giancarlo giorgetti economia crollo borse borsa mercati

GIORGETTI SBUGIARDATO – SIA L’OCSE CHE L'ISTAT STIMANO UNA CRESCITA DI APPENA LO 0,5% DEL PIL ITALIANO NEL 2024. È LA METÀ DEL +1% MESSO NERO SU BIANCO DAL TESORO NEL PIANO STRUTTURALE DI BILANCIO (GRAZIE AI DATI “ADDOMESTICATI” DALLA RAGIONIERA DARIA PERROTTA) – L’OCSE BACCHETTA IL GOVERNO MELONI SUL PNRR: “IL RITMO DI SPESA DEVE PIÙ CHE RADDOPPIARE” – LE CRITICHE ALLA MANOVRA: “L’OTTIMISMO SULLE ENTRATE È LEGATO ALL’EFFETTO DEL FISCO, CHE SI MANGIA LA CRESCITA DEI SALARI…”

1. L’ECONOMISTA OCSE: “CRESCITA ITALIANA ALLO 0,5%.

Estratto dell’articolo di www.repubblica.it

 

https://www.repubblica.it/economia/2024/12/05/news/l_economista_ocse_crescita_pnrr-423825000/?ref=-BH-I0-P-S6-T1

 

GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE

L'Ocseha appena aggiornato le previsioni per l’economia globale e l’Italia è indicata in crescita dello 0,5% quest’anno (meno della Ue allo 0,7% e del governo all’1%), per poi segnare +0,9% nel 2025 e +1,2% l’anno dopo.

 

Vista da Parigi, sulla prospettiva dell’economia del Belpaese potrebbe pesare una frenata forte degli investimenti privati, mentre se il pubblico spingesse (tanto) sull’acceleratore del Pnrr potrebbe andare meglio delle previsioni.

 

“Gli obiettivi di finanza pubblica sono alla portata, anche alla luce di una manovra prudente”, spiega il capo economista del Desk Italia dell’Organizzazione parigina, Cyrille Schwellnus, che raggiungiamo in occasione del Ceo Italian Summit & Awards 2024 di Milano, organizzato da Business International, la knowledge unit di Fiera Milano.

 

Cyrille Schwellnus

“Ma il consolidamento dei conti è strettamente legato al fiscal drag”, la crescita dei salari in presenza di una loro forte crescita nominale, “che incrementa le entrate fiscali nel breve. Ma serviranno nei prossimi anni decisioni politiche condivise e incisive per generare un surplus di bilancio sostenibile".

 

Ci spieghi meglio questo aspetto.

«Nelle nostre previsioni crediamo sia raggiungibile l’obiettivo di portare il deficit/Pil sotto il 3% nel 2026: lo indichiamo al 2,8%. Già quest’anno scenderà al 3,5%, possibile risulti anche inferiore perché le entrate fiscali sono superiori alle previsioni. La Manovra dimostra la volontà di ridurre il deficit con un consolidamento strutturale di 0,5 punti nel prossimo biennio.

 

Si rendono strutturali gli interventi sul costo del lavoro, ed è positivo. Per finanziarli e insieme consolidare i conti ci sono tre canali ‘ufficiali’: la fine dei bonus edilizi; gli anticipi di introiti da banche e assicurazioni, che però agisce in positivo solo sul 2025; un piccolo contributo dalla spending review».

 

PNRR

Non bastano?

«Il quarto canale, meno evidente, è legato all’ottimismo sulle entrate fiscali. Il fiscal drag in Italia è particolarmente importante, in fase di inflazione elevata, perché a differenza di quel che avviene in molti Paesi Ocse gli scaglioni non vengono aggiornati automaticamente con l’andamento dei prezzi. Questo aiuta il consolidamento “nascosto” dei conti pubblici, ma nel lungo periodo servono interventi politici più strutturati».

 

[…]

 

Veniamo all’economia, come andiamo?

«Gli ultimi trimestri sono stati deboli. I consumi delle famiglie tengono grazie al recupero del potere d’acquisto, con i salari contrattuali che crescono ora più dell’inflazione. Lo stimolo del Superbonus non c’è più, e si nota. Gli investimenti nel settore privato non si vedono. E il contributo dell’export è nullo».

