bruxelles

UNO DEI KAMIKAZE DI BRUXELLES VENNE FERMATO E RILASCIATO DALLE AUTORITA'. SI TRATTA DI IBRAHIM EL BAKRAOUI CHE SI È FATTO SALTARE IN ARIA NELLA HALL DELL'AEROPORTO - IL 30 GENNAIO 2011, CON ALTRI DUE COMPLICI, FECE IRRUZIONE IN UNA FILIALE DELLA WESTERN UNION PER UNA RAPINA...

Marco Imarisio per “Il Corriere della Sera”

la metro distrutta a bruxellesla metro distrutta a bruxelles

 

Nell'angolo più buio del sottoscala c'è ancora un sacchetto di nylon con la posta che i proprietari non hanno mai ritirato. «Nessuno ce lo ha chiesto», racconta Mohamed, un anziano signore dalla barba bianca vestito con la classica tunica marocchina. Ancora una volta si torna a Molenbeek, al comune nell'area metropolitana di Bruxelles diventato a torto o ragione sinonimo di culla del jihadismo. A Les Beguines, il locale all' angolo di una casa in mattoni rossi che fino a due settimane prima della strage di venerdì 13 novembre a Parigi era gestito da due baristi che di nome facevano Brahim e Salah Abdeslam. «Succedeva sempre di sera», raccontano gli abitanti.

 

BRUXELLES ATTENTATI TERRORISTI BIG 1BRUXELLES ATTENTATI TERRORISTI BIG 1

Ragioni sbagliate Il bar chiudeva, e dentro restavano gli amici. È come se il mondo stesse scoprendo cose che in questo microcosmo diventato celebre per le ragioni sbagliate erano da tempo di pubblico dominio. I fratelli El Bakraoui arrivavano quasi sempre insieme, dopo la palestra. Khalid, il più piccolo, 27 anni come l' ex primula rossa del terrorismo internazionale, aveva anche lavorato per qualche tempo dietro al bancone, mentre Ibrahim condivideva con il più grande degli Abdeslam, il capo, la visione di filmati truculenti targati Isis, alternata a una massiccia dose di pornografia.

feriti fuori la metro a bruxellesferiti fuori la metro a bruxelles

 

Gli attacchi di Parigi e Bruxelles hanno la stessa mano, questo ormai è chiaro. Ma i legami tra i membri di quella che resta a metà strada tra la cellula e un gruppo di amici che si è radicalizzato in carcere sono così evidenti che basta mezza giornata per ricostruire una mappa talmente fitta di incroci da risultare spesso più complicata di quel che è. Ibrahim El Bakraoui si è fatto saltare in aria alle 7.51 di martedì nella hall dell'aeroporto internazionale di Bruxelles.

 

Pochi attimi, a duecento metri di distanza dalla prima esplosione, anche Najim Laachraoui, precedentemente noto con il falso nome di Soufian Kayal, si è dato la morte nello stesso modo, nel tentativo di uccidere più persone possibile. Appena un' ora dopo, Khalid El Bakraoui ha fatto strage nel secondo vagone della metro leggera diretta alla fermata di Maelbeek. Manca solo una persona.

ARTIFICIERE  DI BRUXELLES Najim Laachraoui ARTIFICIERE DI BRUXELLES Najim Laachraoui

 

L' uomo che viene ripreso con un cappello in testa e un giubbotto bianco mentre cammina insieme ai due futuri suicidi. Dietro di sé ha lasciato una sacca pieno di esplosivo, così instabile da esplodere prima dell' intervento degli artificieri. Gli attacchi di Bruxelles sono quasi una conseguenza di quelli di Parigi, e ad essi rimandano. A cominciare dalle personalità e dal percorso dei loro autori.

 

najim laachraouinajim laachraoui

«Persone già note alle forze dell' ordine». La formula è uguale, in ogni Paese. Il 30 gennaio 2011 Ibrahim e altri due complici si rendono protagonisti di un' altra brutta giornata per Bruxelles. Alle 15.10, poco dopo la riapertura pomeridiana, fanno irruzione in una filiale della Western Union di rue Adolphe Max. Il commesso dà l' allarme e fugge dalla porta principale.

