ERRORE UMANO O NEGLIGENZA? – IL PILOTA: “LA NAVE NON RISPONDEVA PIÙ, HO CAPITO CHE STAVA PER SUCCEDERE UN DISASTRO”

1. VIDEO - LO SCHIANTO AL PORTO: LE VOCI DELLA PAURA E IL SALVATAGGIO
Da www.repubblica.it
http://video.repubblica.it/edizione/genova/lo-schianto-al-porto-le-voci-della-paura-e-il-salvataggio/127828/126329?ref=&ref=HRER3-1

2. GLI STRUMENTI NON RISPONDEVANO PIÙ - "SU QUELLA TORRE SONO MORTI I MIEI AMICI"

Marco Imarisio per "Il Corriere della Sera"
Nello spiraglio dalla porta socchiusa c'è un uomo in vestaglia che si torce le mani chino sul tavolo di formica. Il capitano pilota Antonio Anfossi fissa i visitatori con occhi vuoti. «La nave non rispondeva». Lo ripete due volte, e sembra parlare a se stesso. «Erano miei amici». Poi volge lo sguardo fisso alla parete bianca che ha di fronte.

Anche il pianerottolo al settimo piano di un palazzone popolare nel quartiere di Sampierdarena può essere l'ultima fermata di questa giornata dolorosa, senza speranza, cominciata davanti alle macerie della Torre di controllo, il simbolo moderno del porto di Genova contrapposto all'anima antica della lanterna.

Adesso è solo nove metri di ferro accartocciato e pannelli di cemento armato piegati su sé stessi come fossero fazzoletti. Non c'è molto da raccontare di un'attesa vana, di ambulanze e soccorsi pronti per una chiamata che non sarebbe arrivata.

Lontano dal mare, dall'altra parte della città, la misura di questa tragedia si legge anche sulla figura rassegnata e inerte di quest'uomo, che viveva e lavorava in quella Torre, assieme agli altri, che due sere fa era andato a cena con Michele Robazza, collega, amico, e adesso non c'è più, travolto e gettato in mare dalla nave sulla quale lui era salito da non più di mezz'ora.

Facevano entrambi lo stesso mestiere, piloti in plancia di imbarcazioni non loro, ad affiancare il comandante nell'uscita dalla rada. «Li ha visti morire, e non ha potuto farci niente», dice sua moglie, capelli biondi appiccicati alle guance dalle lacrime versate, espressione esausta.

Le vittime, invece, l'hanno vista arrivare. La Jolly Nero si è mossa dal molo Nino Ronco, il terminal dell'armatore Messina, intorno alle 22.45. Ha viaggiato in retromarcia nel canale che scorre parallelo alla diga foranea. L'inversione, per uscire di prua dalla rada del porto doveva avvenire nel bacino del molo Giano, l'area di fronte alla zona turistica del Porto Antico, quella con la «bolla» di Renzo Piano.

Ma il cargo container, pesante 60 mila tonnellate, lungo 240 metri, comincia tardi la manovra di uscita, dovrebbe scodare appena uscito dal canale, invece dagli altri moli lo vedono largo, troppo largo, compie una curva aperta che gli impedisce di mettersi dritto con la prua rivolta al mare.


I primi che capiscono sono i comandanti dei due rimorchiatori che accompagnano la nave. Troppo vicini, troppo vicini, urlano via radio ad Anfossi. Sono settanta metri dalla riva, da quella palazzina prefabbricata che era stata inaugurata diciotto anni fa, «per far entrare il porto nel futuro» si legge nelle rassegne stampa dell'epoca. «Abbiamo fatto la manovra di arresto, ma la nave non rispondeva ai comandi» dice il comandante in un ultimo sussurro, prima che la porta si richiuda.

Quelli che seguono sono quarantacinque secondi di terrore muto e condiviso. Il capitano pilota mette a verbale di aver capito «che stava per succedere un disastro». La Jolly Nero tenta l'ancoraggio, a tre nodi di velocità, una mossa disperata che dura mezzo minuto. L'hanno vista arrivare, questo è certo. Sono quel frastuono e quella immagine inconsueta a fare capire nella Torre che sta accadendo qualcosa di terribile, che forse non c'è scampo.


«È un uomo distrutto, è un uomo morto che piange i suoi morti». Non c'è bisogno di dire altro. La signora Anfossi ci congeda così, aggiungendo che suo marito farà di tutto per aiutare i magistrati, perché, in fondo, neppure ora ha ben capito cosa è successo, come è potuto succedere. Eppure la fatalità non dovrebbe avere diritto d'asilo in questa storia, dove la magistratura sarà chiamata soprattutto a stabilire il confine tra errore umano e negligenza.

Le foto sul profilo Facebook di Daniele Fratantonio, la prima vittima a essere recuperata dal mare la scorsa notte, sono un documento agghiacciante, con le navi che passano a pochi metri dalle vetrate, così vicine che sembra di poterle toccare con la mano. Il sopralluogo sulle macerie rende evidente che la parte superiore del cargo ha urtato la palazzina.

La Torre è piegata verso Ponente, come se avesse preso una spallata, le lastre di cemento armato dei piani alti sembrano sfondate da un maglio. I paragoni con la Costa Concordia e il Giglio non tengono. Le vittime di martedì notte appartengono alle morti cosiddette bianche, sono infortuni sul lavoro.

Il porto di Genova è un mondo separato dal resto della città. La folla che ieri assisteva alle operazioni di recupero dei corpi dall'altezza di viale Saffi era uguale a quella del 9 aprile 1970, quando naufragò il mercantile London Valour, stessa strada, stessa curiosità di guardare un paesaggio vicino e al tempo stesso sconosciuto. Non si sa molto, di quel che accade in quella distesa di container governata da leggi tutte sue, neppure di chi ci vive, e talvolta muore.


E questo reciproco ignorarsi viene rotto soltanto quando succedono le cose brutte. «Parlano di noi solo quando ci facciamo male». Nei loro letti all'ospedale di Villa Scassi, Gabriele Russo e Giorgio Meo ripetono la stessa frase, non può essere un caso. Uno era in cima alla Torre, è stato catapultato in acqua. Il secondo aveva appena fatto il badge, stava uscendo, quando gli è crollato il soffitto in testa. «Certe volte», dice Giorgio, «ci sembra di essere invisibili».

Non aggiunge altro, perché dal corridoio si annuncia l'arrivo di un ministro in visita ai superstiti. «Fa piacere, ma dopo?». In viale Saffi, intanto, la gente comincia ad allontanarsi dalle balconate con vista sul disastro. «Sembra tutto fermo», dice una signora, delusa. È già tutto finito, non c'è più niente da vedere.

 

torre genova TORRE genova CROLLO DI UNA TORRE AL PORTO DI GENOVA CROLLO DI UNA TORRE AL PORTO DI GENOVA CROLLO DI UNA TORRE AL PORTO DI GENOVA CROLLO DI UNA TORRE AL PORTO DI GENOVA CROLLO DI UNA TORRE AL PORTO DI GENOVA CROLLO DI UNA TORRE AL PORTO DI GENOVA CROLLO DI UNA TORRE AL PORTO DI GENOVA

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