LA FOBIA DEL PDL PER LA LEGGE SULL’OMOFOBIA: IL PARTITO DEL BANANA TENTA DI BLOCCARLA SUL NASCERE

Silvio Buzzanca per "la Repubblica"

Una moratoria sui "temi etici" per non dividere un paese in difficoltà economica e non creare altri problemi ad una maggioranza ed un governo già molto traballanti. Maurizio Lupi, Maurizio Sacconi, Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna, quattro dirigenti di peso del Pdl, lanciano questo appello perché sono molto preoccupati di «evitare l'introduzione di elementi divisivi nel senso comune del popolo con particolare riferimento ai principi della tradizione, dalla vita alla famiglia naturale, alla libertà educativa».

Un modo molto elegante ed oscuro per mettere i bastoni tra le ruote della legge contro l'omofobia, che il 26 luglio approderà nell'aula di Montecitorio con l'ambizioso progetto di approvarla prima delle ferie estive. E subito dopo sarà la volta delle unioni civili, un'altra bestia nera di buona parte del centrodestra.

Ma questa volta, almeno per il momento, i diritti civili non dividono il paese, ma il partito di Berlusconi. Con una strana cesura. Perché Sandro Bondi, Giancarlo Galan. Stefania Prestigiacomo questa legge la vogliono discutere, ma la vogliono. Mentre un laico come Fabrizio Cicchitto è contrario ad alcune norme e avanza l'idea: se dobbiamo parlare di temi etici allora parliamo anche di giustizia. Vuole discutere però Laura Ravetto.

E perfino Maurizio Gasparri. Contrarissimo, pronto a votare no, ma convinto che il «tema non si possa eludere». Bondi però dice ai quattro che «sui cosiddetti temi etici, ricercare soluzioni ragionevoli e punti di equilibrio, non è affatto divisivo del "senso comune del popolo"».

Il quartetto nel suo appello, invece, non scrive mai la parola omofobia e trasfobia. Ma è chiaro che fra citazioni del diritto naturale, evocazioni di leggi biologiche e costumi sociali, la loro moratoria è diretta soprattutto contro la nuova versione di quel provvedimento, sostenuto in primis dalla deputata democratica Anna Paola Concia, che nella scorsa legislatura Pdl, Udc e Lega sono riusciti a bloccare due volte in aula.

Adesso però si cercano altre strade. Perché questa volta i numeri parlano un'altra lingua e sulla carta Pd, Sel e M5S hanno i voti per varare il provvedimento, estendere la legge Mancino ai reati di omofobia. Un timore che serpeggia fra i pidiellini e la Lega. E che viene esplicitato da un'altra paladina della battaglia contro questa legge: Eugenia Roccella.

Dopo avere condiviso le motivazione dei compagni di partito, ammette: «Inoltre la possibilità che le iniziative legislative sui temi etici producano in Parlamento maggioranze variabili è un rischio concreto per la stabilità stessa del governo».

Il progetto di arrivare ad un sì prima dell'estate è però veramente ambizioso. Perché la commissione Giustizia, relatori il democratico Ivan Scalfarotto e il pidiellino Antonio Leoni, è ancora alle prese con i 340 emendamenti presentati dal Pdl. Ma il Pd vuole arrivare fino in fondo.

Scalfarotto e Walter Verini ricordano: «Non crediamo che siano necessarie moratorie di alcun genere: siamo alla fine e non all'inizio del percorso. Ci sono tutte le condizioni per una rapida e unanime approvazione del testo». E da Benedetto Della Vedova, Scelta civica, arriva al centrodestra una domanda e un ammonimento: «Stop temi etici Pdl implica che per cinque anni non si parli di omofobia e coppie di fatto in Parlamento? Si va fuori da Europa anche così».

 

MAURIZIO LUPI Gelmini mariastella MARIASTELLA GELMINI PREGA MARA CARFAGNAMaurizio Sacconi Fabrizio Cicchitto

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