capitale criminale

BANG! BANG! CAPITALE CRIMINALE - FAIDE E SGARRI: A ROMA TORNANO A PARLARE LE PISTOLE - BEN TRE SPARATORIE NEGLI ULTIMI GIORNI - QUEI LEGAMI TRA BOSS, BANDE DI ZONA E NOMADI: IL COLLANTE È SEMPRE LO SPACCIO - IL PROCURATORE DI PIGNATONE: “ROMA NON È TERRA DI MAFIA, MA DELLE MAFIE”

Alessia Marani per www.ilmessaggero.it

 

 

FAR WEST EURFAR WEST EUR

A Roma tornano a parlare le pistole come negli anni bui della Magliana. È finita la tregua tra bande? Da San Basilio a Tor Bella Monaca basta uno screzio, una piccola divergenza all' interno di un gruppo, per premere il grilletto come se niente fosse. Il metodo? A raccontare ai magistrati il sistema per mantenere gli equilibri, gli stessi criminali pentiti e usciti dal giro. «Quindi dovevate intervenire sul marocchino?». «E certo!». «In che termini?». «In termini soliti: sparando».

 

Non ha dubbi il pentito ndranghetista Gianni Cretarola, già in carcere per l' omicidio di Vincenzo Femia il referente a Roma dei Nirta di San Luca, quando si tratta di descrivere al pm Francesco Minisci l' agguato teso ad Ahmed Chati nel novembre 2012 sul litorale. I conti nell' ambiente vanno regolati sparando. Una «botta» non si nega a nessuno.

 

EUR SPARIEUR SPARI

E anche quello che all' epoca sembrava un avvertimento tra piccoli pregiudicati confinato nel degradato complesso residenziale delle Salzare di Ardea, si scopre celare l' intercessione delle cosche trapiantate a Roma. Che per quell' agguato portarono sul posto una calibro 32, uno scambio di favori con un sodale siciliano. I calabresi sono in carcere, fermati dopo le operazioni Buena Hora 2 del Gico della Finanza di Roma, Nuvola del Gico di Milano e Codice San Luca della Squadra Mobile capitolina; sono stati fermati. Ma le pistole non smettono di sparare.

 

LA SCIA DI SANGUE Dietro a ogni sparo c' è una storia diversa: lo sgarro a un capo piazza della droga, un debito o chissà quale teorema criminale. A luglio in 37 finirono alla sbarra dopo l' omicidio di Salvatore D' Agostino, il boss di Giardinetti rivale del clan Cordaro che spadroneggiava a Tor Bella Monaca.

EUREUR

 

Per dirla con le parole del procuratore capo Giuseppe Pignatone «Roma non è terra di mafia, ma delle mafie», perché ogni clan, locale o importato, trova un settore da addentare, meglio ai piani alti del potere e del riciclaggio, lasciando ai pesci più piccoli, alle gang di quartiere gli scontri di strada per dividersi, si fa per dire, le briciole.

 

Gli ultimi episodi domenica a San Basilio e sabato davanti a una discoteca dell' Eur: 11 colpi sparati da un pregiudicato di rango (arrestato) contro un gruppo di ragazzi, 4 i feriti. Era impazzito perché l' avevano messo alla porta.

 

Un mistero l' agguato del 17 febbraio a un 28enne di Tor Lupara sempre a San Basilio. Due sicari su una moto crivellano lo sportello della sua Fiat 500, ferendolo a un gluteo. Solito modus operandi a dicembre: caschi integrali sulla testa, in due su uno scooter aprono il fuoco contro un 22enne di Tor Bella Monaca all' uscita di un parcheggio al Collatino.

 

L' elenco degli avvertimenti a mano armata è lungo e serrato. Tra il 2015 e il 2016 si consumano le faide del Tufello e di San Basilio. La droga sembra il comune denominatore. Il giorno di Pasqua 2016 viene centrato per errore un giovane pugile, gravemente ferito da tre colpi di pistola. L’autore si dà alla fuga in Spagna, i poliziotti lo sanno, aspettano un suo passo falso (tornerà a Roma per il compleanno della figlia) e lo portano in carcere.

EUR SPARATORIAEUR SPARATORIA

 

Tre mesi più tardi la polizia sorprende uno spacciatore a sparare nei cortili delle ex case popolari via Tonale. Non distante, il piombo parla di nuovo nella Scampia romana, a San Basilio. Una sera di aprile di due anni fa, in tre vengono gambizzati sul muretto vicino al mercato. Sempre in due, sempre in moto. Perché come spiega il pentito al pm «la moto è più facilmente divincolabile e scappabile e la puoi gettare mentre...». Il 22 luglio dello stesso anno un pregiudicato italiano salva la pelle per miracolo in un agguato in via Fabriano.

