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ESTORSIONI, MINACCE E ARRESTI NON FATTI: LA “DOPPIA VITA” DI CARMELO CINTURRINO, IL POLIZIOTTO ARRESTATO PER L’OMICIDIO DEL PUSHER MAROCCHINO ABDERRAHIM MANSOURI A ROGOREDO – PER GLI INQUIRENTI, L’AGENTE SAREBBE UN “LUPO SOLITARIO” CHE AVREBBE MESSO IN PIEDI UN GIRO DI RACKET AI DANNI DEGLI SPACCIATORI NELLE PIAZZE DI SPACCIO AI CONFINI DI MILANO – DIVERSI COLLEGHI HANNO RIVELATO CHE CINTURRINO AVREBBE AGGREDITO E MINACCIATO ALCUNI SPACCIATORI, E IN ALTRI CASI AVREBBE DECISO DI NON ARRESTARE QUANDO RICORREVANO TUTTI I PRESUPPOSTI – I FAMILIARI DI MANSOURI HANNO RACCONTATO CHE IL POLIZIOTTO PRETENDEVA 5 GRAMMI DI COCAINA E 200 EURO AL GIORNO PER PERMETTERE AL 28ENNE DI SPACCIARE…

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1 - BOTTE AI PUSHER, MINACCE, ARRESTI NON FATTI I PM RICOSTRUISCONO IL SISTEMA CINTURRINO

Estratto dell’articolo di Andrea Siravo per “la Stampa”

carmelo cinturrino

 

Finora voci e testimonianze arrivate dal Corvetto e da Rogoredo parlano del poliziotto "Luca" come di un lupo solitario. L'assistente capo Carmelo Cinturrino non sarebbe stato un capo branco alla guida di un gruppo più ampio di agenti che avrebbero tradito la divisa deragliando in comportamenti criminali.

 

Sua sarebbe stata la decisione e sua l'implementazione di un giro di racket ai danni di pusher e tossicodipendenti che gravitavano nella sua zona di competenza. Soldi e droga in cambio di protezione. […] «Non mi risulta nulla di tutto ciò», si limita a dire il suo avvocato Piero Porciani.

 

Gli inquirenti non vogliono tralasciare nulla al caso nell'indagine per omicidio volontario che non riguarda solo la morte di Abderrahim Mansouri, ma che vuole scavare nel passato di Cinturrino. Possibili risposte potrebbero arrivare dall'analisi del cellulare, sequestrato all'assistente capo. […]

 

ABDERRAHIM MANSOURI

In primis, sui suoi possibili contatti con il ventottenne marocchino. Lo spacciatore a lui noto con il soprannome di «Zack». […] Che Cinturrino fosse una testa calda all'interno del commissariato Mecenate, dove presta servizio da una decina di anni, era cosa risaputa. Almeno per gli altri tre componenti della squadretta investigativa del presidio territoriale di via Quintiliano che erano con lui nell'area boschiva di Rogoredo nel tardo pomeriggio dello scorso 26 gennaio.

 

Tutti più giovani e soggiogati dal carisma del collega più anziano. Sono stati indagati con una quarta agente con l'ipotesi di averlo aiutato, con diversi gradi di responsabilità, nella messinscena del posizionamento della replica a salve della Beretta 92 vicino al corpo agonizzante di Mansouri dopo essere stato centrato alla testa dal quarantunenne.

 

Nell'ultima tornata di interrogatori hanno raccontato dei metodi poco ortodossi di Cinturrino nella gestione degli arresti degli spacciatori e nei controlli dei tossicodipendenti nella piazza di spaccio ai confini di Milano. Un'area dove Cinturrino macinava numeri e statistiche. «So che lì nascondono la sostanza e spesso sono rimasto appostato per ore a vedere dove la nascondevano, quindi conosco abbastanza bene quel posto. Ho fatto circa quaranta arresti lì l'anno scorso e quest'anno quattro», ha messo a verbale la notte del 26 gennaio in questura.

 

carmelo cinturrino ripreso nel 2024 durante un sequestro

Non di rado – hanno riferito i colleghi – avrebbe ecceduto nell'uso della forza e delle minacce. […]  In altri casi, invece, avrebbe deciso di non arrestare quando ricorrevano tutti i presupposti. Spetterà all'inchiesta del pm Giovanni Tarzia, coordinato dal procuratore Marcello Viola, verificare tutto ciò.