 

I tre banditi non hanno il coraggio di fermarlo con le armi che tengono in pugno. Ma all' uscita, quando incrociano una macchina della polizia, sparano all' impazzata ferendo alla gamba un agente. Nove anni di carcere, la metà dei quali condonati, nonostante il parere contrario della Procura di Bruxelles. Li sconta insieme a Khalid, che l' anno seguente viene condannato a cinque anni per una lunga serie di furti d' auto. Nel 2014 è già fuori. Nel giugno del 2015 viene arrestato a Gazentep, in Turchia, sulla strada per la Siria. Viene estradato in Olanda. Ma torna subito in libertà: per le autorità belghe non aveva legami con il terrorismo.

khalid el bakraouikhalid el bakraoui

 

FALSA IDENTITÀ

I fratelli Bakraoui tornano al disonore della cronaca durante l' inchiesta sulla strage di Parigi. Khalid affitta sotto falsa identità, ma usando la propria carta di credito, l' appartamento di rue de Fort a Charleroi, servito a preparare le cinture esplosive usate il 13 novembre. I fratelli Abdeslam e il loro amico Abdelhamid Abaaoud, la mente del gruppo, ci dormono la notte prima degli attentati.

 

ibrahim el bakraouiibrahim el bakraoui

Nel 2010, dopo l' espulsione dal liceo cittadino, Ibrahim El Bakraoui aveva lavorato per qualche tempo nel magazzino di stoffe del quale è proprietario proprio il padre di Abaaoud. Nel covo di Charleroi verranno poi ritrovate anche le impronte digitali del sedicente Soufian Kayal, fino a quel momento sconosciuto. Se ne aggiungeranno altre, nella casa di rue Henri Bergé a Schaerbeek, ovunque vengano trovate tracce dell' esplosivo di Parigi, persino sui resti di quelle usate allo Stade de France e al Bataclan.

attentati bruxelles 6attentati bruxelles 6

 

Ed è ancora Khalid che affitta la casa di Forest che il 15 marzo viene perquisita dalla polizia credendo fosse disabitata. Quello è il rifugio del latitante più ricercato del mondo ma il più piccolo dei fratelli El Bakraoui non paga la bolletta da tre mesi. Ne nasce un conflitto a fuoco, dove viene ucciso Mohamed Belkaid, alias Samir Bouzid, algerino di 35 anni. È l' uomo al quale Abaaoud invia gli sms prima e durante la strage.

 

Il 17 novembre il suo volto viene ripreso insieme a quello di Laachraoui, alias Soufiane Kayal, da una camera di sorveglianza della filiale Western Union di Molenbeek. Stanno effettuando un versamento a favore di Hasna Ait Boulhacen, la donna che a Parigi, nel quartiere di Saint-Denis, sta cercando un posto sicuro per il cugino Abaaoud. A settembre Belkaid, Laachroui e Salah Abdeslam vengono controllati alla frontiera tedesca. Dicono di essere in vacanza. Prego, continuate pure.

attentati bruxelles 3attentati bruxelles 3

 

Ma è ormai certo che quel viaggio segnasse il ritorno in patria dei due futuri complici, entrambi reduci dalla Siria.

 

LA CASA DELL' INFANZIA

La casa all' ultimo piano di una palazzina in rue Max Roos a Schada dove martedì Najim Laachraoui è uscito per l' ultima volta dista poche centinaia di metri da quella dove è cresciuto, orfano di padre. Se davvero è il secondo terrorista suicida dell' aeroporto, la polizia conferma mentre la Procura frena, siamo pur sempre in Belgio, la sua parabola di jihadista è diversa da quella dei suoi complici. Lui ci ha sempre creduto alla jihad.

 

attentato alla metro di maelbeek bruxelles  1attentato alla metro di maelbeek bruxelles 1

Fu per questo che lo buttarono fuori da scuola. Il suo nome è stato cancellato dal registro dei residenti di Schaerbeek dopo la sua partenza per la Siria, nel febbraio del 2015. Ci aveva già provato nel 2012. Ma Fatima e Najima Abderkan, le organizzatrici di una filiera di aspiranti foreign fighters, vennero arrestate. Sono le zie di Abid, l' uomo che ha offerto l' ultimo rifugio a Salah Abdeslam, portandolo a casa di sua madre, in rue des Quatres Vents, a Molenbeek. Tutto, o quasi, si tiene.

 

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La radicalizzazione di Laachraoui risale a molto prima. Nel 2009, quando aveva solo 18 anni, viene citato spesso nell' inchiesta sull' attentato terroristico avvenuto al Cairo, dove venne uccisa una turista francese. Dagli atti emerge come all' epoca fosse in contatto con Fabien Clain e tale Ben Abbes. Il primo è il predicatore che ha accolto Abaaoud in Siria e ne ha rivendicato le malefatte parigine in nome e per conto dell' Isis. La voce che celebra il massacro del 13 novembre è sua. Il secondo è meno noto, meno importante. Ma nel 2010 venne arrestato perché stava progettando un attentato in una sala di concerti. Era il Bataclan.

 

ATTENTATI  A BRUXELLESATTENTATI A BRUXELLES

 

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