giordano bruno guerri leonardo dicaprio vittoria ceretti

“DICAPRIO ERA MOLTO PREPARATO E IMPRESSIONATO DALLA VITA DI D’ANNUNZIO. È SORPRENDENTE” – GIORDANO BRUNO GUERRI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CHE GESTISCE IL VITTORIALE DEGLI ITALIANI, RACCONTA LA VISITA DELL’ATTORE ALLA CASA DEL “VATE” (LA SECONDA IN SEI MESI): AD AGOSTO GLI AVEVAMO DONATO UNA GUIDA DEL VITTORIALE IN INGLESE, HA PROPRIO STUDIATO!"– “QUANDO SIAMO ANDATI A VEDERE LA NAVE PUGLIA HO PENSATO DI CHIEDERGLI: ‘PERCHÉ NON MI RIPETI QUI LA SCENA DEL TITANIC?’ MA NON ME LA SONO SENTITA…”

 

 

Estratto dell’articolo di Mara Rodella per www.corriere.it

 

giordano bruno guerri leonardo dicaprio

Sorride. «Ma certo, mi chieda pure, mi piacciono questi racconti!». Quello in questione, di racconto, ripercorre la visita - la seconda in sei mesi - dell'attore californiano Leonardo DiCaprio in quel del lago di Garda (ma non solo) e in particolare al Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera. E a tratteggiarlo, […] è lo storico presidente della Fondazione che gestisce la casa del Vate, Giordano Bruno Guerri.

 

Era giovedì 27 febbraio […] «Mi hanno chiamato e sono subito sceso a salutare». Una stretta di mano. E «How are you?». «I am here again». Già, Leo is back.

 

«Mi ha detto che il Vittoriale gli era piaciuto molto, per questo ci è voluto tornare. Era molto preparato. Ed è sorprendente...». Cosa? «Ad agosto gli avevamo donato una guida del Vittoriale in inglese, ha proprio studiato! Gli ho chiesto le sue impressioni su D'Annunzio». E DiCaprio? «Mi ha domandato se l'immagine che si ha di D'Annunzio sia reale o se lui stesso l'abbia costruita. Gli ho spiegato che in un certo senso sì, ha costruito il mito di se stesso, quindi è reale. E stupefacente per questo».

 

il vittoriale degli italiani

Comincia quindi la visita alla casa del Vate, con il presidente, l'entourage e la guida. «DiCaprio ha iniziato a pormi una serie di domande su oggetti precisi, come le maschere funerarie di Beethoven e i ritratti di Wagner», nella stanza della musica. E «di nuovo, perché pare non l'avesse capita benissimo la prima volta, mi ha chiesto di spiegargli la storia della Tartaruga»: è la Cheli,  che la marchesa Luisa Casati regalò al al Vate.

 

Visse indisturbata nel parco della Prioria fino al  giorno in cui andò in visita al Vittoriale la pilota Maria Antonietta Avanzo, che diede alla testuggine golosa troppe tuberose, tanto da farla morire di sazietà. «Ho spiegato a DiCaprio che D'Annunzio la mise quindi a capotavola proprio per questo: morta di indigestione, era un monito per gli ospiti, come a dire di non esagerare con le abbuffate».

 

Ecco la stanza delle Reliquie. «Vede, davanti al tabernacolo non c'è un crocifisso, ma un volante in alluminio piegato, spezzato». «Cosa rappresenta?» ha chiesto DiCaprio. «Gli ho raccontato che è dedicato al coraggio e alla forza. Quelli di un amico inglese di Gabriele D'Annunzio. Perché quel volante era sull'imbarcazione di un suo amico inglese che stava tentando di battere il record del mondo di velocità per natanti d'entrobordo: non ce la fece, perché la barca si rovesciò e lui morì». Lui era Henry Segrave, morto il 13 giugno 1930 nel lago Windermere. E «per il Vate il volante del suo motoscafo è simbolo di eroismo».

il vittoriale degli italiani

 

[…] La visita prosegue all'esterno, fino alla Nave Puglia, protagonista della prima Guerra mondiale, incastonata all’interno del grande parco». […] E la sua storia, l'hanno ascoltata tutti attentamente. Donata a D'Annunzio dalla Marina Militare nel 1923, «ho spiegato che in sostanza rappresenta la storia di Fiume. E che a bordo morirono due marinai italiani» nel 1920: il  capitano di corvetta Tommaso Gulli (comandante) e il motorista Aldo Rossi.

 

Ma anche che «non a caso la prua è rivolta verso il mar Adriatico, "l'amarissimo mare" lo aveva chiamato D'Annunzio, per la mancata conquista della Dalmazia».  Tutti ad ascoltare, ammaliati, Giordano Bruno Guerri. Che - sorridendo tantissimo - ammette di aver avuto un'idea davanti a quell'imbarcazione così maestosa e all'interesse dei suoi ospiti. «Perché non mi ripeti qui la scena del Titanic? Avrei tanto voluto chiederlo a DiCaprio in quel momento, ma non me la sono sentita!». Magari si sarebbe pure divertito, chissà.

 

il vittoriale degli italiani

Non è finita. «Gli ospiti sono saliti al Mausoleo, senza di me stavolta. DiCaprio e la famiglia hanno domandato alla guida di spiegare loro chi fossero i defunti nelle dieci tombe che si trovano attorno a quella di D'Annunzio[…]

 

Adesso sì, è finita. Dopo quasi due ore, più o meno. «Sono sceso a salutare. Ci siamo scattati una foto e mi sono scusato con DiCaprio perché il Mausoleo non è ancora stato restaurato. Ma lo faremo il prossimo inverno». Un buon motivo per tornare, insomma. […]

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