massimo d alema oscar del vino

D’ALEMA NON SI ARRENDE: ”SE TOGLIATTI DIALOGO’ CON GIANNINI DELL’UOMO QUALUNQUE, LA SINISTRA PUO’ CONFRONTARSI CON DI MAIO. 5 STELLE POPULISTI? NO, LI' C'E' UN PEZZO DEL NOSTRO MONDO – SALVINI? NON POSSIAMO AVERE NULLA A CHE FARE CON UN LEPENISTA - LA MIA CANDIDATURA? UN ERRORE POLITICO" – E SU RENZI…

Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera

massimo d alema

 

D' Alema, lei disse al Corriere: piuttosto che restare nel Pd, meglio prendere il 3%. È stato accontentato.

«Non sono contento del risultato, ma le ragioni per cui ce ne siamo andati sono le stesse per cui in cinque anni se ne sono andati 2 milioni e mezzo di elettori. Non erano critiche di un gruppetto di rancorosi; era un esame pertinente della situazione. Avevamo ragione».

 

Non era meglio rimanere nel Pd? Ora ve la giochereste.

«Abbiamo di fronte lo stesso problema: costruire un nuovo centrosinistra. Liberi e uguali può dare un contributo fondamentale».

 

Perché siete andati così male?

«Pur avendo compreso i motivi del fallimento della politica del Pd, non abbiamo saputo mettere in campo una proposta che ci distinguesse. Siamo apparsi una parte di quel centrosinistra che gli elettori hanno condannato; infatti andiamo bene dove va bene anche il Pd, e andiamo male dove anche il Pd va male. Ci siamo mossi tardi».

 

Dovevate fare la scissione prima?

d'alema

«Sì. Ce ne siamo andati poco prima delle elezioni, abbiamo cambiato due simboli - Articolo 1, Mdp, Leu - in pochi mesi. Se lanci un prodotto sul mercato in questo modo, non hai nessuna possibilità di successo. E dovevamo marcare una più netta discontinuità di programma, dare un profilo più chiaro di novità, anche con le candidature».

 

Compresa la sua.

«Lo riconosco: accettare la candidatura è stato un errore politico. Ma sul piano personale ho fatto quel che mi sentivo: combattere per le cose in cui credo. Ognuno deve seguire il suo demone. Io sono fatto così».

 

Ora tornerete nel Pd?

«Abbiamo avuto un milione e 100 mila voti: pochi per dire "la sinistra siamo noi"; troppi per dire che abbiamo sbagliato tutto. È un voto militante, appassionato, che non va disperso. Liberi e uguali deve essere la forza propulsiva del nuovo centrosinistra. Ora dobbiamo organizzarci in quel campo, che può tornare a essere competitivo; come dimostra la vittoria di Zingaretti».

d'alema

 

Voi il centrosinistra l' avete diviso.

«Il Pd non perde perché c' è Leu; perde perché si è separato dal suo popolo. E la campagna sul voto utile per fermare la destra ha spinto molti verso i 5 Stelle».

 

Cosa accadrà nel Pd?

«Sono fiducioso che in quel partito maturi la consapevolezza che non si tratta solo di cambiare leader, ma linea politica.

La propaganda sulla crescita non ha commosso nessuno: perché l' Italia cresce meno degli altri; e perché la crescita può convivere con l' aumento delle disuguaglianze e della povertà, se non c' è un' azione politica sulla qualità sociale dello sviluppo».

 

Così hanno vinto i populisti.

dalema boschi renzi dalema

«Diffido dell' uso troppo facile di questo termine. Qualcuno ha detto: la sinistra chiama populismo tutto quello che non riesce a capire. Gran parte dell' elettorato dei 5 Stelle viene dalla sinistra. Di fronte alla condizione del Mezzogiorno, tema in questi anni del tutto dimenticato, i 5 Stelle hanno detto: noi diamo un reddito ai poveri e combattiamo i privilegi. Sono le due bandiere della sinistra».

 

Il reddito di cittadinanza è irrealizzabile.

