brasile funk

“IL FUNK E’ SPAZZATURA” - IL BRASILE PENSA DI PROIBIRE LA MUSICA DELLE FAVELAS: “ESALTA IL CRIMINE” - A PRESENTARE LA PROPOSTA DI LEGGE IN SENATO L' EX "FESTAIOLO" ROMARIO CHE POI HA FATTO MARCIA INDIETRO: “LA PROPOSTA È INCOSTITUZIONALE. FERISCE LA LIBERTÀ DI PENSIERO” - VIDEO

 

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Rocco Cotroneo per il Corriere della Sera

 

Non è samba, né bossa nova e nemmeno lambada. Il funk brasiliano è «spazzatura» e le feste con questa musica «aiutano criminali, stupratori e pedofili a praticare reati contro bambini e adolescenti, vendere e consumare alcol e droga, organizzare stupri e sesso di gruppo».

 

Così, senza appello, una proposta di legge è arrivata al Senato per dire basta alla più diffusa musica delle periferie e delle favelas brasiliane, il ritmo che insieme al rap e all' hip-hop ha da tempo soppiantato nel gusto la vasta gamma dei suoni verde-oro conosciuti nel mondo. Senza funk non c' è festa in favela, e viceversa, da ormai un paio di decenni.

 

La proposta ha ben poche chance di essere approvata, e nemmeno se ne parlerebbe molto se non fosse stata cavalcata in maniera equivoca da un personaggio che sempre fa notizia. Romario, ex centravanti della Seleção campione del mondo nel 1994, ex grande festaiolo e oggi compìto senatore della Repubblica. L' ideatore del divieto è un cittadino, l' imprenditore Marcelo Alonso, che da anni fa propaganda contro il funk sui social network.

 

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Grazie ad un numero sufficiente di firme la proposta è arrivata in Senato, dove prima Romario si è offerto di diventarne il relatore, poi ha ridotto il suo ruolo alla convocazione di una udienza pubblica per discuterne con i cittadini.

 

Di fronte alla rivolta di musicisti e intellettuali, l' ex calciatore ha poi sostenuto di essere contrario alla criminalizzazione del funk. «Credo che sia una opportunità per discutere di cultura, educazione e pregiudizi. Anche contro il samba, alle origini, esisteva un movimento per emarginarlo.

 

Io vengo dalla favela e non posso essere contro il funk, il problema sono i reati che si consumano durante le feste e questi devono essere combattuti dalle forze dell'ordine».

È un fatto l' esistenza di una relazione tra i cosiddetti «bailes funk», le feste di favela, e il crimine organizzato. La loro gestione è in mano ai capi dei narcos e durante il loro svolgimento le gerarchie dell' illegalità saltano fuori, che si tratti di usare armi o vendere droga, o peggio ancora di commettere stupri a danni di ragazzine assai giovani.

 

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Non a caso la prima misura che venne adottata a Rio de Janeiro, quando la polizia «liberò» alcune favelas dalla morsa del crimine organizzato fu la proibizione assoluta delle feste funk.

 

«Ovviamente non ho nulla contro il genere musicale - dice il proponente Alonso, che già fu rapper in gioventù - ma è un fatto che i testi del funk invitano allo sterminio dei poliziotti ed esaltano tutti i reati che si commettono in suo nome. Chi dice che questo genere è cultura popolare mente, e lo sa benissimo».

 

Al momento, nella pagina web del Senato, ci sono 28 mila firme a favore del progetto e 33 mila contro. Incalzato sul tema, Romario ammette che è indifendibile. «La proposta è incostituzionale. Ferisce la libertà di pensiero».

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