IL PAPA COCATO - FACCI: “SE DAVVERO IL PAPA HA CHIESTO DI MASTICARE LA COCA, NEL SUO VIAGGIO IN BOLIVIA, E’ UN MESSAGGIO DEVASTANTE. È IL TESTIMONIAL CHE ASPETTAVA EVO MORALE CHE CERCA DI CONVINCERE IL MONDO CHE MASTICARE FOGLIE DI COCA NON SIA DANNOSO”

Filippo Facci per “Libero Quotidiano”

FILIPPO FACCIFILIPPO FACCI

 

Non sappiamo se il Papa - questo Papa - abbia davvero chiesto di poter masticare delle foglie di coca quando andrà in Bolivia il mese prossimo: ma il fatto che tutti lo considerino possibile dice già tutto di lui, e al di là di questo rischia di costituire un messaggio devastante. La fonte della notizia oltretutto è buona: l’ha rivelata il ministro boliviano alla Cultura Marko Machicao, parlando alla radio e alla televisione di Stato.

 

Va ricordato che il presidente della Bolivia è quell’Evo Morales che sin dal 2009 cerca di convincere le Nazioni Unite che masticare foglie di coca non sia dannoso, anzi, sarebbe una medicina. Comunque: il ministro ha detto d’aver offerto al Papa un tè di coca - in previsione della visita - e che lui però avrebbe espressamente chiesto di poterla masticare: «Aspetteremo il Santo Padre con la sacra foglia di coca».

 

EVO MORALES PRESIDENTE DELLA BOLIVIA EVO MORALES PRESIDENTE DELLA BOLIVIA

Seguirà un animato vertice. Ora: tralasciamo i danni incalcolabili che questo Papa sta facendo alla Chiesa che dovrebbe comandare, questione che può rendere soltanto lieti gli anticlericali come lo scrivente: verrà il giorno in cui il Papa - questo Papa - urlerà «gimme five» e dichiarerà che il papato è inutile, ma lasciamo la questione ai vaticanisti che scrivono complicato.

 

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Non pensate, poi, che si voglia indulgere in moralismi: lo sappiamo bene che le foglie di coca sono legali in tutti i Paesi andini, tanto che la gente le mastica comunemente; sappiamo pure - siamo degli esperti - che la prendevano i gesuiti in America Latina, la prendevano in forma di sciroppo altri papi come Pio X e Leone XIII e così pure gli Zar delle Russie, i principi del Galles, i sovrani di Svezia e di Norvegia, Thomas Alva Edison, i fratelli Lumière, e persino Sigmund Freud che scrisse «L’interpretazione dei sogni» assumendone cinque grammi al giorno. Siamo gente di mondo.

 

Quindi sappiamo anche che le foglie di coca sono fondamentalmente la droga dei poveri, quella che in America latina spesso non hanno i soldi per mangiare - la coca toglie l’appetito - o degli sfruttati che si rompono la schiena nelle piantagioni o nelle miniere; nei secoli passati i conquistadores davano le foglie di coca agli schiavi per invogliarli a lavorare di più; gli indigeni le masticano per sopportare la fame e la fatica e i disturbi dovuti all’altitudine.

foglie di coca foglie di coca

 

D’accordo, tutto molto affascinante, manca solo un dettaglio: che secondo la nostra banalissima scienza occidentale è ormai appurato che le foglie di coca fanno malissimo. L’Onu ha inserito le foglie di coca tra le sostanze dannose sin dal 1961, stabilendo che gli Stati dovevano impegnarsi a combatterne l’uso e a eliminarlo del tutto entro il 1989: invece succede che la Bolivia a oggi sia il maggior produttore di coca (dopo Colombia e Perù) e che da quelle parti la impieghino anche per fare anche la marmellata e il tè.

 

foglie di coca foglie di coca

La Bolivia si è ritirata dalla Convenzione contro la droga nel 2012 proprio perché si accomunavano le foglie di coca alla droga, e il presidente Morales - che in passato è stato un sindacalista dei coltivatori di coca - ha spiegato che la coca dovrebbe essere legalizzata: ha pure promosso una manifestazione - a La Paz - appunto a favore delle foglie di coca da masticare: presenti migliaia di coltivatori di coca, rivenditori di prodotti e base di coca e semplici consumatori.

 

Mancava soltanto un testimoniale di livello mondiale, il Michael Jordan delle foglie di coca: ed eccoti nientemeno che il Papa - questo Papa. Il messaggio è sì devastante, perché ora i complottardi e i superstiziosi - quelli disposti a tutto pur di sostenere che i loro vizi non facciano male, e che ci sia un complotto mondiale per dimostrare il contrario - ora sono autorevolmente serviti.

 

papa bergoglio a torino  9papa bergoglio a torino 9

Il numero dei masticatori di coca viene stimato in circa 5 milioni, e il consumo di foglie di coca è tanto più marcato quanto più basso è il livello di vita della popolazione: sarà praticamente impossibile, ora, che le risultanze scientifiche sulla nocività delle foglie possano sostituire il pubblico esempio fornito da un pontefice.

 

Peraltro non è neppure vero - andatevi a vedere gli studi - che la coca abbia la capacità di adattare l’organismo alla carenza di ossigeno dovuta all’altura, ragione per cui i governanti boliviani la offrono ufficialmente al Papa: le foglie non stimolerebbe l’aumento dei globuli rossi, tanto che le popolazioni che usano la coca sono mediamente anemiche perché la coca si limita ad alterare la distribuzione di energia e a non far percepire il deficit d’ossigeno: che però c’è lo stesso.

PAPA FRANCESCO JORGE BERGOGLIO PAPA FRANCESCO JORGE BERGOGLIO

 

Però si determina una straordinaria euforia estroversa, alla quale subentra, poi, un desiderio di restare soli, chiusi in sé stessi, con fuga di pensieri e di immagini, mentre la fantasia vola alta. Le foglie sono senz’altro meno dannose del suo alcaloide principale, cioè la cocaina da sniffare: ma a lungo andare è comunque un baratro che in America Latina favorisce altri fattori nocivi come l’alcolismo, la denutrizione e le cattive condizioni igieniche.

 

Il consumatore di foglie medio è torpido, apatico, zitto e immobile per ore, privo di interesse e iniziativa: è forse questo il fedele che interessa al Papa? Senza contare che altri studi - non medico-scientifici, ma sociologici - sostengono che l’intossicazione cronica da coca sià una delle maggiori cause del deterioramento intellettuale nella popolazione delle Ande amazzoniche e peruviane e boliviane, e contribuisca perciò a perpetuare le condizioni sociali in cui vive questa gente. I peggiori pregiudizi sul ruolo del cristianesimo troverebbero la peggiore delle conferme.

 

 

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