 

Il precedente, segnalato dal Tribunale di Milano con una trasmissione atti alla procura, che vedrebbe ne 2024 Cinturrino essersi intascato alcune banconote da una ragazza quando nel verbale di sequestro aveva scritto di soli 20 euro, non gioca a suo favore.

 

abderrahim mansouri ucciso dalla polizia a rogoredo 5

Più sul piano amministrativo che su quello penale invece ci concentrerà la probabile indagine interna della polizia di Stato per capire se le voci, che oggi travolgono Cinturrino e lo dipingono come un ras di quartiere, non fossero arrivate anche alle orecchie dei suoi superiori in commissariato e in questura. Non risulta che sia stato mai adottato un provvedimento disciplinare nei confronti dell'assistente capo. Anzi nel 2017 era stato insignito della lode dall'ex capo della polizia, Franco Gabrielli, per un'operazione dell'ottobre del 2015 quando era solo un agente scelto. […]

 

2 - «L’ARMA DEL PUSHER? NON C’ERA...» COSÌ I 4 COLLEGHI MOLLANO IL POLIZIOTTO

Estratto dell’articolo di Cesare Giuzzi per il “Corriere della Sera”

 

carmelo cinturrino

[…] A 28 giorni dallo sparo del Boschetto di Rogoredo, il mistero della morte del pusher 28enne Abderrahim Mansouri è ormai a una svolta. Per la procura il quadro delle indagini è «convergente» in un’unica direzione. Tutto va contro l’agente che ha sparato, Carmelo Cinturrino, 41 anni, da tempo in servizio al commissariato Mecenate e indagato per omicidio volontario.

 

I «colleghi» della sezione Omicidi della Mobile, coordinati dal pm Giovanni Tarzia, hanno raccolto indizi tecnici (l’analisi di cellulari, tabulati e chat), scientifici (ci sono due Dna misti sulla pistola giocattolo) e testimonianze.

 

A cominciare dai quattro poliziotti indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso. Davanti al pm hanno «mollato» l’assistente capo e riscritto la prima versione messa a verbale: nessuno ha visto da subito la pistola che, secondo Cinturrino, Mansouri gli avrebbe puntato contro.

L’arma sarebbe comparsa sulla scena solo in un secondo momento.

 

la pistola soft air trovata accanto al corpo di abderrahim mansouri

In quei 23 minuti durante i quali il collega 28enne che era con lui, e testimone oculare dello sparo, è tornato in commissariato (quindici minuti tra andata e ritorno) per prendere uno zaino su indicazione del 41enne. Lì dentro, secondo gli inquirenti, era nascosta la Beretta 92 giocattolo senza tappo rosso. L’agente ha detto a verbale di non sapere cosa ci fosse dentro, pensando solo a moduli e documenti.

 

[…] I familiari della vittima, assistiti dai legali Debora Piazza e Marco Romagnoli, non nascondono che Abderrahim fosse uno spacciatore, ma dicono che «pochi mesi fa» il 28enne aveva manifestato agli avvocati l’intenzione di denunciare Cinturrino, noto nell’ambiente con il soprannome di Luca, perché il poliziotto gli aveva chiesto soldi (5 grammi di coca e 200 euro al giorno) per spacciare.

Mansouri, secondo i familiari, aveva «paura» di Cinturrino e «temeva per la sua vita».

 

abderrahim mansouri ucciso dalla polizia a rogoredo 4

Per questo gli investigatori della Mobile, diretti da Alfonso Iadevaia e Francesco Giustolisi, stanno verificando qualsiasi possibile collegamento nel passato tra la vittima e il 41enne. Lui a verbale, poche ore dopo lo sparo, aveva detto di aver «riconosciuto Zack» ma «di non averci mai avuto a che fare» anche se «era stato arrestato» in passato dai colleghi.

 

La famiglia sospetta però che si sia trattato di una «esecuzione», che Cinturrino gli abbia sparato di proposito per ucciderlo. Su questo punto gli accertamenti balistici e tecnici sono cauti: Mansouri è stato colpito da 20-30 metri con un proiettile solo che lo ha preso vicino alla tempia destra. Un colpo quasi impossibile anche per il migliore dei tiratori.

abderrahim mansouri ucciso dalla polizia a rogoredo 6abderrahim mansouri ucciso dalla polizia a rogoredo 2abderrahim mansouri ucciso dalla polizia a rogoredo 1CARMELO CINTURRINO

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