 

[…]

 

GIORGIA MELONI CON LA CALCOLATRICE A PORTA A PORTA MANOVRA

Il Pnrr può farci cambiare passo. Per la Bce può valere fino all’1,9% di crescita cumulata del Pil al 2026, ma i due terzi dei progetti è a rischio ritardo. Che ne pensa?

«Credo siano dati in linea con quel che è lecito attendersi e con le ultime rilevazioni di organismi come l’Upb. L’Italia ha fatto bene sulle scadenze legate alle riforme e ha migliorato la governance del Pnrr.

 

Ma per quel che riguarda gli investimenti, bisogna distinguere. Finché si è trattato di spese “automatiche” come i crediti fiscali per Superbonus o Industria 4.0, non ci sono stati problemi. Ora servono investimenti veri e i rischi di ritardo ci sono: nei due anni di piano che restano, per raggiungere il pieno utilizzo dei fondi Ue la spesa deve salire dall’1% circa del Pil del 2024 al 2,5%. Serve un’accelerazione molto forte». […]

 

2. ANCHE L’ISTAT DIMEZZA LE PREVISIONI DI CRESCITA: PIL A +0,5% NEL 2024

Estratto dell’articolo di Flavio Bini per www.repubblica.it

 

giancarlo giorgetti - foto lapresse

Anche l’Istat dimezza le previsioni di crescita del governo per il 2024. Nel suo rapporto sulle prospettive dell’economia italiana l’istituto di statistica ha previsto una avanzamento del Pil dello 0,5% quest’anno e dello 0,8% il prossimo anno.

 

Un drastico taglio rispetto a quanto messo nero su bianco appena tre mesi fa dal governo nel Piano Strutturale di Bilancio, l’impalcatura dei conti pubblici su cui si reggono anche le previsioni di spesa della prossima Legge di Bilancio.

 

A fine settembre infatti l’esecutivo aveva stimato una crescita dell’1% quest’anno e dell’1,3% il prossimo. Numeri considerati molto ottimistici da tutti i previsori nazionali e internazionali. Da ultima è arrivata ieri l’Ocse, prevedendo per quest’anno una crescita dello 0,5%, in linea con quanto comunicato oggi dall’Istat.

 

DARIA PERROTTA

A spingere la crescita italiana nell’anno in corso, evidenzia l’Istat nel suo rapporto, è soprattutto la domanda estera netta, con un contributo di sette punti percentuali, frutto di una contrazione delle importazioni (-2,1%) a fronte di un dato sostanzialmente piatto sul fronte dell’export (-0,1%).

 

Lo stesso non si più dire della domanda interna che – evidenzia l’istituto “pur beneficiando della tenuta dei consumi delle famiglie (+0,6%) sarebbe penalizzata dal decumulo delle scorte di magazzino (che contribuirebbero negativamente alla crescita del prodotto per 0,7 p.p.).

 

giancarlo giorgetti - foto lapresse

Nel 2025 – aggiunge ancora l’Istat – si determinerebbe una lieve accelerazione della dinamica di crescita dell'economia italiana (+0,8%), sostenuta quasi interamente dal contributo della domanda interna, a fronte di un contributo nullo della domanda estera netta e delle scorte. […]

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?

malago galliani calcagno ulivieri

DAGOREPORT - NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E L’ASSOALLENATORI (AIAC) SONO PRONTE A SCARICARE MALAGÒ, CANDIDATO DELLA LEGA A, PER ACCODARSI A BEPPE MAROTTA E SOSTENERE IL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI - COME GIUSTIFICHERANNO IL REPENTINO VOLTAFACCIA AI LORO STESSI ASSOCIATI? L’AIC DI UMBERTO CALCAGNO NELLA STORIA RECENTE È STATA SOSTENITRICE DELLE DECISIONI DELLA SERIE A, COME L’ASSOALLENATORI DI RENZO ULIVIERI CHE LO SCORSO LUNEDÌ AVEVA DICHIARATO: “LA NOSTRA IDEA RESTA QUELLA DI ESSERE AL FIANCO DELLA LEGA DI SERIE A. ASPETTEREMO DUNQUE QUELLO CHE DECIDERANNO LORO” - L’ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE UN CRESCENTE NUMERO DI OPPOSITORI INTERNI CHE DANNO BATTAGLIA SUL FONDO DI FINE CARRIERA: “DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?” - L’ASSOALLENATORI E' IN PIENA LOTTA DI SUCCESSIONE PER IL POST-ULIVIERI...

