raffaella castagna olindo romano rosa bazzi

ERBA SPACCIATA – COME MAI ALCUNI AFFILIATI DI ‘NDRANGHETA USAVANO SIM “SEGRETE” PER FARE RICERCHE SULLA STRAGE DI ERBA NEL 2020 (14 ANNI DOPO I FATTI)? – LA RIVELAZIONE DEL PODCAST “IL GRANDE ABBAGLIO”, DEI GIORNALISTI FELICE MANTI ED EDOARDO MONTOLLI, CHE HANNO SCOVATO ALCUNE INTERCETTAZIONI IN UN'ORDINANZA DELLA DDA DI MILANO, CHE INDAGA SU UN PRESUNTO NDRANGHETISTA CHE AVREBBE AVUTO IL CONTROLLO DEI TRAFFICI DI DROGA NELLA ZONA DI ERBA: “CHIUDI IL TELEFONO, ASCOLTA ME, DEVI GUARDARE LA STRAGE DI ERBA E CHIUDI…” – LA PISTA DELLA DROGA CHE SCAGIONEREBBE OLINDO E ROSA, MAI PRESA IN CONSIDERAZIONE DAGLI INQUIRENTI… - VIDEO

 

 

 

Dal podcast “Il grande abbaglio” – di Felice Manti ed Edoardo Montolli

 

FABIO SCHEMBRI - FELICE MANTI

Nel 2020, molto prima che si parlasse di una revisione del processo per Olindo Romano e Rosa Bazzi, i trafficanti di droga del comasco facevano ricerche “coperte” online sulla strage di Erba. Lo rivela un’intercettazione legata a una recentissima inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Milano, coordinata dalla squadra mobile di Como.

 

A scoprirlo sono stati Felice Manti ed Edoardo Montolli, che nell’ultima puntata del podcast su Youtube Il Grande Abbaglio svelano l’esistenza di questi brogliacci a un ignaro Fabio Schembri, il legale della coppia che sta discutendo la riapertura del processo per la mattanza dell’11 dicembre 2006, quando morirono Raffaella Castagna, suo figlio Youssef di 2 anni e mezzo, la mamma Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini.

 

ROSA E OLINDO

A parlare nell'intercettazione è Vincenzo Milazzo, che secondo i pm avrebbe avuto il controllo dei traffici nella zona di Erba. […] 39 anni, è nato in Germania e nelle intercettazioni sosteneva che il padre e il nonno erano vicini al boss di Cosa Nostra Giuseppe Di Cristina, fatto assassinare da Totò Riina.

 

Per la sua capacità è tenuto molto in considerazione dai fornitori di stupefacenti a Erba, anche a quelli legati all’ex capo della ‘ndrangheta di Erba Pasquale Varca (condannato per questo con sentenza definitiva), grazie alla protezione di un altro presunto boss di ndrangheta, Luigi Vona, finito nella recente inchiesta perché considerato il boss di Asso e di Canzo.

 

OLINDO E ROSA - FELICE MANTI ED EDOARDO MONTOLLI

Nella conversazione risalente al 2020 tra Milazzo e alcuni appartenenti a un presunto sodalizio criminale dedito allo spaccio a Erba si parla di sim segrete da utilizzare solo per fare ricerche su internet.

 

La conversazione è messa in evidenza in neretto non solo dagli inquirenti ma anche dal gip che ha emesso l’ordinanza. Pur avendo a disposizione dei telefoni criptati, Milazzo decide di comprare a Milano alcune schede telefoniche e ne parla con tale Leonardo Potenza.

 

È lui a suggerirgli di dare le sim soltanto a pochissime persone, cinque o sei fidatissimi. «Sì, ma non chiamerò mai. Sai qual è il problema? Questa qua la uso, riguarda l’omicidio. Chiudi il telefono, ascolta me, chiudi il telefono e i cazzi. (Incomprensibile). Devi guardare l’omicidio Longone e chiudi. Strage di Erba e chiudi.  Non lo devi usare mai per chiamare e mandare whatsapp, hai capito cosa voglio fare io con questa, hai capito cosa devi fare? Il fatto di Raimondo», facendo riferimento - scrivono gli ufficiali che hanno fatto queste intercettazioni - ai fatti nei quali era rimasto coinvolto tale Como Edmond, albanese assolto dall’inchiesta Crimine Infinito sulla ’ndrangheta e recentemente condannato per l’omicidio di Metaj Beesnik, un connazionale ammazzato con tre colpi di pistola a Longone, vicino Erba, per cui era stato arrestato una settimana prima di questa intercettazione.

