de benedetti amianto

È INIZIATO IL PROCESSO PER I MORTI DI AMIANTO ALL’OLIVETTI DI IVREA, CHE HA TRA GLI IMPUTATI ANCHE CARLO DE BENEDETTI, CORRADO PASSERA E ROBERTO COLANINNO - E DAI TESTIMONI ALLE NUOVE PROVE, ECCO TRE BRUTTE NOTIZIE PER L’INGEGNERE

carlo de benedetti repubblicacarlo de benedetti repubblica

Giacomo Amadori per “Libero Quotidiano”

 

È iniziato il processo per i morti di amianto all' Olivetti di Ivrea e il programma serrato delle udienze non lascerà certo dormire sonni tranquilli ai 18 imputati (uno si è aggiunto ieri con l'accorpamento di un fascicolo stralciato).

 

Si possono avere i migliori avvocati del mondo, ma quando un giudice decide che un processo deve procedere veloce, quello è il suo destino. Lo auspica la comunità eporediese che finalmente vede alla sbarra i manager che, secondo i pm, hanno condannato a malattie mortali, come il mesotelioma pleurico, almeno 14 lavoratori (le vittime del processo), di cui due ancora in vita. Ieri in aula non c'era nessuno degli imputati eccellenti.

corrado passera (2)corrado passera (2)

 

Non c' era Carlo De Benedetti, ex presidente e amministratore delegato nel periodo 1978-'96, non c' era suo fratello Franco (ad dal '78 all''89), non c' era l' ex ministro e ora leader politico Corrado Passera (ad dal '92 al '96), non c' era nemmeno il suo successore Roberto Colaninno (accusato però solo di lesioni), il dirigente che nel 1999 lanciò l' Olivetti alla conquista di Telecom Italia. Grazie a quella scalata, diciassette anni dopo, la compagnia telefonica è citata come responsabile civile e dovrà rifondere alle vittime gli eventuali danni.

ROBERTO COLANINNO ROBERTO COLANINNO

 

I vecchi dirigenti dell' azienda sono accusati di omicidio e lesioni colpose, visto che secondo gli inquirenti non potevano non conoscere i rischi legati all' esposizione continuata degli operai all' amianto e nonostante questo non presero provvedimenti per salvaguardarne la salute.

 

Nell' auditorium del liceo scientifico Antonio Gramsci, in rappresentanza degli imputati, ieri c'era solo Filippo Demonte Barbera amministratore di una controllata dell' Olivetti nel biennio 1985-'87. A ospitare il dibattimento è una scuola perché gli uffici giudiziari eporediesi non hanno aule abbastanza grandi per questo atteso procedimento. «È quello che ci ha dato il ministero», ha risposto il giudice Stoppini a un avvocato che si lamentava per la penuria di microfoni.

 

Stalattiti amiantoStalattiti amianto

Ma se gli antichi vertici dell'azienda sono rimasti a casa, non si sono fatte vedere nemmeno le parti civili più rappresentative, per esempio il sindaco Pd di Ivrea Carlo Della Pepa o quello di Torino Piero Fassino, alla guida della città metropolitana, la vecchia provincia. Il segretario provinciale della Fiom-Cgil Federico Bellono al termine dell'udienza ha evidenziato una sorta di Edipo della sinistra: «Mancavano gli imputati eccellenti, com'era prevedibile, ma anche la città, a partire dai suoi rappresentanti, segno probabilmente di un problema non risolto con se stessa e con la propria storia recente».

 

pericolo amiantopericolo amianto

Non è facile per la gauche piemontese veder processare quello che riteneva un modello di capitalismo illuminato e i suoi presunti portabandiera, dall' ottantacinquenne Camillo Olivetti all' ingegner De Benedetti, editore del gruppo l'Espresso e tessera numero uno del Pd. Oltre che neocittadino svizzero dove ha spostato la residenza civile e fiscale. Come dicevamo il giudice Elena Stoppini ha già fissato altre 23 udienze da qui al prossimo 18 luglio, quasi una a settimana.

 

Dopo l'estate ci saranno le requisitorie dei pm e le arringhe difensive. Quindi la sentenza. Il prossimo 25 gennaio sfileranno in aula Silvana Cerutti, investigatrice in camice in quanto medico e dirigente del Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spresal) della Asl, ma soprattutto è attesa la toccante testimonianza di due sopravvissuti in gravi condizioni di salute: Bruna Luigia P. e Pierangelo B. F..

 

adriano olivetti il visionario di ivrea e la L m sHVM jpegadriano olivetti il visionario di ivrea e la L m sHVM jpeg

La prima ha fatto l' impiegata dal 1971 al 1999, inalando le fibre di amianto presenti in intonaci e controsoffitti, visto che l' azienda ha rilevato la presenza dell' asbesto nelle strutture dello stabilimento solo nel 1987; il secondo ha lavorato alla catena di montaggio delle macchine da scrivere dal 1963 all''80, dove ha respirato il micidiale talco a base di tremolite che serviva a rendere maneggevoli i componenti. Di quella polvere a base di fibre di amianto l'azienda ha iniziato a parlare solo a partire dal 1981 e a sostituirla cinque anni dopo.

 

ADRIANO OLIVETTI A IVREA ADRIANO OLIVETTI A IVREA

Il giudice ha annunciato 134 testimoni, mentre i consulenti tecnici delle parti saranno ventotto. Le prime schermaglie del processo si sono registrate quando il pm Laura Longo ha chiesto l' acquisizione come attività integrativa d' indagine dei risultati degli ultimi monitoraggi dello Spresal sulle strutture dell' Olivetti, dati inseriti recentemente dalla procura nel proprio fascicolo come atti relativi.

 

La Asl tra le sue attività ha anche quella di controllare l' attuale presenza di amianto sul territorio e così ha effettuato verifiche sullo stabilimento di Scarmagno e via via sugli altri rilevando presenze consistenti di fibre. Uno studio allarmante che confligge con le analisi ordinate dalla Telecom e attestanti concentrazioni bassissime di asbesto anche nei periodi all' esame del processo.

 

Ora, grazie al lavoro dello Spresal, l'accusa mette a segno un punto importante: infatti se gli edifici sono ancora pregni d'amianto risulta difficile ritenere che non lo fossero nei decenni scorsi. Le difese si sono opposte, senza riuscirvi, all' acquisizione dei nuovi dati.

 

procura Ivrea
procura Ivrea

Le brutte notizie per gli ex dirigenti, però, non finiscono qui. Entro uno o due mesi a molti degli attuali imputati dovrebbe essere recapitato l' avviso di chiusura indagini per la cosiddetta inchiesta Olivetti bis, riguardante un' altra decina di vittime dell' asbesto.

 

Ulteriori casi confluiranno in una probabile indagine "ter". Il procuratore di Ivrea Giuseppe Ferrando con Libero tira le somme della prima udienza: «Sono molto soddisfatto per questa giornata. La sensazione è che si farà un processo in tempi brevi e la prescrizione non è nemmeno adombrata. Sono stati fatti tutti gli sforzi per consentire di celebrare un processo di queste dimensioni a Ivrea e la stessa formazione dei calendari fa ben sperare sulla sua celerità. Non è mai facile fare previsioni, ma immagino che il processo possa concludersi entro l' anno».

 

 

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…