tiziana zaramella e il figlio solfatara

“DOVE SONO MAMMA E PAPA’?” – FAMIGLIA INGHIOTTITA DALLA SOLFATARA DI POZZUOLI, IL PIANTO DI ALESSIO, 7 ANNI, UNICO SOPRAVVISSUTO: “I MIEI GENITORI SONO IN OSPEDALE, VERO? LI STANNO CURANDO, QUANDO LI POTRÒ VEDERE?. E MIO FRATELLO COME STA?" – VICINI E PARENTI SENZA PACE: PER NOI E’ UN MISTERO. ERANO ATTENTI. E IL BIMBO GIUDIZIOSO

1 - LA FAMIGLIA: PER NOI È UN MISTERO

TIZIANA ZARAMELLA E IL FIGLIOTIZIANA ZARAMELLA E IL FIGLIO

Federico Genta e Lorenzo Padovan per “la Stampa”

 

La storia di Massimiliano e Tiziana è iniziata sui banchi di scuola. Una famiglia forte e inseparabile che in qualche modo aveva condizionato anche le rispettive carriere professionali. Lui, laureato in ingegneria informatica, aveva scelto una ditta vicino a casa, a San Donà di Piave, per ridurre al minimo le trasferte e poter stare vicino ai suoi cari. Lei aveva scelto la stessa missione di vicinanza: da anni aveva un contratto come addetta ai controlli di sicurezza all' aeroporto internazionale Marco Polo di Venezia.

 

Un' occupazione part-time che le lasciava il tempo di accudire i figli, le due più grandi gioie della sua vita. Era sempre al loro fianco: rappresentante di classe e del comitato mensa, impegnata nel volontariato, moto perpetuo per sostenere le attività della squadra di pallone del più piccolo. Insieme, Tiziana e Massimiliano si sono sacrificati nel tentativo disperato di salvare Lorenzo, 11 anni.

 

L' idea di quella vacanza lampo in Campania era nata poche settimane fa, durante la festa di compleanno del secondo genito, Alessio. Un sogno estivo coronato in extremis: oggi in Veneto inizia la scuola e i Carrer si erano concessi un last minute prima del suono della campanella. Lorenzo sarebbe dovuto essere in seconda media, Alessio è atteso in terza elementare.

 

SOLFATARA POZZUOLISOLFATARA POZZUOLI

Appena avvertiti dai carabinieri, i genitori di Massimiliano, Giuseppe e Rina, hanno raggiunto la casa dove vivevano le vittime e la nonna materna, Gilberta, rimasta vedova da alcuni anni del marito Battista, per decenni operaio comunale, dopo essere rientrato, nel 1982, in Veneto, al termine di una breve parentesi torinese, città dove è nata Tiziana. Ad occuparsi dell' unico superstite saranno la zia, Elisabetta Carrer, e i nonni paterni che hanno sempre sostenuto le attività dei nipotini.

 

La sorella di Massimiliano è invece già partita alla volta di Pozzuoli per riabbracciare Alessio e riportarlo a casa.

 

Vicini e parenti non si danno pace per quanto accaduto: «La ricostruzione non ci convince - ricordano in lacrime -: Lorenzo non è mai stato esuberante. Curioso, ma non sopra le righe. Evidentemente c' è stato qualcosa di improvviso, perché i genitori non avrebbero mai permesso al ragazzino di uscire dal sentiero e violare le norme di sicurezza. Erano assennati e premurosi: visto che c' era anche Alessio le precauzioni saranno state doppie».

 

SOLFATARA POZZUOLISOLFATARA POZZUOLI

Dolore anche in Piemonte, dove vivono i cugini di Tiziana. «Per me era come una sorella - ricorda Andrea Zaramella -. Mio fratello Dario era andato a trovarla in Veneto con i bambini solo tre settimane fa. Io non la vedevo da anni, ma eravamo sempre in contatto. Uniti anche se distanti. Al telefono, sui social: ci scrivevamo e superavamo insieme i tanti problemi che si incontrano lungo la vita».