edouard philippe melenchon le pen hollande glucksmann

DAGOREPORT! LO SPETTRO DEL BALLOTTAGGIO LE PEN-MELENCHON AGITA LA FRANCIA (E L’EUROPA) – PER QUESTO LA BORGHESIA PARIGINA È IN SOMMOVIMENTO, COME L’EX PRESIDENTE, FRANCOIS HOLLANDE. IL VISPO “BUDINO SCOPAIOLO” NON AVREBBE INTENZIONE DI SCENDERE DIRETTAMENTE IN CAMPO, MA STA LAVORANDO COME “EMINENZA GRICIA”: AVREBBE GIÀ INCONTRATO IL RIFORMISTA GLUCKSMANN, PER CERCARE DI CONVINCERLO A TROVARE UN’INTESA CON IL CENTRISTA EDOUARD PHILIPPE – L’IDEA E’ QUELLA DI LANCIARE PER LA CORSA ALL’ELISEO PHILIPPE, EX PREMIER MACRONIANO, ESPERTO E MOLTO POPOLARE NEL PAESE CON GLUCKSMANN CHE FAREBBE IL PREMIER. OBIETTIVO: EVITARE LA TRAGEDIA DI UN BALLOTTAGGIO LE PEN-MÉLENCHON, ARRIVARE AL SECONDO TURNO E GIOCARSELA CONTRO LA ZARINA SOVRANISTA. CE LA FARANNO I NOSTRI EROI?

meloni tajani crosetto garavaglia giorgetti salvini conte

DAGOREPORT - NON SOLO SALVINI MA ANCHE I COSIDDETTI ''RIBELLI LEGHISTI'' APPARTENGONO ALL'IMMORTALE COMMEDIA ITALIANA: SCALPITANO, BRIGANO, ANNUNCIANO, MA NEL MOMENTO DELLA VERITÀ SI DIMOSTRANO SEMPRE I MEJO “CAGHETTA” DELLA PADANIA - IL CONGRESSO STRAORDINARIO DELLA LEGA, CHE HA MANTENUTO AL VERTICE IL MALCONCIO SALVINI, È L’ULTIMO, LAMPANTE ESEMPIO - TUTTO IL CORAGGIO DI GIORGETTI E' STATO QUELLO DI MANDARE ALLO SBARAGLIO IL FIDO GARAVAGLIA: SE FEDRIGA NON SI E' NEMMENO PRESENTATO (SCUSA CRESIMA DEL FIGLIO), QUEL CUOR DI CONIGLIO DI ZAIA SI E' LIMITATO A FARE CIAO-CIAO CON LA MANINA: COSI', GARAVAGLIA SI E' RITROVATO AL FIANCO SOLO FONTANA (E ROMEO) – LA SPARATA ANTI-UCRAINA DI SALVINI (“DIRÒ STOP ALLE ARMI A KIEV”) DEFLAGHERA' NEL PROSSIMO CDM CHE DOVRA' DARE IL VIA AL PACCHETTO DI AIUTI A ZELENSKY DI 4 MILIARDI, FERMI DA GIUGNO – SUL RIPETUTO NO DI SALVINI, LA MELONI NICCHIA, MENTRE TAJANI PREME PER VOTARLA - TANTA FIBRILLAZIONE, PUR ESSENDO L'ITALIA IN FONDO ALLA CLASSICA DEI CONTRIBUTORI EUROPEI DI AIUTI ALL'UCRAINA, LA SVELO' CROSETTO IN UN'INTERVISTA ALLA BBC: "LA MAGGIORANZA DELL'OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E' CONTRARIA A SOSTENERE L'UCRAINA" - E MICA SOLO A DESTRA: SE IL M5S DI CONTE DA SEMPRE SBERTUCCIA I "CESSI D'ORO" DI ZELENSKY, ANCHE PER IL 70% DEGLI ELETTORI DEL PD SERPEGGIA UNA FORTE INSOFFERENZA (EUFEMISMO) PER LE SORTI DELLA DISGRAZIATA UCRAINA... - VIDEO

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…