«Ma se i riformisti rinunciano a dare risposte praticabili a questi temi, qualcuno prende il loro posto. E non puoi dire ai tuoi elettori: siete fascisti, ho una pregiudiziale nei vostri confronti, con voi non parlo. È sbagliato politicamente e culturalmente».

 

Sta dicendo che la sinistra dovrebbe fare il governo con i grillini?

bersani d'alema

«Non so se ci siano le condizioni per fare un governo. So che il centrosinistra non può sottrarsi al confronto; ha il dovere di andare a vedere. Nel momento in cui i 5 Stelle passano dalla propaganda elettorale alla responsabilità di governo, dovranno fare una selezione delle priorità dei passi possibili. È una sfida cui io li chiamerei. Se invece tutti si alleano per impedire loro di governare, la prossima volta prendono il 50%».

 

Renzi esclude alleanze.

«Che senso di responsabilità nazionale è dire "sto all' opposizione", quando è evidente che non c' è modo di formare un governo? All' opposizione di che? Capisco che Renzi viva una fase di smarrimento; ma la sua posizione non ha senso compiuto. Vogliamo tornare al voto con il Rosatellum? Pensano di essere così furbi da indurre i 5 stelle a fare il governo con la Lega? Mi ricordano Tecoppa: "Fermati, che ti infilzo!"».

 

L' alternativa sarebbe l' astensione per far nascere un governo di centrodestra.

di maio festa pomigliano

«Sarebbe un suicidio».

 

Pregiudiziale anti Salvini?

«Su Salvini non ho un pregiudizio ma un giudizio: non possiamo avere nulla a che fare con un lepenista. Vorrebbe dire prendere quel che resta della sinistra italiana e consegnarla a Di Maio».

 

Lei è stato il primo a parlare di governo del presidente. Tutti dentro?

«Semmai tutti fuori. È una soluzione estrema: se non si trova nessuna via, il presidente della Repubblica dà l' incarico a una personalità esterna e chiede a tutti i partiti un atto di responsabilità. Può durare alcuni mesi, il tempo di fare la legge elettorale. Certo se la fanno la Lega e i 5 Stelle le elezioni successive diventano un ballottaggio Salvini-Di Maio; noi possiamo anche non presentare le liste».

 

Ma alla Lega conviene il turno unico, ai 5 Stelle il doppio turno. Lei quale sistema preferisce?

D'ALEMA

«Il doppio turno di collegio.

In ogni caso, ci troviamo in questa situazione per una legge pessima imposta dal Pd. A maggior ragione il Pd non può disinteressarsi del governo del Paese».

 

Cosa dovrebbero fare i dirigenti?

«Prendersi un po' di tempo per riflettere. Ho fiducia che lo faranno: li conosco, li ho visti crescere, è gente di qualità. La crisi non sarà né breve né semplice. Certo non è facile ragionare dopo una mazzata; posso farlo io, che sono persona esperta anche nel prendere botte».

 

D' Alema rottamato definitivamente?

«Io non sono stato rottamato. Ho scelto di non ricandidarmi quando era segretario Bersani. Stavolta ho sbagliato a cedere. Ma non ci si dimette dalle passioni».

 

E ora propone il confronto con i 5 Stelle.

«Lì c' è un pezzo del nostro mondo. Il confronto è necessario a verificare la possibilità di avere un programma comune, non demagogico ma in discontinuità con questi anni. Se non le soluzioni, la direzione di marcia dei 5 Stelle è condivisibile: ridurre le disuguaglianze, occuparsi del Mezzogiorno, colpire i privilegi: tutti, non solo quelli dei politici; ce ne sono di assai maggiori. Si tratta anche di capire se i 5 Stelle vogliono davvero governare».

Dialogo, quindi.

«Se Togliatti dialogò con Guglielmo Giannini, il fondatore dell' Uomo Qualunque, il centrosinistra può dialogare con Luigi Di Maio».

BERLUSCONI D'ALEMAd'alemaREICHLIN D'ALEMABERSANI D'ALEMAD'ALEMARENZI D'ALEMAD'ALEMABERSANI D'ALEMAD'ALEMAD'ALEMA

 

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...