 

Andrea vive a Chieri, alle porte di Torino. Adesso saranno gli accertamenti dei vigili del fuoco e della questura di Napoli a chiarire come si è consumata la tragedia. Indagini dovute, che non potranno in ogni caso alleviare il dolore dei familiari. «Sono accertamenti doverosi, ma che al massimo potranno servire per fare in modo che una tragedia simile non si ripeta - aggiunge Andrea -. Purtroppo Tiziana, Massimo e Lorenzo non ci sono più e niente e nessuno ce li potrà mai restituire».

 

2 - IL PIANTO DI ALESSIO

Chiara Graziani per “il Messaggero”

 

Aveva uno zainetto, rimasto sulle spalle alla mamma caduta giù. Alessio, quasi otto anni, da mezzogiorno è solo al mondo: solo i vestitini che indossa dalla mattina gli conservano l'ultima carezza di mamma Tiziana e papà Massimiliano che, fino alla mattina, gli sorridevano, lo vestivano, gli spiegavano cose da raccontare alla maestra al rientro a scuola, alla «Mattei» di Meolo, Venezia.

SOLFATARA POZZUOLISOLFATARA POZZUOLI

 

A mezzogiorno la terra fumante ha inghiottito Lorenzo, 11 anni, il fratellino. E Alessio ha visto i genitori lanciarsi per afferrarlo. Lui si è salvato perché ha scelto di correre all'indietro, a cercare aiuto. Ieri pomeriggio, affidato alle cure di due psicologhe e della responsabile dei servizi sociali del comune di Pozzuoli, Enrichetta La Ragione, Alessio poco aveva voluto capire della tragedia che aveva visto distintamente.

 

«La mia famiglia è in ospedale, vero? Li stanno curando, quando li potrò vedere?». La nonna del cuore, Gilberta, che viveva con lui nel casolare di campagna appena ristrutturato dal papà architetto, è in viaggio, con gli zii materni ed i nonni paterni. I grandi dovranno metterlo davanti alla realtà che ha travolto e distrutto anche loro. Perché Alessio si è voluto convincere che qualcuno abbia potuto fare qualcosa per la sua famiglia.

 

LE DOMANDE

Ma la descrizione di chi lo segue, lo ha visto, rassicurato o gli ha offerto cibo e cartoni animati al riparo di un bar e di una struttura protetta, è quella di una piccola anima all'erta. Le sue domande continue, improvvise dopo lunghi silenzi, sono una verifica, un esorcismo di quello che la paura gli suggerisce. «Che dicono i dottori?» si sentono chiedere continuamente i grandi.

solfatara a pozzuolisolfatara a pozzuoli

 

Enrichetta La Ragione, nonna di due nipotini, non ricorda uno strazio simile in 25 anni in trincea a Pozzuoli. Con le due psicologhe sa che la consapevolezza per Alessio non può arrivare prima del volto dei nonni con la verità scritta negli occhi. A metà pomeriggio hanno chiesto di nuovo ad Alessio: «Hai fame? Cosa vuoi mangiare?». E Alessio si è ricordato di aver fame. Ha chiesto la cotoletta con le patatine fritte. L'ha mangiata tutta, di gusto apparentemente.

 

L'ARRIVO DEI NONNI

«Posso vedere la televisione?» ha chiesto poi. La domanda era attesa. Ovviamente solo cartoni animati e nessun canale che trasmettesse informazione con il viso da ragazzina della mamma che faceva la vigilante in aeroporto a Venezia e che cantava con le amiche in un coro polifonico. Quando è stato chiaro che i nonni non sarebbero arrivati prima delle 22 a Napoli, un'assistente sociale ha comprato un pigiamino. I vestiti della mattina, indossati quando il mondo era ancora quello che doveva essere per sempre, hanno portato via l'ultimo odore e l'ultima carezza della sua famiglia. Un bagno, il letto. Alessio, a questo punto, ha opposto resistenza. «Insomma, come stanno mamma e papà? Lorenzo come sta?»

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