 

famiglia castagna

Ma perché nel 2020 i trafficanti di droga del comasco utilizzavano schede telefoniche dedicate esclusivamente alle ricerche online per cercare notizie sulla Strage di Erba? Oggi la vicenda è oggetto di revisione alla Corte d’Appello di Brescia, allora era lontano dai radar di media e opinione pubblica.

 

Non si sapeva ancora che il dottor Cuno Tarfusser aveva intenzione di presentare una richiesta di revisione, né che la difesa stava lavorando a una richiesta analoga, non c’è un fatto di cronaca oggettivo che può interessare questi soggetti. Il caso era chiuso definitivamente da nove anni con la condanna definitiva.

 

«Io di questa indagine ne ho appreso, ho avuto notizia dalle dai giornali, ma non conoscevo questa intercettazione, quella che mi è stata letta» dice Schembri a Manti e Montolli. E perché la strage di Erba è stata messa in correlazione con l’omicidio per cui è accusato Edmond Como, legato allo spaccio di droga?

 

FABIO SCHEMBRI - FELICE MANTI

La vicenda si lega al racconto del testimone Abdi Kais, che la difesa di Olindo e Rosa ha chiamato come testimone al processo di revisione a Brescia e che ipotizza il movente della droga per la strage. Kais era un tunisino residente nell’appartamento della strage, condannato con Azouz Marzouk per spaccio. E ricorda che all’epoca c’era in corso una faida con i marocchini di Merone nella quale lo stesso Kais era stato accoltellato per questioni di droga. Secondo il suo racconto, i marocchini avevano tentato un assalto con i coltelli al loro appartamento di Merone, poi sventato. Da allora, stando a quanto lui ricorda, i proventi della droga vennero custoditi nell’appartamento della Corte di via Diaz.

 

EDOARDO MONTOLLI

Tra le organizzazioni criminali che fornivano la droga vi erano gli albanesi e la ‘ndrangheta, sgominata a Erba dalla Procura di Milano nel 2010. Al vertice di questa locale vi era Pasquale Varca, come confermerà il pentito Francesco Oliverio, sostenendo a verbale che lo stesso Varca trattava con gli stranieri 300 kg di droga alla settimana.

 

Come sappiamo dalle carte del processo, gli inquirenti non seguirono mai realmente la pista della droga. Non ci sono atti, documenti, interrogatori. Ma se il movente della strage fu la droga, possibile che la 'ndrangheta non ne sia mai venuta a conoscenza?

 

il servizio delle iene sull assoluzione di azouz e la prova della macchia di sangue 16

«Questo potrebbe essere un tassello ulteriore che va ad avvalorare sostanzialmente quanto noi abbiamo già indicato nella richiesta di revisione - dice ancora Schembri agli autori del podcast - abbiamo ipotizzato la possibilità che la Strage di Erba sia maturata in un ambito relativo al traffico di sostanze stupefacenti per le faide in corso raccontate da Kais. Uno spaccio che aveva come base Piazza del mercato a Erba, adiacente all’abitazione della strage in via Diaz».

 

Non basta. L’avvocato Schembri ricorda anche che «la strage avviene in un momento nel quale c’era una faida in corso, Raffaella Castagna aveva ricevuto delle minacce telefoniche, di cui riferisce anche la direttrice della casa circondariale di Como dove era detenuto Azouz. E come ne riferiscono anche alcune amiche, la Castagna era anche stata inseguita da una macchina di grossa cilindrata».

 

azouz marzouk raffaella castagna

«Perché gli inquirenti ritengono interessante da un punto di vista investigativo questa intercettazione?», chiedono i due giornalisti. «Allo stato naturalmente questo non lo sappiamo - è la replica del legale di Olindo e Rosa - Certamente se viene evidenziata, una certa rilevanza la deve avere. E però su questo possono soltanto riferire gli inquirenti. Bisogna fare chiarezza su questa intercettazione. Non compete a me fare degli approfondimenti, però certamente sarebbe un aspetto da approfondire, perché si va a inserire in quel contesto che noi già abbiamo indicato in una richiesta di revisione».

il servizio delle iene sull assoluzione di azouz e la prova della macchia di sangue 14FELICE MANTIraffaella castagna raffaella castagna con il figlio youssef marzoukraffaella castagna youssefAZOUZ MARZOUK IL DIARIO DI OLINDO NEL QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI COMO - 2008 STRAGE DI ERBASTRAGE DI ERBAservizio delle iene sulla strage di erba 2olindo romano e rosa bazzi entra in tribunale a Brescia servizio delle iene sulla strage di erba 1il servizio delle iene sull assoluzione di azouz e la prova della macchia di sangue 12azouz markouk entra nel tribunale di bresciaIL DIARIO DI OLINDO NEL QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI COMO - 2008 il servizio delle iene sull assoluzione di azouz e la prova della macchia di sangue 7EDOARDO MONTOLLI

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...