stasi

1. FELTRI: ‘’HA VINTO LA TV GIUSTIZIALISTA CHE INCHIODA L’IMPUTATO CON UN SACCO DI BALLE’’ 2. “STASI È UN TIPO IN APPARENZA FREDDO. QUINDI È LUI AD AVER ACCOPPATO LA POVERA FANCIULLA. LE SUE ASSOLUZIONI (DUE DI FILA) ERANO STATE ACCOLTE CON DELUSIONE. IL POPOLO PRETENDE UNA CONDANNA ESEMPLARE. ALBERTO STA SULLE SCATOLE A TUTTI, È MOLTO ANTIPATICO: SIA RINCHIUSO IN GALERA E PAGHI. LE TRASMISSIONI RISERVATE AL GIALLO CONTINUANO A ESSERE NUMEROSE E STRITOLANO IL GIOVANOTTO CON ARGOMENTI FALSI”

STASISTASI

Vittorio Feltri per “il Giornale”

 

L' unica via praticabile per la giustizia è quella dell' assurdo. La sentenza di condanna definitiva che infligge 16 anni di carcere ad Alberto Stasi ne è la dimostrazione. È arrivata a otto anni dall'omicidio che gli è stato attribuito, quello di Chiara Poggi, la sua fidanzata, uccisa nella propria villetta di Garlasco con un oggetto (quale?) mai trovato, pertanto ben nascosto dall' assassino. La ragazza morì una mattina di agosto 2007. Fu lei ad aprire la porta di casa al carnefice che, evidentemente, conosceva. I sospetti caddero subito sul moroso.

GARLASCO STASI POGGIGARLASCO STASI POGGI


Altre piste furono trascurate. Gli investigatori si impegnarono soltanto su di lui. E lo arrestarono sperando, invano, che confessasse.
Il Gip poi esaminò la pratica e lo scarcerò: zero prove e zero indizi.
Fu accertato che all' ora in cui la vittima morì, egli era in casa come risultava e risulta dal suo computer usato per la compilazione della tesi di laurea. Non si può contemporaneamente battere sulla tastiera e trucidare una fanciulla. Due attività inconciliabili.

delitto garlasco04 alberto stasidelitto garlasco04 alberto stasi

 

Gli inquirenti pensarono lo stesso che il boia fosse Stasi. Indagarono solo su di lui, sorvolando sulle persone che lavoravano con lei in un ufficio di Milano. In questi casi, stando alle statistiche, il maledetto è di norma uno di famiglia o dintorni, per cui non furono valutate altre ipotesi.


Si va a processo con Alberto a piede libero. Che viene assolto. Appello: seconda assoluzione. La Cassazione però ordina il rifacimento dell'appello. E qui arriva la prima condanna a sedici anni. Si torna in Cassazione. Il procuratore generale, cioè l'accusa, chiede un nuovo processo in quanto il verdetto non sta in piedi: mancano prove e perfino indizi, che devono basarsi su elementi di fatto e non su congetture, per quanto logiche. Tutti si aspettano che Stasi debba subire un nuovo giudizio.

delitto garlasco stefania cappa alberto stasidelitto garlasco stefania cappa alberto stasi


Invece - sorpresa - viene confermata la sentenza (passata in giudicato) che gli affibbia sedici anni di galera. Cosa è accaduto?


Hanno vinto le televisioni che al delitto hanno dedicato decine e decine di trasmissioni durante le quali fior di colpevolisti accaniti si sono esercitati nell'arte sadica di trafiggere l' imputato, spacciando per verità acclarate un sacco di balle, invenzioni, supposizioni prive di fondamento.

 

FELTRIFELTRI

I media sfruttano con sapienza gli ammazzamenti per fare ascolti. La gente si appassiona ai gialli e li segue sul video con morbosa attenzione. I colpevolisti prevalgono sugli innocentisti: è una regola fissa. Il desiderio di vendetta sociale è forte. La frase più ricorrente è questa: sbattete in galera l'assassino e buttate via la chiave.


Stasi è un tipo in apparenza freddo. Dicono che abbia gli occhi di ghiaccio anche se, in realtà, è solo miope. Quindi è lui ad aver accoppato la povera fanciulla. Le sue assoluzioni (due di fila) erano state accolte con delusione. Il popolo pretende una condanna esemplare. Alberto sta sulle scatole a tutti, è molto antipatico: sia rinchiuso in galera e paghi. Le trasmissioni riservate al giallo continuano a essere numerose e stritolano il giovanotto con argomenti falsi. Questi.

CHIARA POGGI GARLASCOCHIARA POGGI GARLASCO


Egli non si è sporcato le scarpe di sangue pur avendo camminato sul luogo del delitto. Non importa che non se le siano sporcate neppure il medico e i carabinieri. Ha cambiato i pedali della bicicletta che forse si erano macchiati di plasma. Circostanza irreale. Ha lasciato tracce sue sul sapone posto sul lavabo del bagno di Chiara. Non si dice che frequentando da anni la dimora della fidanzata quel sapone lo avrà utilizzato cento volte.
 

Insomma, si dà peso a piccoli particolari insignificanti e nessun peso all' assenza di movente, dato che non vi è traccia di litigi tra i morosi né sul computer né sui cellulari della coppia. Nel tentativo patetico di verificare un eventuale screzio fra Alberto e Chiara, si tira fuori che lui amasse i siti porno. Ciò che gli costa un processo collaterale: assoluzione. Cose da pazzi.

GENITORI DI CHIARA POGGIGENITORI DI CHIARA POGGI


Ma la cosiddetta giustizia non si arrende. Procede senza sosta influenzata dal teatrino tragico inscenato dalla tv che, quando è a secco di temi eccitanti, recupera il giallo di Garlasco e dà voce anche a chi farebbe bene a tacere. Gli avvocati di parte civile sono scatenati. Svolgono il loro mestiere. Quelli di Stasi, convinti di essere in una botte di ferro, snobbano i media, persuasi che sia controproducente difendersi davanti alle telecamere anziché in aula. Illusione. Le telecamere, nella civiltà delle immagini, contano di più delle dotte arringhe dei principi del foro.

CHIARA POGGI CHIARA POGGI CHIARA POGGI CHIARA POGGI


Cosicché per Alberto è finita in tragedia come in tragedia è finita per la sua Chiara. Lascia o raddoppia? Qui si è raddoppiato con grande soddisfazione dei familiari della povera Poggi. Davanti a un omicidio si reclama un colpevole da trasformare in detenuto. Uno qualsiasi. Non ci sono prove né indizi contro di lui? Pazienza. La folla applaude felice ogni volta che il cancello della galera si chiude alle spalle di un uomo o di una donna sputtanati dalla tv e castigati dal tribunale. Nessuno che dica quanto sia crudele un sistema che si basa sull' appello dei giudici anziché esclusivamente su quello dell' imputato. Nessuno che si indigni se un individuo viene privato della libertà anche se su di esso non gravano prove né indizi. Siamo nauseati. Non ce la prendiamo con i giudici, ma con chi li mette in condizione di rendersi strumenti di una giustizia acefala.

 

Ultimi Dagoreport

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO