA CON CENE GOURMET E FESTE, MENTRE IL CADAVERE ERA CONGELATO IN STIVA – LA SITUAZIONE È PRECIPITATA IL 24 APRILE ,QUANDO A SANT’ELENA SBARCANO LA SALMA E LA VEDOVA DI SCHILPEROORD, DECEDUTA DUE GIORNI DOPO – LA COMPAGNIA DI NAVIGAZIONE “OCEANWIDE” RESPINGE LE ACCUSE DI NEGLIGENZA: “LA CERTEZZA DEL CONTAGIO È ARRIVATA IL 4 MAGGIO” MA LA NOTIZIA CIRCOLAVA GIÀ…
Estratto dell’articolo di Fabio Tonacci per “la Repubblica”
nave da crociera Mv Hondius - focolaio di hantavirus
A rivederla adesso, […] l'intera rotta della Hondius appare costellata di negligenze, ritardi e improvvide rassicurazioni. Non foss'altro perché dal 6 aprile, quando il 70enne olandese Leo Schilperoord manifesta sintomi significativi (febbre, diarrea, mal di testa: morirà cinque giorni dopo) al 27 aprile, quando vengono attivati a bordo i protocolli per contenere il contagio, passano tre settimane. Ventuno giorni.
[…] Quando Schilperoord comincia a sentirsi male, tra il 4 e il 6 aprile, è insieme alla moglie 69enne Mirjam. Sono entrambi di Haulerwijk, nella Frisia. Condividono una delle 80 cabine del vascello di lusso, il primo al mondo ad essere registrato Polar Class 6. L'olandese viene visitato dal medico di bordo e dal suo assistente.
Quale sia questa prima diagnosi non è stato riferito dalla Oceanwide Expeditions, la compagnia di navigazione proprietaria dell'Hondius che organizza escursioni nell'Artico e nell'Antartico. Quel che è certo, perché documentato dal filmato del travel blogger turco Ruhi Çenet, è che il 12 aprile, la mattina dopo il decesso di Schilperoord, il comandante Jan Dobrogowski raduna i passeggeri e l'equipaggio nella sala briefing.
«Per quanto tragico possa essere, crediamo che la morte sia dovuta a cause naturali», afferma, mentre la nave sta puntando verso Tristan da Cunha, l'arcipelago più remoto del pianeta. «Qualunque sia il problema di salute di cui soffriva, il dottore mi ha detto che non è contagioso, quindi la nave è sicura. Faremo il possibile per continuare il viaggio in modo sicuro e dignitoso». Parole che, alla luce di ciò che succederà di lì a non molto, suonano infelici e aprono a un primo interrogativo.
HANTAVIRUS – VOLO KLM ATTERRATO A ROMA
Perché il dottore, che sulla Hondius può usufruire di una piccola struttura-ospedale, esclude fin da subito la malattia infettiva? Quali analisi ha potuto fare? Oltretutto sono salpati dalla Patagonia, dove tra il 2018 e 2019 si era sviluppato un focolaio da hantavirus che fece una decina di morti. […]
La crociera va avanti. Il 13 aprile la nave attracca a Tristan da Cunha: per due giorni i passeggeri sono liberi di scorrazzare sull'isola, tra i suoi 250 abitanti, e seguono una conferenza nella scuola locale. Nessuno sospetta niente. A bordo, la convivenza prosegue senza alcuna precauzione. Lo chef prepara una cena speciale per chi si siede al suo tavolo: zuppa di zucca e zenzero, aragosta o filetto di manzo, panna cotta di carote. Il cadavere di Leo Schilperoord è nella stiva congelata.
[…]
Il 24 aprile l'arrivo a Sant'Elena, l'isola dell'esilio di Napoleone e prima tappa con aeroporto. Scendono 32 passeggeri, tra cui Mirjam e la salma del marito. Il volo dell'Airlink per il Sudafrica dura 4 ore e 45 minuti.
Sempre secondo Çenet, che è su quell'aereo, la donna non sta bene. «A Johannesburg era su una sedia a rotelle, aveva la testa reclinata di lato, la malattia la stava già aggredendo, era evidente».
Il 26 aprile, Mirjam Schilperoord muore in ospedale.
Non può essere un caso, ormai l'allarme dovrebbe scattare in automatico. Eppure, un'informazione così importante giunge nella plancia di comando dell'Hondius 24 ore dopo. «Il 27 veniamo informati del secondo decesso», dichiara la Oceanwide Expeditions. Quel giorno succedono due cose: oltre alla morte a terra della donna olandese, un passeggero inglese sta molto male.
Il comandante stavolta organizza l'evacuazione medica aerea, mentre l'imbarcazione incrocia a largo di Ascensione. È da questo momento che la Oceanwide afferma di aver avviato l'indagine epidemiologica a bordo e attivato il piano di risposta "Shield" che prevede isolamento, protocolli di igiene e monitoraggio medico. Troppo tardi.
[…] la compagnia di navigazione respinge le accuse di negligenza. «Solo il 4 maggio si è avuta la certezza della presenza dell'hantavirus nel passeggero evacuato il 27 aprile, primo caso confermato». Sui giornali internazionali, però, la notizia si leggeva già il 3 maggio.
nave da crociera Mv Hondius - focolaio di hantavirus
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HANTAVIRUS - VOLO KLM
HANTAVIRUS – VOLO KLM ATTERRATO A ROMA
MV Hondius





