il fiore cadavere

E’ ORA DI PIANTARLA! - NEGLI ULTIMI DUE SECOLI SI ESTINTE OLTRE 600 SPECIE DI PIANTE - SONO SCOMPARSE A UN RITMO 500 VOLTE SUPERIORE RISPETTO ALLE STIME - DAL SANDALO DEL CILE ALL’ULIVO DI SANT'ELENA FINO AL FIORE-CADAVERE E AL RISO SELVATICO TEXANO: ECCO L’ELENCO DEI VEGETALI CHE NON ESISTONO PIÙ…

Daniela Uva per “il Giornale”

 

Ci sono il sandalo del Cile e l' ulivo di Sant' Elena. Ma anche il cosiddetto fiore-cadavere, il riso selvatico texano, l' orchidea sotterranea e l' albero medusa. Sono le piante ormai estinte, o quelle entrate nella lista rossa stilata dall' Iucn, che comprende vegetali e animali seriamente in pericolo.

 

RISO SELVATICO TEXANO

La scomparsa della flora è decisamente meno nota, ma secondo un nuovo studio sta avvenendo molto più velocemente rispetto a quella che colpisce la fauna. Negli ultimi 250 anni, sono sparite 600 specie di piante, e così un gruppo di ricercatori dell' università di Stoccolma ha provato che l' estinzione dei vegetali sta avvenendo 500 volte più velocemente di quanto si pensasse.

 

Questo perché nel corso del periodo di tempo analizzato è andato perduto circa il doppio delle specie vegetali rispetto a quelle di uccelli, mammiferi e anfibi messe insieme. Per verificarlo, gli scienziati svedesi si sono serviti di documenti e registri botanici compilati negli ultimi due secoli e mezzo. In questo modo sono riusciti a redarre una lista certa delle specie ormai sparite, i luoghi nei quali sono scomparse e la velocità del fenomeno.

Fra i vegetali finiti in questo triste elenco ci sono il sandalo del Cile, che era impiegato per estrarne gli olii essenziali, ma anche l' ulivo di Sant' Elena, che produceva caratteristici fiori dal colore rosato e la Thismia americana, tipica delle praterie.

 

ULIVO DI SANT ELENA

Lo studio ha anche provato che la scomparsa dei vegetali mostra una maggiore incidenza sulle isole e nelle aree tropicali, che possiedono una maggiore diversità della flora. Nel complesso, le specie di piante estinte sono 571. La velocità del fenomeno è molto elevata, anche a causa delle attività umane che mettono a rischio la biodiversità. E non finisce qui, perché secondo gli autori della ricerca il calcolo sarebbe in difetto e non offrirebbe un' idea sufficientemente accurata dell' attuale situazione. Anche perché vegetali considerati irrimediabilmente perduti sono stati rintracciati in alcune aree remote del pianeta.

 

IL FIORE CADAVERE

«Certamente il problema del rischio di estinzione non riguarda solo gli animali, ma si estende anche alle colture e alle piante da frutto conferma Licia Colli, docente di Scienze agrarie all' università Cattolica di Milano -. In Italia un secolo fa erano presenti migliaia di varietà di vegetali da frutto e di colture locali. Oggi il loro numero si è ridotto a un quarto, e tre su quattro sono a rischio di estinzione. Ne sono un esempio il mais rosso del Ticino e il quarantino del Bresciano, la pera limone delle province di Parma e Piacenza o il biricoccolo del Bolognese».

 

Eppure proprio questi esseri viventi svolgono un ruolo cruciale nel mantenere in equilibrio gli eco sistemi terrestri, grazie alla loro capacità di produrre ossigeno, frutti, pollini e molte altre sostanze che sono alla base dell' alimentazione di milioni di specie viventi. Ecco perché gli scienziati svedesi oggi invitano ad adottare provvedimenti urgenti per attenuare e tenere sotto controllo il problema. Un passaggio fondamentale implica la compilazione di registri più accurati sull' attuale stato della flora globale, con erbari e altri cataloghi digitali aggiornati regolarmente.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…