 

Neanche dietro alla gambizzazione di Teodoro B., nato a Catanzaro, titolare con il fratello di una carrozzeria al Prenestino, avvenuta il 29 ottobre 2012, si ipotizzava l' ombra delle cosche. Un episodio apparentemente marginale: la vittima non aveva conti in sospeso con la giustizia, nulla che potesse fare presagire a uno scontro tra bande. Agli investigatori raccontò solo di avere visto due tizi su uno scooter Honda Blu che hanno puntato l' arma ed esploso tre colpi. «Perché hanno sparato? Non lo so». Anni dopo è ancora Cretarola a scoprire un pentolone fatto di vecchi conti in sospeso trascinati a suon di piombo dalla Calabria fin nella Capitale.

PISTOLA CALIBRO 7,65PISTOLA CALIBRO 7,65

 

DA TORTELLINO IN POI É lui che custodisce le armi insieme con Massimiliano Sestito, nipote di Francesco Sestito, originario di Chiaravalle (Catanzaro) in un box di Torrevecchia. Ed è Massimiliano che per conto dello zio mette in atto una strategia perché i due fratelli facciano recapitare un messaggio a un loro parente, sparito dalla Calabria a Roma dopo avere lasciato un debito d' usura insoluto con zi' Francesco di 30 milioni di vecchie lire. Individuata la carrozzeria, i fratelli dapprima prendono le distanze dal parente ma poi diventano «maleducati».

 

Per commettere il raid serve un mezzo rubato. Il clan lo trova «da certi zingari (...) a Torrevecchia (...) c' è un grande campo nomadi e là eravamo andati anche altre volte a reperire gli scooter per altre cose...». Insomma, se è vero che esiste una legge non scritta nella malavita organizzata per cui «a Roma non si disturba» e «non s' ammazza se non strettamente necessario» per non rovinare affari ben più grandi che investono le sfere del potere e del riciclaggio, capita che banditi di borgata e criminali di razza convergano su interessi comuni. Strettamente «necessarie» sono apparse le morti di Femia, ostacolo per i clan emergenti, e quello di Tortellino al secolo Giovanni Valentini, ucciso nel 2005 a Porta Metronia. Pare che avesse tentato di abbassare il prezzo della cocaina facendo storcere il naso alla Camorra.

COCAINACOCAINA

Alessia Marani (1- continua) 

COCAINACOCAINA

 

Ultimi Dagoreport

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCIZZARSI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, PERCHE' I CAPOCCIONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

donald trump specchio meme

DAGOREPORT - CHE ARIA TIRA NEGLI USA IN VISTA DELLE MIDTERM? DONALD TRUMP HA TRASFORMATO IL VOTO IN UN REFERENDUM SU DI SÉ (“FATE FINTA CHE SULLA SCHEDA CI SIA IO”), E LO SARÀ: I DEMOCRATICI HANNO UNA CHANCE IRRIPETIBILE DI APPROFITTARE DELL’IMPOPOLARITÀ DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO E TRASFORMARLO IN UN’ANATRA ZOPPA, METTERLO SOTTO INCHIESTA E PORRE FINE ALLA FOLLIA DAZISTA E AUTORITARIA DI QUESTI DUE ANNI – I DEM SONO AVANTI SECONDO TUTTI I SONDAGGI: ALLA CAMERA AVRANNO PROBABLIMENTE UNA MAGGIORANZA, MA AL SENATO LE COSE CAMBIANO – LA SFIDA CRUCIALE: IL TEXAS. SE IL CANDIDATO DEM DOVESSE ESPUGNARE LA STORICA ROCCAFORTE DEL GOP, PER TRUMP SI METTE DAVVERO MALE – IL VOTO DEI LATINOS E GLI STATI DA TENERE D’OCCHIO...

valter lavitola placca palazzo chigi presidenza del consiglio

FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA DI LAVITOLA, IL 4 LUGLIO 2026? OLTRE A TRE CELLULARI (GIA' BEN RIPULITI DALLA MESSAGGISTICA CON RANUCCI), DUE CHIAVETTE USB, SVARIATI MANOSCRITTI E UN COMPUTER, SONO SBUCATI ANCHE DUE DISTINTIVI INTESTATI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, BENCHE' PRIVI DEL TESSERINO CHE RIPORTA MATRICOLA E FOTO (E' BENE RICORDARE CHE ANCHE GLI AGENTI DEI SERVIZI DIPENDONO DA PALAZZO CHIGI) - COME, QUANDO E PERCHE' LAVITOLA E' RIUSCITO  A ENTRARE IN POSSESSO DI TALI "PLACCHE" (CHE NON ERANO IN USO ALL'EPOCA DEI SUOI RAPPORTI CON BERLUSCONI PREMIER)?

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)